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Arte & Cultura

In viaggio verso Orione. Strangers everywhere e la 60^ Biennale dell’Arte di Venezia

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È una occasione di riflessione preparatoria alla 60^ Biennale dell’arte di Venezia,  la presentazione del catalogo d’arte “VIA LATTEA 2: IN VIAGGIO VERSO ORIONE” che avverrà il pomeriggio del 13 novembre presso lo Spazioeventi della Libreria Toletta, Fondamenta Borgo 1134.

Di Sergio Bevilacqua

È una occasione di riflessione preparatoria alla 60^ Biennale dell’arte di Venezia, che aprirà i battenti il 20 aprile 2024 la presentazione del catalogo d’arte “VIA LATTEA 2: IN VIAGGIO VERSO ORIONE” che avverrà il pomeriggio del 13 novembre presso lo Spazioeventi della Libreria Toletta, Fondamenta Borgo 1134. La storica libreria veneziana, da decenni luogo d’incontro della cultura più d’ogni altro nella capitale lagunare, ospita ormai da anni le iniziative de “I Percorsi dell’Arte” di Doriana Della Volta e Sergio Bevilacqua e della casa editrice IBUC.

L’evento costituirà un primissimo viaggio nei contenuti condivisi dal Presidente Roberto Cicutto e dal curatore generale Adriano Pedrosa che riguarderanno le contaminazioni culturali nel mondo globalizzato e antropocenico, rese possibili a maggior ragione dalla ipermediatizzazione che viviamo. “STRANIERI OVUNQUE” significa da una parte la nostra attuale, contemporanea frequentazione con tutte le culture del mondo, resa possibile dalla società odierna e, dall’altra, quella conseguente moltiplicazione di codici e di linguaggi che consentono a ciascuno di differenziarsi modo radicale, fino a diventare potenzialmente straniero in casa propria.

Che cosa meglio dell’Arte, in questa fase così complessa, può indagare le forme di questo colossale melting pot del Terzo Millennio? Ed ecco allora la pubblicazione di IBUC in presentazione alla Toletta con la mia cura contenutistica e la organizzazione di Doriana Della Volta. Molti artisti visivi a dare la loro interpretazione del tema, con opere presentate nel volume editoriale e catalogo, e alcune anche esposte nelle sale veneziane.

Il tema è emblematizzato dal mito romano di Orione (Ovidio), piuttosto differente da quello greco, che nasce grazie a un atto di generosa accoglienza di sconosciuti viandanti da parte del padre Ireo, vedovo, che aveva fatto, per amor della moglie, voto di castità. Ma sotto quelle mentite spoglie si celavano nientemeno che Giove, Nettuno e Mercurio che, apprezzato lo spirito di generoso e spontaneo altruismo, lo premiarono con la vita di un figlio inatteso e impossibile a lui per il voto fatto: così, in modo colorito nacque poi Orione appunto.

Ecco perché Orione: una logica continuazione della metafora astronomica iniziata con la 59^ Biennale di Cecilia Alemani, che premiava il grande respiro dell’arte femminile, con lo splendido emblema dell’opera “Via Lattea” di Rubens, che già IBUC ha utilizzato come copertina della precedente collaborazione ideale (Via Lattea 1) alla ricerca artistica della Fondazione veneziana per la Biennale: la costellazione di Orione, al cui ramo appartiene il nostro sistema solare.

Ecco allora tre divinità per tre stelle luminosissime della costellazione intitolata al figlio inatteso, Orione appunto, che diverrà un grande cacciatore, ma anche suggestioni che rimandano ai 3 Re Magi della tradizione cristiana, anch’essi viaggiatori pronti a donare simbolicamente le proprie magistralità e risorse pregiate (oro, incenso e mirra). La metafora astronomica accompagna i Percorsi dell’Arte tra la Biennale 2022 e quella di Orione (2024) passando proprio per Ortigia, ove si è svolta la grande mostra dedicata al povero artista Pippo Spalla: proprio ad Ortigia, Diana, gelosa del cacciatore Orione, lo uccide, e Giove riparerà tale gesto facendolo vivere per sempre come costellazione celeste. Anche noi cercheremo di dare il massimo dell’eternità al grande Spalla.

Ma anche non dimentichiamo lo straniante, il perturbante dell’alterità dell’essere straniero, magari pure in patria, dovuto alla grande varietà disponibile nell’immane infosfera generata dallo sviluppo delle tecnologie di comunicazione e informative e alla loro esplosione con la fusione di web e telefonia cellulare.

Migranti… turisti… viaggiatori nello spazio reale… viaggiatori nello spazio virtuale… tutti stimoli per artisti, che, nell’assoluta libertà creativa rechino con le loro opere un messaggio a questa nuova umanità, idee per renderla più fertile e migliore, e consentano di evitare il più possibile danni e costi di questa nuova era…

Ecco il senso del 13 novembre 2023 a Venezia: proposte sincere e convinte di ciò che l’Uomo fronteggia in quest’epoca diluviana, provenienti dal mondo libero e magico delle Arti Visive.

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