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Kazakhistan, il caso di Alexandr Pavlov perseguitato come Shabalanieva

By 13 Luglio 2013 No Comments

4EFD5E16-BF1B-4666-A94A-4584A12852F1_mw1024_n_sUomo  di Ablyazov  si trova in Spagna. La Ong ‘Open dialog foundation’ denuncia  la richiesta delle autorità di estradarlo.

Roma, 13 luglio – Ancora un caso di estradizione che riguarda il Kazakhistan. Questa volta, però, il Paese a cui viene chiesto l’asilo politico è la Spagna. La redazione di ‘Dailycases’ è venuta in possesso di un documento di ‘Open dialog foundation’, una Ong internazionale che si occupa della tutela dei diritti umani, che denuncia la richiesta delle autorità di  estradare dalla Spagna Alexandr Pavlov, uomo di Ablyazov leader dell’opposizione in Kazakisthan e marito di Alma Shabalanieva.

“Col pretesto di false accuse di terrorismo – si legge – le autorità kazake vorrebbero estradare un altra persona del gruppo che ruota intorno a Mukhtar Ablyazov, leader dell’opposizione avverso a Nursultan Nazarbayev, presidente del Kazakisthan. Si tratta del suo capo security Alexandr Pavlov. Guardando alla oscura natura della richiesta, la Open dialog foundation chiede alle autorità del regno di Spagna di impedire l’estradizione di Alexandr Pavlov per il Kazakisthan dove sarà messo di fronte a procedimenti criminali a sfondo politico”.photo_14786


Il caso: Alexandr Pavlov è stato arrestato a Madrid l’11 novembre 2012, dopo l’emissione di un codice rosso dell’Interpol, datato maggio 2011, in cui era scritto che lui era ricercato in Kazakisthan per appropriazione indebita di beni in custodia. Il giorno dopo l’arresto, il 12 novembre, Pavlov è comparso davanti al Tribunale spagnolo, Central investigation Court No. 6, che ha stabilito che lui ha un processo pendente per cui esiste una richiesta ufficiale di estradizione del Kazakisthan. La corrispondente richiesta del kazaka è stata acquisita in Spagna il 3 gennaio 2013. Nonostante il fatto che il codice rosso dell’Interpol veniva fuori solo dal presunto crimine di appropriazione indebita di beni in custodia, le autorità Kazake hanno in più richiesto l’estradizione anche con l’accusa che Pavlov è in procinto di organizzare attacchi terroristici nel suo Paese.
“Va ricordato che il 28 marzo 2012 l’ufficio del pubblico ministero kazako – continua il documento – ha emesso un comunicato stampa in cui spiega la prevenzione degli atti terroristici da parte dell’agenzia di spionaggio del Kazakisthan di Almaty. In violazione della presunzione di innocenza di Alexandr Pavlov (articolo 19, paragrafo 4 del Criminal Procedure Codice della Repubblica del Kazakhstan), i leader dell’opposizione kazaka Mukhtar Ablyazov e Muratbek Ketebaev, che sono al momento costretti a vivere in esilio, sono stati immediatamente dichiarati organizzatori di crimine violento. Il fondamento di questa accusa appare di dubbia natura. Come spiegato da Muratbek Ketebaev, l’ordine di un arresto internazionale emesso contro Pavlov, il suo arresto e la sua potenzialmente immediata estradizione ha questo scopo, cioè di dicreditare la politica di opposizione del Kazakisthan”.

kazakoI fatti. 17 gennaio 2013 – Alexandr Pavlov ha ufficialmente notificato alle autorità del carcere che intende avvalersi dell’asilo politico in Spagna. Questo è stato anche riferito alla Corte. Secondo Pavlov le accuse che lo spingono verso il Kazakisthan sono collegabili con le accuse contro il leader dell’opposizione Mukhtar Ablyazov e hanno natura politica. Un impegno per l’asilo politico è stato formalizzato il 24 gennaio 2013 e accettato all’esame il 6 febbaio 2013. Il caso è stato trasferito alla Audiencia nacional, la suprema Corte nazionale spagnola, per una decisone sull’estradizione di Pavlov. Si sa che durante la permanenza di Pavlov in prigione, il personale del consolato del Kazakisthan in Spagna, nella persona di Azamat Abdraimov e Alex Zhumagulov, gli ha fatto visita in carcere. Gli hanno chiesto delucidazioni sul suo caso e anche sulla sua famiglia che potrebbe essere interpretato come una minaccia velata. Da un punto di vista legale questa visita ha violato le norme di asilo politico: Pavlov ha avuto l’ok per l’asilo e da quel momento deve essere protetto dalle autorità kazake anche negli incontri.

17 aprile 2013 – In udienza la suprema Corte ha rifiutato di estradarlo perché i documenti kazaki prodotti non erano ben tradotti. Fatto che ha impedito alla Corte di esaminare il caso a fondo. Pavlov è stato liberato. In ogni caso la Corte ha lasciato la possibilità al Kazakisthan di produrre nuova documentazione per una nuova richiesta di estradizione

15 maggio 2013 – Il governo Kazako ha prodotto nuova documentazione ed è ricominciato il processo

24 maggio 2013 – Il Centro nacional de inteligencia, servizi segreti spagnoli, hanno preparato un report speciale che stabilisce che Pavlov, a causa delle accuse di cospirazione a commettere atti di Questa relazione è solo una conclusione suggerita dalle autorità spagnole nel momento in cui queste hanno considerato la sua domanda di asilo politico. Secondo gli avvocati di Pavlov , che hanno avuto accesso alla relazione, questa non contiene alcuna informazione specifica riguardante il terrorismo ma ribadisce unicamente le tesi ufficiali presentate dal lato Kazako. A Pavlov non è stata data l’opportunità di fornire informazioni alternative. La relazione stabilisce anche che una delle ragioni dietro all’estradizione di Alexandr Pavlov è il suo interrogatorio eseguito dai servizi segreti kazaki sul caso della banca BTA . Ricordiamo che il sospettato principle in quel caso è il leader dell’opposizione kazaka Mukhtar Ablyazov770_w267_h196

1 giungo 2013 – Nel Central investigation Court No. 6 è stata tenuta un’altra udienza sul caso. Il giudice ha stabilito che non c’era alcuna ragione di credere che il governo spagnolo avesse intenzione di garantirgli asilo in virtù di una decisione circa la continuazione della procedura della sua estradizione. Lo stesso giorno Pavlov è stato mandato in prigione dove dovrà rimanere finchè la decisione finale circa la sua estradizione verrà pronunciata. Durante la prima settimana non gli è stato concesso, con scuse burocratiche, di contattare il suo avvocato telefonicamente, tutto ciò suggerisce che le autorità spagnole intendano estradarlo.

Secondo i suoi avvocati il caso dell’asilo è stato accompagnato da numerose violazioni procedurali. In particolare, ai legali non è stato consentito di sottoporre le loro richieste in una forma scritta come stabilito dalle procedure. I rappresentanti di Unhcr, interessatisi al caso, non hanno avuto la possibilità di esprimere le loro opinioni in merito con una relazione scritta, obbligatoria in una procedura urgente come questa. Secondo la difesa non c’era alcuna giustificazione per detenere Pavlov in un carcere di sicurezza media (isolamento, contatto limitato con lo staff), visto che in Spagna su di lui non c’è alcuna accusa di terrorismo. Su questo gli avvocati si sono lamentati con l’autorità penitenziaria. La Odf sostiene che l’estradizione di Pavlov sia solo un nuovo tentativo da parte delle autorità kazake di perseguire persone vicine a Mukhtar Ablyazov – l’oppositore politico di Nursultan Nazarbayev . Del resto il presidente Kazako è già riuscito a fa estradare dall’Italia la moglie e la figlia dello stesso Ablyazov, in barba alle norme sull’asilo politico a ai diritti umani.

Odf sta cercando di contattare tutte le associazioni internazionali sui diritti umani affinchè esse “facciano richiesta alle autorità competenti del regno di Spagna allo scopo di concedere l’asilo a Pavlov e prevenire la sua estradizione, dove egli sarebbe in serio pericolo di vita”. A questo scopo sono stati interpellati in Spagna il ministro Esteri, il ministro della Giustizia, la Corte Suprema nazionale, l’Ufficio dei rifugiati locale e l’ Unhcr.

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