Iran:Hamid Askari accusato di “sovversione” per aver fatto cantare una donna durante un concerto


Il governo ultraconservatore vieta alle donne di esibirsi come soliste in pubblico. Le autorità dell’Iran temono che la voce femminile possa “indurre gli uomini in tentazione”.

“La voce delle donne non deve essere sentita da uomini estranei”; è uno dei tanti dogma dettati dall’ayatlollah Khomeini al momento di divenire capo dell’Iran dopo la rivoluzione islamica del 1979. E in base a questo obbligo morale il cantante pop Hamid Askari, molto noto in Iran, è stato accusato di “sovversione” perché, in occasione di un concerto,  ha permesso alla sua chitarrista, Negin Parsa, di cantare davanti a una platea formata da un gran numero di uomini. Dinamiche del genere sono parte integrante delle performance musicali che si svolgono nei Paesi occidentali, ma, in Iran, il fatto che una donna canti in pubblico è considerato un attentato alla “moralità” di uomini “turbati” dalla voce femminile. Per tale ragione, il ministero della Cultura iraniano, per punizione, ha vietato ad Hamid Askari di tenere concerti per un periodo di tempo indeterminato, così come prescritto dalla legge iraniana che, dal 1990, permette alle donne di cantare soltanto in coro.

Prima di questa data in Iran, Paese islamico ultraconservatore, il canto e la musica erano proibiti, in quanto considerati “frivolezze” in grado di “instupidire gli uomini”, secondo l’ayatollah Ruhollah Khomeini, il quale ha governato l’Iran, dal 1979 al 1989. È stato Khomeini a fare approvare il divieto alle donne di cantare “in presenza di uomini”. Dopo la morte di Khomaini, i concerti sono stati legalizzati, ma solo quelli in cui il cantante è di sesso maschile. La restrizione però,viene costantemente aggirata durante le rappresentazioni teatrali. In queste manifestazione artistiche la presenza del coro è molto frequente, il che consente alle cantanti di esibirsi come soliste con maggiore sicurezza.

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