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Cinema & Teatro

Intervista ad Andrea Bosello, regista del film documentario che racconta lo scudetto del Napoli che ha sbancato al botteghino

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Andrea Bosello regista di Sarò con te, film documentario con protagonista il grande evento calcistico dedicato allo scudetto del Napoli, il terzo vinto da parte del club SSC Napoli, è distribuito da Nexo Digital, guadagnando un grande successo di pubblico.

by Isabel Russinova

 Intervista ad Andrea Bosello regista di Sarò con te, il film documentario con protagonista il grande evento calcistico dedicato allo scudetto del Napoli, il terzo vinto da parte del club SSC Napoli. Il film, distribuito da Nexo Digital, che si è guadagnato un grande successo di pubblico.

Andrea Come è nata l’idea di realizzare il film?

L’idea del film nasce semplicemente dal voler restituire alla città di Napoli il racconto di un momento tanto significativo per la sua gente.

Credo che i protagonisti del documentario siano infatti due: la squadra e la città. Anzi credo che l’unica motivazione vera per fare un film su questo scudetto è che è stato vinto a Napoli. Ogni squadra che vince un titolo compie un’impresa sportiva, ma nessuna squadra ha ad accompagnarla una città come Napoli. Il cuore di Roma è diviso tra due squadre, idem quello di Milano e Torino. Senza tralasciare che li si vince con una certa e maggiore frequenza.

Non credo ci sia nel panorama del calcio mondiale un esempio così viscerale di amore collettivo. Spero che il film restituisca almeno una piccola parte di questo sentimento e delle sue infinite manifestazioni.

È stato difficile gestire e valorizzare la partecipazione di tante star dello sport?

La cosa più difficile è far uscire i calciatori dal cliché dell’intervista televisiva. Gli sportivi sono abituati a rilasciare dichiarazioni quotidianamente ma hanno quasi sempre un rapporto corporativo con i media. È una cosa normale ma è esattamente l’opposto del dialogo che si cerca di instaurare in un documentario. Riuscire a restituire un grado in più di sincerità emotiva è un lavoro molto complesso e molto faticoso. A volte ci siamo riusciti a volte no. Dipende da svariati fattori, anche esterni, compresi meteorologia e fortuna!

Si aspettava un successo così significativo?

 Mi aspettavo una partecipazione molto ampia data l’importanza dell’avvenimento per una città come Napoli, ma il successo di un film è sempre un’incognita imprevedibile. Molte persone sono andate al cinema perché come tifosi volevano rivivere le emozioni della vittoria di uno scudetto storico, altrettanti tifosi non ci sono andati perché infastiditi dai risultati della squadra che nella stagione successiva ha fallito i suoi obiettivi.

Il tifo vive di grandi esaltazioni e di grandi delusioni.

Sono convinto che chi non ha visto il film al cinema, lo vedrà su altri canali distributivi ma spero soprattutto che possa apprezzarlo senza pensare alle sconfitte o ai fallimenti. Il film parla anche di questo: quanto sia difficile vincere e quanto lavoro e dedizione ci sia dietro ogni singola vittoria.

Quale il progetto in cantiere ora?

Stiamo lavorando per raccontare un’altra stagione memorabile del calcio italiano, gli anni di Maradona a Napoli. Le storie di sport restituiscono al pubblico emozioni che vanno oltre l’evento sportivo. Ognuno di noi è legato ad un ricordo di sport che si porta dentro per sempre, certe vittorie segnano intere generazioni e scandiscono le stagioni della nostra memoria. E anche certe sconfitte! Se ripenso a certe finali perse da Federer ancora oggi sento una stretta allo stomaco. Così è per tutti, non serve essere appassionati di sport. Quando una storia riesce ad allinearsi con la vita e i sentimenti delle persone supera il recinto della sua trama e diventa universale.

Lei ha avuto molte importanti esperienze come produttore  cinematografico esecutivo nelle grandi Major internazionali, ha una grande passione per il viaggio, ma è anche molto legato alla sua terra d’origine, il Friuli. Quale la rapporto con la sua terra?

Il rapporto con le proprie origini è viscerale. Credo che sia uno dei sentimenti più potenti e radicati che vivono dentro di noi, nel bene e nel male.

Certi luoghi sono fondativi per la nostra personalità e a volte più ci allontaniamo da loro più diventano necessari per la comprensione di noi stessi. Una delle cose che amo di più è sicuramente tornare nei luoghi dove ho vissuto certi momenti della mia vita e scoprire come sono cambiati, in questo senso, non sono legato ad un luogo in particolare ma a tutti quei posti che hanno segnato un’evoluzione significativa.

Sono legato al Friuli perché ha segnato la mia infanzia con la sua natura solitaria, Napoli mi ha insegnato quanto ampia sia la varietà delle vicende umane, Londra ha marcato il passaggio alla vita adulta con tutta la sua durezza, Roma mi ha regalato e continua a regalarmi l’impressione di vivere in un film.

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