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Attualità

Indagini su concorsi truccati all’ospedale Careggi di Firenze

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I vertici dell’azienda sanitaria rischiano di essere accusati per abuso d’ufficio.

di Vito Nicola Lacerenza

“Nel nostro Paese, così come non si premia il merito, non si punisce chi lo trasgredisce”- ha detto il giornalista scientifico Piero Angela, alludendo ai numerosi scandali riguardanti concorsi pubblici taroccati. Recentemente, è stata l’azienda ospedaliera Careggi di Firenze a finire sulle pagine di cronaca dei giornali, per presunte irregolarità registrate in cinque concorsi d’assunzione di varie figure professionali: primario ospedaliero, ricercatore, professore associato e ordinario. Le indagini sono state aperte dal sostituto procuratore Tommaso Coletta della Procura di Firenze in seguito a un esposto inviato dal direttore del dipartimento di otorinolaringoiatria del Careggi, l’otorino Oreste Gallo. Quest’ultimo ha voluto denunciare l’assenza di un bando del concorso di professore ordinario nel suo dipartimento, dove tale dirigente medico non figura. A suscitare perplessità è il fatto che siano stati indetti concorsi in dipartimenti col personale già al completo, non considerando invece la situazione in  otorinolaringoiatria.

Per la Procura esiste la possibilità che i vertici del Careggi abbiano indetto concorsi su misura per agevolare determinate persone. L’azienda ospedaliera fiorentina, però, ha difeso il suo operato sostenendo che è il consiglio di dipartimento, “in piena autonomia”, a decidere quali siano le priorità della struttura. Se però dalle indagini risultassero irregolarità nello svolgimento dei concorsi, i dirigenti del Careggi verrebbero accusati di due reati gravi: abuso d’ufficio e turbata libertà di scelta. Un eventuale scandalo rappresenterebbe una macchia per la reputazione dell’azienda ospedaliera Careggi, una delle punte di diamante della sanità italiana, che rischia di essere danneggiata dalla “piaga delle raccomandazioni”, che troppo spesso penalizza i giovani meritevoli costringendoli ad emigrare all’estero.

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