Connect with us

Tecnologia

Il ruolo del Governo che verrà per lo sviluppo di nuove tecnologie— Role of future Government to enhance new technology research

Pubblicato

il

Tempo di lettura: 5 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Il ruolo del Governo che verrà per lo sviluppo di nuove tecnologie

di Marco Andreozzi

Tra le esperienze formative che hanno immediatamente seguito la laurea di dottore in ingegneria, quella che mi ha specializzato è stata la diagnostica tecnica precoce nell’ambito dell’ingegneria di manutenzione, ovvero l’approccio industriale volto a minimizzare costi e rischi nella conduzione di un impianto attraverso l’approccio preventivo e predittivo del guasto, anche attraverso l’impiego di tecnologie relative. D’altra parte, che prevenire sia meglio che curare lo si sa da sempre, sebbene non sempre si riesca a metterlo in atto.

A tre anni dall’avvento del virus cinese di Wuhan – e da lì in tutto il pianeta, causa la negligenza e mancanza d’informazione libera – e nell’anno dell’invasione russa dell’Ucraina, l’Italia si appresta a votare per scegliere un nuovo Governo e Parlamento. Tra tutto il già visto e le affermazioni scontate, vorremmo mettere in evidenza un aspetto del buon governo di un Paese che in questo periodo storico pare essere oltremodo importante: il mettere in atto misure preventive e che prevedano eventi che potrebbero verificarsi e che devono trovare preparati il sistema e i cittadini. Che significa?

Si parla di digitalizzazione. Si parla di elettrificazione dei sistemi energetici, pur con il dovuto giudizio. Ma tutto questo comporta una nuova esposizione ad eventi esterni che possono frenare lo sviluppo e mettere a rischio la sicurezza energetica, soprattutto quando in questi giorni stiamo apprezzando l’effetto-Draghi di una situazione economica ed occupazionale tra le migliori d’Europa, con valori che non si leggevano da decenni. Oggi più che mai serve un buon governo di competenti che tenga vivo questo momento d’inerzia avviato e ciò significa anche la costruzione di un sistema preventivo reattivo a possibili eventi disastrosi.

Ad esempio, mai sentito parlare degli eventi di Carrington? Il nome afferisce a Richard Carrington, l’astronomo dilettante inglese che l’1-2 settembre 1859 osservò la più grande tempesta geomagnetica mai registrata sul nostro pianeta, evidenziata dallo sviluppo di spettacoli aurorali un pò ovunque, (anche in emisfero australe fino in Colombia), e dimostrò l’esistenza dei brillamenti solari, ipotizzando la loro influenza sul globo terrestre. Si verificarono scintillamenti e anche incendi in varie stazioni del telegrafo, mentre altre reti telegrafiche presero vita senza necessità di batterie. Si trattò di 100 milioni di tonnellate di particelle solari cariche chiamate ‘espulsione di massa coronale’ (CME) che andarono a sbattere sulla magnetosfera terrestre, generando potenti scariche di corrente in ogni conduttore elettrico esistente.

L’evento capitò vent’anni prima dell’invenzione della lampadina, aggiungendo che nel 1880 fu il torinese Alessandro Cruto (1847-1908) a svilupparne una molto più efficiente di quella di Edison: 500 ore di luce contro le 40 dell’americano. Ma il punto è pensare cosa potrebbe succedere oggi se un CME si verificasse, tra crolli delle reti elettriche e guasti ai satelliti. Peraltro, attenzione: i fisici solari hanno predetto che un evento comparabile ha il 10% di probabilità di capitare nei prossimi dieci anni. Bassa probabilità, ma alto rischio. Allora, consapevolezza maggiore del mondo reale e più fiorini alla ricerca in scienza e tecnologia italiane. Questo conta a chi ambisca all’onore ed onere di governare un Paese. C’è sempre una terza via tra siccità e diluvio.

Role of future Government to enhance new technology research

by Marco Andreozzi

Among the initial professional practices that followed my Doctor’s degree of engineering, the in-situ specialization was early-diagnosis technique in the field of maintenance engineering, that is the industrial approach aimed at minimizing the costs and risks in running a plant through preventive and predictive approach to failures, also through the use of related technologies. On the other hand, that prevention is better than cure has always been known, even if not always implemented.

Three years after the advent of the Chinese Wuhan virus – and from there all over the planet, due to neglect and lack of free information – and in the year of the Russian invasion of Ukraine, Italy is preparing to vote for choosing a new government and parliament. Among everything ‘visto’ and the obvious words of competing politicians, we would like to highlight an aspect of the good governance of a country that in this historical period seems to be extremely important: the implementation of preventive measures of events that could occur and that must find both the system and citizens ready. What significance? We talk about digitization.

There is talk of electrification of energy systems, albeit with due judgment. But all this entails a new exposure to external events that can slow development and put energy security at risk, when these days we are especially appreciating the ‘Draghi effect’ of an economic and employment situation among the best in Europe, with numbers that hadn’t been matched for decades. Today, more than ever, good governance of competent people is needed to keep this momentum alive, and this also means the setup of a preventive system against possible disastrous events.

For example, have you ever heard of the Carrington events? The name refers to a certain Richard Carrington, the English amateur astronomer who on 1-2 September 1959 observed the largest geo-magnetic storm ever recorded on our planet, highlighted by the development of auroral displays almost everywhere, (even in the southern hemisphere up to Colombia), and proved the existence of solar flares, hypothesizing their influence on the terrestrial globe. Sparkings and even fires occurred at various telegraph stations, while other telegraph networks came to life of their own without the need for batteries. It was 100 million tonnes of charged solar particles, ‘coronal mass ejection’ (CME), that slammed into the Earth’s magnetosphere, generating powerful bursts of current in every existing electrical conductor.

The event occurred twenty years before the invention of the light bulb, adding that in 1880 it was the Turin-born Alessandro Cruto (1847-1908) who developed much more efficient bulbs than Edison’s: 500 hours of light against the American’s 40. But the point is to think what could happen today if a CME occurs, between collapses of the power grids and satellite failures. However, nota bene: solar physicists have predicted that a comparable event has a 10% chance of happening in the next ten years. Low chance, but high risk. And then, a greater awareness of the real world and more ‘florins’ to research in Italian science and technology: this matters to those who aspire to the honor and burden of governing a country. There is always a third way between drought and deluge.

Print Friendly, PDF & Email