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Italiani nel Mondo

L’Italia da scoprire: La corsa più bella del mondo— Discovering Italy: the world’s most beautiful race

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Tempo di lettura: 9 minuti
di emigrazione e di matrimoni

L’Italia da scoprire: La corsa più bella del mondo

In questa articolo della serie “L’’Italia da scoprire” non vogliamo parlare di un luogo, bensì di una manifestazione che dimostra che la Cultura non comprende solo opere d’arte, musica, libri, ecc., ma ogni aspetto della vita di in un paese, e questa manifestazione ha dimostrato non solo quel che l’Italia ha da offrire ai turisti internazionali di ogni genere, ma come dobbiamo anche cominciare a ripensare seriamente come promuoviamo il nostro paese a livello internazionale.

Sabato scorso, dopo una pausa di 2 anni dovuta alla pandemia, si è svolta la 48° edizione della 100km del Passatore da Piazza del Duomo a Firenze fino a Piazza del Popolo a Faenza(RA), con oltre 3.300 atleti alla partenza. La gara è stata vinta dal britannico Lee Grantham che ha tagliato il traguardo in 7 ore 3 minuti e 28 secondi. Un tempo eccellente considerando il percorso che comprende anche zone di montagna (disegno sotto).

La gara nacque come una promozione dei vini Sangiovese ed il Chianti che hanno in comune il vitigno del Sangiovese. Nel corso dei 50 anni da allora, la gara è cresciuta tra gli atleti italiani, ma fino ad ora non ha avuto la partecipazione di atleti internazionali che una gara del genere meriterebbe.

Ovviamente i luoghi della partenza e l’arrivo sono bellissimi, ma gli atleti percorrono paesaggi mozzafiato che cambiano radicalmente quando si passa dalla Toscana alla Romagna, per cui la gara è stata battezzata la “più bella del mondo”. Ed il concorrente attento può sentire anche i cambi di accenti, usanze e anche i cibi da una regione all’altra.

Oltre agli atleti l’Asd 100km del Passatore ha anche l’onore di avere 700 partecipanti, non solo per la parte agonistica e medica necessarie per questo tipo di gara, ma anche e soprattutto per i molti punti di ristoro che “ricarburano” gli atleti con una grandissima scelta di bevande, cibi, frutta e persino migliaia di uova sode.

Però, per quanto siano belli la gara ed il paesaggio, la vittoria di Lee Grantham potrebbe darci l’opportunità di rivoluzionare le promozioni internazionali non solo della “100”, ma di ogni tipo di manifestazione nel paese.

E questo è altrettanto vero per altre manifestazioni sportive importanti nel paese che potrebbero offrire agli atleti e turisti del mondo anche giri ciclistici, gare sciistiche e anche manifestazioni automobilistiche come l’Historic Minardi Day che quest’anno si svolgerà al Circuito Internazionale Enzo  Dino Ferrari di Imola il weekend del 27 e 28 di agosto. E quindi vogliamo considerare le possibili conseguenze della vittoria dell’atleta britannico a Faenza sabato sera. 

Infatti, proprio per le cifre di partecipanti e volontari, gli organizzatori delle manifestazioni hanno bisogno di grandi sponsorizzazioni nel futuro per assicurare la loro sopravvivenza oltre il prossimo futuro. E per fare questo non possiamo più permetterci di pensare in termini di breve scadenza, ma di lunga durata perché solo programmi e piani a lungo termine danno la possibilità vera di attirare gli sponsor seri.

Difatti e di conseguenza, come primo passo, la Società del Passatore, fondata nel 1969, insieme ai consigli comunali di Firenze e Faenza farebbero bene a considerare di nominare il vincitore della gara di quest’anno come “ambasciatore nel mondo” non solo per la gara, ma persino per i territori percorsi dalla gara. La sua testimonianza potrebbe essere essenziale per attirare altri atleti di livello mondiale per aumentere l’importanza agonistica della gara, rendendola più “appetibile” per gli sponsor.

Ma non possiamo limitarci solo a passi di promozioni di individui, ma anche a come presentiamo il nostro paese a potenziali turisti ed entusiasti internazionali perché tendiamo a dimenticare che, per la natura dei viaggi internazionali, dai tempi di vacanza al prenotare e comprare i biglietti, chiedere i passaporti, ecc., loro hanno bisogno di un preavviso ben prima dei mesi immediatamente prima delle manifestazioni che sono la norma in giro per il paese.

Inoltre, non dobbiamo dimenticare che queste promozioni devono anche essere in altre lingue, un aspetto che molte manifestazioni non si possono permettere. Per questo motivo queste manifestazioni dovrebbero lavorare non solo con le loro federazioni sportive come la F.I.D.A.L. (Federazioni Italiana di Atletica Leggera) per la “100”, ma persino con il C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) che hanno già i mezzi per fare gli annunci nel miglior modo possibile, non solo a livello nazionale, ma spesso anche internazionale. E se queste federazioni non sono disponibili ad espletare questi compiti, i governi regionali dovrebbero anche dare la loro disponibilità perché il successo di promozioni del genere garantirebbe sempre più turisti nel futuro e quindi più incassi per regioni che fin troppo spesso non hanno ricevuto il livello di turismo che dovrebbero avere.

E per le promozioni internazionali, il nostro paese ha una risorsa potenziale che non è mai stata utilizzata per la promozioni di tutti i nostri prodotti, dai culturali a quelli sportivi e commerciali: gli italiani nel mondo.

La recente visita a Roma di una delegazione del Conference of Presidents of Major Italian American Organizations (COPOMAIO), la Conferenza dei Presidenti delle maggiori associazioni italo-americane, ha dato prova della disponibilità dei nostri parenti e amici nel mondo in aiuto al loro paese d’origine.

Però, nell’iniziare promozioni del genere le autorità in Italia devono capire che i frutti di questi sforzi non arrivano nello spazio di 6 o 12 mesi, ma nel corso di almeno 5-10 anni perché dobbiamo cambiare la mentalità all’estero che l’Italia sia solo pasta, pizza, Roma, Firenze e Roma, che sono i luoghi comuni che il mondo immagina quando si parla del Bel Paese.

E questo vuol dire non una breve campagna promozionale ma una di svariati anni, perché ci sono molte barriere mentali da abbattere, non solo all’estero, ma persino in Italia dove troppi si accontentano dei lavori fatti fino ad ora che vede il paese con il Patrimonio Culturale più grande del mondo solo al settimo posto come meta turistica internazionale, e la colpa di questa statistica triste non si trova tra i potenziali turisti, ma in Italia stessa. E anche per questo abbiamo bisogno di un ruolo attivo degli italiani all’estero nelle nostre promozioni di ogni genere.

Discovering Italy: the world’s most beautiful race

In this article of the “Discovering Italy” series we do not want to talk about a place but about an event that shows that Culture does not include only works of art, music, books, etc, but every aspect of the life of a country and this event demonstrates not only what Italy has to offer international tourists of every kind but how we must also start to seriously rethink how we promote our country internationally.

Last Saturday after a break of two years due to the pandemic the 48th edition of the 100km of the Passatore ultra marathon took place from Piazza del Duomo in Florence to Piazza del Popolo in Faenza with more than 3,300 athletes. The race was won by the British runner Lee Grantham who crossed the finish line with a time of 7 hours, 3 minutes and 28 seconds. An excellent time considering the route that also includes mountain areas(see below)

 

The race was founded as a promotion of the Sangiovese and Chianti wines which share a common grape variety, the Sangiovese. Over the 50 years since then the race has grown amongst Italian athletes but until now has not had the participation of international athletes that such a race would deserve.

Obviously the places of the start and finish are beautiful but the athletes run through breathtaking countryside that changes radically when they go from Tuscany into the Romagna for which the race has been baptised as the “world’s most beautiful”. And the attentive competitor would also notice the changes of accents, customs and even foods from one region to the other.

In addition to the athletes the Asd 100km del Passatore also has the honour of having 700 participants, not only for the competitive and medical parts necessary for this type of competition but also and above all for the many refreshment points that “refuel” the athletes with a big selection of drinks, foods, fruit and even thousands of hard boiled eggs.

However, as beautiful as the race and the countryside are, Lee Grantham’s win could give us the opportunity to revolutionize the international promotion not only of the “100” but for every type of event in the country, sporting and otherwise.

And this is just as true for other important sporting events in the country that could also offer the word’s athletes and tourists cycling tours, ski competitions and also automobile events such as the Historic Minardi Day that this year will be held at Imola’s Enzo and Dino Ferrari International Circuit on the weekend of August 27 and 28. And therefore we want to consider the possible consequences of the British athlete’s victory in Faenza on Saturday evening.

Indeed, precisely because of the numbers of volunteers and participants the organizers of the events need big sponsors in the future to ensure their survival beyond the foreseeable future. And to do this we can no longer afford to think in terms of the short term but of the long term because only long term programmes and planning give the real possibility of attracting serious sponsors.

In fact and subsequently, as a first step the Società del Passatore, that was founded in 1969, together with the local councils of Florence and Faenza would do well to consider nominating the winner of this year’s race as “ambassador to the world” not only for the race but even the territories the race passes through. His testimony could be essential for attracting other world level athletes to increase the competitive importance of the race, making it more “attractive” for the sponsors.

But we cannot limit ourselves only to phases of promotion by individuals but also of how we present the country to potential international tourists and fans because we tend to forget that, due to the nature of international travelling, from the time of holidays to booking and buying tickets, applying for passports, etc, they need to have warning well in advance of the months immediately before the events which are the norm around the country.

Furthermore, we must not forget that these promotions must also be in other languages, something that many events cannot afford. For this reason, these events should work together not only with their federations, such as the F.I.D.A.L. (Italy’s Athletics Federation) for the “100” but even with the C.O.N.I. (Italy’s national Olympic committee) that already have the means to be able to make announcements in the best way possible, not only nationally but also internationally. And if these federations are not willing to carry out these tasks, the regional governments should also give their availability because the success of such promotions would guarantee more and more tourists in the future and therefore more revenue for regions that all too often have not received the levels of tourism they should have.

And for the international promotions our country also has a potential resource that has never been used for the promotion of all our products, from cultural to sporting and commercial: the Italians around the world.

The recent visit of a delegation of the Conference of Presidents of Major Italian American Organizations to Rome was proof of the willingness of our relatives and friends around the world to help their country of origin.

However, in initiating such promotions the authorities in Italy must understand that the fruit of these efforts will not come in the space of 6 or 12 months but over at least 5-10 years because we must change the mentality overseas that Italy is only pasta, pizza, Rime, Florence and Venice that are the clichés that the world imagines when it comes to Italy.

And this does not mean a brief promotional campaign but one of a number of years because there are many mental barriers to break down, not only overseas but even in Italy where too many people are satisfied with the work done up so far that sees the country with the world’s greatest Cultural Heritage only in seventh place as an international tourist destination and the blame for this sad statistic does not lie amongst potential tourists but in Italy itself. And this is also why we need the active participation of the Italians around the world in our promotions of all kinds. 

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