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Italiani nel Mondo

Il potere dell’Arte o l’arte del Potere? // The power of Art or the art of Power? 

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Tempo di lettura: 8 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Il potere dell’Arte o l’arte del Potere? 

di Gianni Pezzano

 

Mentre aspettiamo la riapertura vera del turismo internazionale, vogliamo dare ai nostri lettori esteri un modo nuovo di guardare l’Italia quando finalmente potranno viaggiare. Vogliamo concentrarci su quattro luoghi importanti a Roma per capire che molto di quel che ci circonda in Italia non è soltanto Arte, ma spesso messaggi per tutto il mondo. 

I quattro luoghi sono basiliche, San Paolo fuori le mura, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e, naturalmente, la Basilica di San Pietro. Sono importanti per motivi non sempre semplicemente artistici, ma perché trasmettono un messaggio che non è solo religioso. 

Infatti, nel guardare attentamente queste basiliche stupende il visitatore attento vedrà che in realtà sono luoghi di Potere.  

Le quattro basiliche sono davvero imponenti, come vollero i loro architetti e i papi mecenati che hanno commissionato la loro costruzione e successive ristrutturazioni e ingrandimenti. Ed è proprio questo aspetto che le opere d’arte e i simboli religiosi non nascondono all’occhio del visitatore acuto, fedele o ateo che sia. 

Il primo impatto è sempre della loro grandezza e la magnificenza di ciascuna. Quando entri l’occhio è colpito dallo splendore delle opere d’arte, dai colori vivissimi dei vari allestimenti e delle cappelle laterali, dall’oro utilizzato sia su pareti e soffitti che per gli innumerevoli oggetti spesso regalati alle basiliche dai potenti nei secoli. 

Ma già alla prima basilica tra questi simboli religiosi il visitatore vede gli stemmi dei vari Papi che commissionarono le costruzioni, e le semplici ripetizioni dei questi simboli fanno capire  che erano prove non della santità del Papa, bensì erano il modo di trasmettere il potere più politico che religioso che la Chiesa ha mantenuto per secoli, spesso in contraddizione al messaggio del Cristo ripetuto da San Francesco d’Assisi, Santo Patrono della nostra Italia, che i poveri sono beati. 

In queste basiliche si riconosce immediatamente lo scudo papale con le sei palle, che identifica immediatamente tale Papa come uno dei Medici, come anche le api della famiglia Barbarini di Roma, per poi vedere i Della Rovere, i Colonna, i Caetani e molte altre famiglie che sono parte fondamentale della Storia del nostro paese. 

Il fedele in Piazza San Pietro non può non vedere ripetuto, volta dopo volta, lo stemma di Rodrigo Borgia, Papa Alessandro VI, che commissionò Michelangelo a progettare la Basilica come prova dei suoi mezzi e poteri.  

Questo uso politico dell’Arte da parte delle potenze ecclesiastiche è confermato in una chiesa molto più piccola a Roma che è diventata poi meta dei turisti per la presenza di tre capolavori, cioè la chiesa di San Luigi dei Francesi vicino a Piazza Navona. La chiesa fu costruita per mostrare le grandeur  dei Re di Francia nella Città Eterna e si vedono benissimo i simboli francesi, soprattutto il giglio d’oro, specialmente sul manto della statua di San Luigi, il re francese morto in crociata nella Terra Santa. 

Il paradosso della chiesa è che oggigiorno non è conosciuta tanto come il luogo di culto della comunità francese, ma come il luogo di tre delle opere più belle dell’artista italiano che sta diventando sempre più importante e apprezzato, il Caravaggio. I suoi “Martirio di San Matteo”, “San Matteo e l’Angelo” e “La Vocazione di San Matteo” sono semplicemente stupendi e il numero di turisti presenti ogni giorno ad apprezzarli e fotografarli ne è la prova.   

Stranamente i luoghi dove il potere della Fede si sente di più non sono né le basiliche né le cattedrali, romane e non, ma in altri luoghi e non sempre sono chiese o duomi. Chi ha avuto la fortuna di visitare l’Eremo delle Carceri ad Assisi, come anche la Porziuncola a Santa Maria degli Angeli, sente una presenza quasi fisica di pace, difficile da spiegare in termini puramente scientifici. Allo stesso modo certi cimiteri e sacrari e non solo militari importanti come Montegrappa o quello polacco a Montecassino, trasmettono un senso forte di sacrificio che va ben oltre l’effimero. 

Ma sarebbe troppo facile per i critici della Chiesa dire che le opere d’Arte e gli oggetti preziosi siano da vendere per aiutare i poveri e questo discorso vale per tutte le fedi e non solo per la chiesa Cattolica. Sono beni delle varie fedi e sono segni importanti della loro Storia, spesso contributi di chi credeva davvero, anche se ogni fede ha avuto periodi quando non tutte le attività furono puramente teologiche. Vendere le opere non cambierebbe il mondo perché il problema da affrontare e risolvere è ben altro.   

In fondo le chiese e le fedi riflettono tutti i pregi e i difetti degli esseri umani, con la voglia di lasciare un segno per il futuro, e non solo la volontà di mettere in azione le parole bellissime delle varie fedi, sia religiose che politiche. 

Chiunque abbia studiato minimamente la Storia può nominare personaggi che vorremmo che tornassero anche nei nostri giorni, e anche personaggi che hanno lasciato rovine nella loro scia. Abbiamo visto come papi, re, presidenti e dittatori hanno voluto lasciare il loro segno nel mondo. Purtroppo molti di loro l’hanno fatto con la vita delle loro vittime, mentre alcuni l’hanno fatto con opere bellissime di cui le basiliche romane sono soltanto pochi esempi, ed altri con opere generose. 

L’Arte non fa altro che darci il modo di capire come sia stato un certo Papa, Re o Presidente, ma dobbiamo ricordarci sempre che i loro messaggi veri spesso non erano semplicemente quelli degli artisti mentre creavano le loro opere, ma le azioni e le intenzioni di chi le ha commissionate. 

di emigrazione e di matrimoni

The power of Art or the art of Power? 

by Gianni Pezzano

 

While we await the real reopening of international tourism we want to give our overseas readers a new way of looking at Italy when they will finally be able to travel. We want to focus on four important places in Rome in order to understand that much of what surrounds us in Italy is not just Art but often messages for the whole world. 

The four places are Basilicas, San Paolo fuori le mura (Saint Paul outside the walls), San Giovanni in Laterano Santa Maria Maggiore (of Saint Mary Major) and of course Saint Peter’s Basilica. They are important for reasons that are not always simply artistic but because they convey a message that was not that of religion but something very different. 

Indeed, in looking closely at these stupendous basilicas the attentive visitor will see that they are actually places of Power. 

The four basilicas are truly imposing, as their architects and their patron Popes who commissioned their construction and eventual renovations and expansions wanted. And this is precisely the aspect that the works of art and religious symbols do not hide from the eye of the acute visitor, whether faithful or atheist. 

The first impact is always that of their size and the magnificence of each one. When you enter the eye is struck by the splendour of the works of art, the very vivid colours of the various decorations and the side chapels, by the use of gold for both walls and ceilings, as well as the countless objects that were often given to the basilicas by the powerful over the centuries. 

But already at the first basilica, amongst these religious symbols the visitor sees the coats of arms of the Popes who commissioned the constructions and the simple repetition of these symbols makes us understand that they were proof not of the sanctity of the Pope but were a way of transmitting the power that the Church maintained for centuries, often in contradiction to Christ’s message that Saint Francis of Assisi, our Italy’s Patron Saint, repeated, that the poor are blessed. 

In these basilicas we immediately recognize the Papal coat of arms with the six balls that identifies that Pope as one of the Medici family, as well the bees of the Barbarini family of Rome, to then see the Della Rovere, the Colonna, the Caetani and many other families who were a fundamental part of our country’s history.  

The faithful in Saint Peter’s Square cannot fail to see the coat of arms of Rodrigo Borgia, Pope Alexander VI, repeated time after time, who commissioned Michelangelo to design the Basilica as proof of his means and powers. 

This political use of Art by the ecclesiastical powers is confirmed in a much smaller church in Rome that has become a tourist destination due to the presence of three masterpieces, this is San Luigi dei Francesi (the Church of Saint Louis of the French) near Piazza Navona. The church was built to show the grandeur of the Kings of France in the Eternal City and the symbols of France can be seen very well, above all the golden lily, especially on the mantle on the statue of Saint Louis, the French King who dies on Crusade in the Holy Land.  

The paradox of the church is that today it is not known so much as a place of worship of the French community but as the place of three of the most beautiful works of the Italian artist who is becoming more and more important and appreciated, Caravaggio. His “the Martyrdom of Saint Matthew”, “the Calling of Saint Matthew” and “Saint Matthew and the Angel” are simply stunning and the number of tourists present every day to appreciate and photograph them is proof of this. 

Strangely, the places where the power of Faith is felt more are neither the basilicas nor the cathedrals, Roman or otherwise, but in other places and not always churches. Those who have had the good fortune to visit the Sanctuary of the Eremo della Carceri at Assisi, as well as the Porziuncola in the Basilica of Santa Maria degli Angeli feel an almost physical sense of peace that is hard to explain in purely scientific terms. In the same way certain cemeteries and war memorials and not only military ones such as Montegrappa or the Polish cemetery at Montecassino transmit a strong sense of sacrifice that goes well beyond the ephemeral. 

But it would be almost too easy for critics of the Church to say that the works of Art and precious objects are to be sold to help the poor and this is true for all faiths and not only for the Catholic Church. They are patrimonies of the various faiths and important signs of their history, often donated by those who truly believed, even if every faith had periods when not all the activities were purely theological. Selling the works would not change the world because the problem to be faced and resolved is something else. 

After all the churches and the faiths reflect all the strengths and the weaknesses of human beings, with the desire to leave behind a sign for the future, and not just the will to put into action the beautiful words of the various faiths, both religious and political. 

Anyone who has studied the slightest bit of history can name people that we would like to see return even to our days and even people who left ruins in their wake. We have seen how Popes, Kings, Presidents and dictators wanted to leave their mark on the world. Unfortunately, many of them did so with the lives of their victims, while some did so with beautiful works, of which the basilicas in Rome are only a few examples, and others with generous works. 

Art only gives us the way to understand how a certain Pope, King or President was like but we must always remember that their true messages were often not simply those of the artists as they created their works but the actions and the intentions of those who commissioned them.