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Diritti umani

Interi popoli accecati ed intontiti da una pandemia

Paolo Buralli Manfredi

Pubblicato

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Ma da un anno e mezzo a questa parte, cosa sta succedendo in Medio-Oriente ed in Ucraina ai confini d’Europa?

È indiscutibile il fatto che da entrambe le estremità del mondo, scrivo dall’Australia e seguo anche tutte le vicende politiche italiane e di quella parte del mondo, l’informazione sembra abbia perso di vista il Pianeta intero e si sia concentrata volutamente o forzatamente, questo è il grande dubbio, a farci guardare attraverso una lente d’ingrandimento solo le vicende legate ad un virus influenzale che ha paralizzato l’intera economia mondiale.

Questo articolo è ispirato da un post che è stato pubblicato sulla pagina Facebook del Fotografo di Guerra Giorgio Bianchi che mostrava un’intervista a Manlio Dinucci esperto di geopolitica, intervista che potete vedere qui sotto:  

È sconcertante che quasi tutta la stampa mondiale continui a rimanere concentrata su di un virus che dopo più di un anno non può essere considerato un evento eccezionale e quindi, non dovrebbe occupare ogni giorno le prime pagine dei giornali ed i programmi di prima serata quindi, la domanda nasce spontanea, come mai i media mondiali continuano a parlare solo di virus e non ci raccontano cosa in realtà sta accadendo in Medio-Oriente in  Turchia, Libia, Siria, dei focolai di guerra in Tagikistan e  Kirghizistan e soprattutto il grosso problema tra Usa e Russia in Ucraina e nel Donbass?

E bene che il popolo europeo sappia che in quell’area del mondo, ai confini europei, si sta giocando una partita a scacchi molto pericolosa che potrebbe riportare l’intera Europa nel baratro di una guerra che però, se ci fosse, sarebbe una guerra che potrebbe finire con l’utilizzo di armi nucleari depotenziate ma sempre armi nucleari quindi, non essendo un esperto di geopolitica ma occupandomi di comunicazione da parecchi anni mi limito ad osservare quella parte del “gioco” e quella parte del gioco, in tutta onestà mi spaventa parecchio.

Per questo si dovrebbe riflettere innanzi tutto proprio sul fatto che l’informazione mondiale per il 90% concentri le menti delle genti su un argomento unico, virus e inoculazioni, e dovremmo anche riflettere sulla terminologia e sulle azioni che i Governi di tutta Europa stanno provando a mettere in atto.

La terminologia nelle abitudini mentali è di fondamentale importanza quindi, ci ricorderemo di certo che per il primo anno i Governi hanno parlato sempre di lockdown, e questo termine che nella sostanza significa “Confinamento” divenendo nella realtà limitazione di movimento, che a sua volta si trasforma in privazione della libertà delle persone di muoversi fuori da un confine imposto.

Una volta abituatici ad accettare un confinamento mentale e fisico, la comunicazione ora si sta spostando su termini più vicini a quelli utilizzati quando si è in pieno conflitto bellico e da qualche mese il Governo italiano ha incominciato ad introdurre il termine “coprifuoco” e “lasciapassare”, camuffato da passaporto vaccinale o permesso verde, per “sconfinare” tra una regione all’altra, termine anche questo utilizzato durante le guerre quindi, la domanda che ci dovremmo porre è: “ Il Governo vuole abituare le persone ad accettare un confinamento, un coprifuoco ed il lasciapassare in visione di un conflitto bellico che potrebbe concretizzarsi?”.

Questa è la classica domanda da un milione di dollari ma certo è che l’informazione che per il termine stesso dovrebbe informare, negli ultimi due anni ha deciso di essere un’informazione mono-tematica e questo dovrebbe risvegliare in noi una certa preoccupazione su l’attuale comportamento della comunicazione in senso generale, e ci dovrebbe far alzare le antenne e spingerci ad andarci a ricercare le informazioni al di fuori di un sistema comunicazionale univoco.

Altra ed ultima riflessione su questo nefasto periodo che incomincia dalla crisi della Grecia, è l’annientamento della classe media, cosa che sta accadendo anche in Italia per volontà di Governi che quasi scientificamente stanno distruggendo il distruggibile a livello economico, colpendo target ben definiti, commercio e piccola media impresa, cioè i baluardi dell’economia italiana.

E dunque anche qui il dubbio amletico è: “esiste forse un disegno da parte di qualcuno per appropriarsi del tessuto economico italiano pagandolo con pochi spiccioli, avendo consapevolezza di un possibile imminente disastro? Nel senso di speculare prima che tutto crolli definitivamente?”

Ecco credo che tutti noi da ora in poi dovremmo continuare a porci domande infinite per ricercare, come facevano un tempo i grandi Filosofi, la verità che sta dietro ogni comportamento che l’informazione od i Governi ci propinano come benessere e attenzione per i popoli, perché a guardarsi in giro sembrerebbe che sia i Governi che l’informazione non stiano facendo il loro lavoro!

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