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Italia

Il progetto Esosport per la raccolta e il riciclo di scarpe sportive a fine vita

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Dal ciclo del riciclo nascono ” Il giardino di Betty” e ” La pista di Pietro”

esosport Immagine_scarpaMilano, 20 novembre- Esosport, il primo ed unico progetto di raccolta e riciclo delle scarpe sportive in Italia e in Europa, è nato nel 2009 da un’idea di Nicolas Meletiou, Managing Director di ESO – Ecological Services Outsourcing, oltre che runner appassionato e da Marco Marchei e Fulvio Massini che si sono posti il problema del corretto smaltimento delle scarpe sportive a fine vita. Coniugando la passione per la corsa e la competenza nel mondo dei rifiuti, così è nato esosport! Minimizzare l’accumulo dei rifiuti in discarica e innescare nelle persone la convinzione che è possibile, non solo riciclare, ma anche ottenere, dal ciclo del riciclo, materia prima seconda utilizzabile per nuovi scopi: il progetto esosport incarna pienamente questa filosofia che si esprime nel pay-off “Recycle your shoes, repave your way” – costruisci la tua strada… Grazie all’apposita esosport bag, si possono inserire le vecchie scarpe nei contenitori dedicati – gli ESObox sport, in cartone riciclato – presenti nei punti concordati con le pubbliche amministrazioni, con le quali sono state stipulate le convenzioni per la raccolta in scuole, impianti sportivi, negozi, spazi ricreativi. La raccolta ha come fine ultimo, grazie ad un accurato procedimento di separazione della suola dalla tomaia, la generazione di materia prima seconda, che, attraverso l’Associazione GOGREEN onlus, viene donata gratuitamente alle amministrazioni pubbliche per la costruzione de “Il Giardino di Betty” e della “Pista di Pietro”, ultimo progetto presentato nel 2015 con Roma Capitale, Paolo Masini, e con il supporto di Manuela Olivieri Mennea. Avere la certezza che le proprie scarpe sportive vengono riciclate per far nascere progetti di riqualificazione urbana e nuove piste d’atletica è senza dubbio una forte motivazione per tutti, sportivi e non, ad attivare atteggiamenti e comportamenti ecosostenibili nel rispetto dell’ambiente.

Il Giardino di Betty

4_Giardino Betty GenovaElisabetta Salvioni Meletiou, moglie di Nicolas, ha affiancato il marito nell’ideazione e nella gestione di esosport fino al 2 luglio 2011, giorno della sua prematura scomparsa ed è a lei dedicato “Il Giardino di Betty”, progetto che prevede la creazione o riqualificazione di parchi giochi, realizzati con la pavimentazione anticaduta generata dal processo di riciclo delle scarpe sportive esauste. Il primo risultato concreto di questo progetto è stato “Il Giardino di Betty” ad Opera, in provincia di Milano, inaugurato nell’aprile 2013. Dopo il successo riscosso con la prima realizzazione, il progetto è arrivato nel 2014 anche nella città di Firenze, dove l’allora Sindaco Matteo Renzi, ha inaugurato il primo “Giardino di Betty” con la promessa di realizzarne altri nel capoluogo toscano. A settembre 2015 è stato inaugurato il primo “Giardino di Betty” della Liguria nella scuola materna comunale Carlo Garrone di San Quirico a Genova, presenti all’inaugurazione gli assessori Pino Boero, per la delega alla scuola e Italo Porcile, per l’ambiente, il presidente Amiu, Marco Castagna.

La pista di Pietro

E’ un’iniziativa che si affianca al progetto “Il Giardino di Betty” e si propone di realizzare nuove piste di atletica, dedicate al famoso Pietro Mennea, utilizzando come materiale da costruzione la gomma delle scarpe sportive esauste opportunamente trasformate. La moglie del campione olimpico dei 200 metri piani a Mosca 1980 e detentore del primato mondiale per 17 anni, Manuela Olivieri, ha aderito all’iniziativa donando alla campagna le scarpe da corsa del marito, cosicché da esse proverrà una piccola porzione di materiale che sarà impiegato per la pavimentazione di ciascuna “Pista di Pietro”. A marzo 2015, a Roma, durante la presentazione dell’iniziativa, Paolo Masini, allora Assessore sport e scuola al Comune di Roma Capitale, da cui è nata l’idea di affiancare a “Il Giardino di Betty” la “Pista di Pietro”, ha affermato: “Le scarpe di uno dei più grandi campioni saranno il vero ‘lievito madre’, presente nelle fibre della materia che comporrà tutte le superfici che insieme realizzeremo.” La pavimentazione, realizzata trasformando le scarpe da ginnastica esauste, porterà con sé una parte del sogno del grande atleta: continuare a correre.

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