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Attualità

Il reddito minimo dei Paesi Europei in un solo volume

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Immagine_libro_bin“Reddito minimo garantito. Un progetto necessario e possibile”, realizzato da Bin Italia e edito dalle Edizioni Gruppo Abele Roma, 17 giugno. -Il dibattito europeo su le diverse capacità di intervento dei Paesi in eurozona a favore dei cittadini con difficoltà di lavoro ha fatto emergere la necessità di fare il punto sulle diverse misure in atto nel continente con il volume realizzato da Bin Italia e edito dalle Edizioni Gruppo Abele dal titolo “Reddito minimo garantito. Un progetto necessario e possibile”. Reddito in Europa Le misure di reddito minimo in Europa possono essere schematizzate in 4 tipologie: in alcuni paesi e’ presente una misura universalistica, in altri una misura di base con delle integrazioni, in altri ancora una misura minima e discrezionale e, infine, una misura limitata o parziale. All’interno di ciascun modello, i sistemi nazionali si caratterizzano per le loro diverse capacita’ di intervento, dovute all’ammontare del beneficio, alla durata, al fatto che siano condizionate al lavoro, ecc… La dimensione del beneficio economico, per esempio, e’ molto diversa a seconda del paese. La misura universalistica(in auge in Austria, Belgio Cipro, Repubblica Ceca, Germania, Danimarca, Finlandia, Olanda, Portogallo, Romania, Slovenia e Svezia) e’ relativamente semplice, destinata a coloro che dimostrano di non avere mezzi sufficienti a sostenere se stessi. Anche se tra i paesi che hanno questa misura esistono differenze, il principio che li accomuna e’ quello di garantire una “base economica”. Ci sono poi paesi (Spagna, Francia, Irlanda, Malta e Regno Unito) in cui e’ presente una misura di base con diverse integrazioni. In questi paesi, esistono schemi che hanno sviluppato una diversa rete di interventi. La misura e’ destinata a gruppi sociali diversi tra loro (famiglie monoparentali, malati, disabili, disoccupati, pensionati a basso reddito, ecc…). Sono generalmente accompagnati da misure a ultima istanza e dunque in grado di coprire la maggior parte di coloro che hanno urgente bisogno di sostegno. Vi e’ poi il caso di paesi (Estonia, Lituania, Lettonia, Polonia e Slovacchia) dove e’ presente una misura minima e discrezionale. Si tratta di schemi piuttosto limitati, sia rispetto all’ammissibilita’ del beneficio che della copertura economica. E in Italia? Infine, una misura limitata o parziale(presente in Italia, Grecia, Ungheria e Bulgaria). In questo caso si tratta di misure frammentate e parziali, limitate ad alcune categorie sociali che non coprono coloro che hanno urgenti necessita’ economiche. Non si sono sviluppati modelli di reddito minimo anche se in Italia, per esempio, esistono alcune misure regionali. In questi ultimi Paesi, dunque, la protezione sociale risulta frammentata e indebolita sul piano universale e con alcune forme di garanzia solo per specifiche categorie sociali. Nella maggior parte degli stati membri, dunque, il reddito minimo costituisce una forma di sostegno basata sull’accertamento delle necessita’ e dello stato di bisogno ed e’ rivolta soprattutto alle persone che non hanno un’occupazione. Le piu’ diffuse condizioni di ammissibilita’ dei beneficiari riguardano l’eta’, la residenza, la mancanza di risorse finanziarie e l’attivazione alla ricerca di lavoro. In molti Paesi, come visto, gli schemi di reddito minimo sono affiancati da altre misure integrative. Parliamo, per esempio, di misure per la casa, per i minori, per l’educazione. In linea generale, gli osservatori ritengono che i Paesi che hanno uno schema di reddito minimo completo, accessibile e semplice sono l’Austria, il Belgio, l’Olanda, il Lussemburgo, la Danimarca, la Germania, l’Irlanda, la Finlandia e la Svezia. “Questi Paesi e questi modelli – si legge nel volume edito dal Gruppo Abele – sembrano raggiungere e garantire una completa copertura alle persone che richiedono il beneficio. Anche se, secondo alcuni esperti, questi schemi intervengono sostanzialmente nel momento in cui la poverta’ non e’ piu’ un rischio ma un dato di fatto.” REDDITO MINIMO GARANTITO Un progetto necessario possibile di Bin Italia Anno 2012 – Euro 15,00 – Pagine 235 Edizioni Gruppo Abele

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