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Attualità

Il Patrimonio Mortale — The Deadly Heritage

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Tempo di lettura: 8 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Il Patrimonio Mortale

di Gianni Pezzano

 

Di solito all’ora che sto scrivendo questo articolo sono alla mia camminata mattutina lungo la pista pedo-ciclabile tra Granarolo, il quartiere dove abito, e Faenza. Ma dalle sette stamattina la pista è chiusa, come una zona grande vicino al quartiere. Il motivo per queste misure è un ricordo di un passato triste e il fatto che abbiamo un patrimonio mortale sottoterra che ogni tanto ci fa ricordare che non tutto il nostro passato è stato glorioso. 

Due settimane fa un agricoltore locale arando la terra in piena campagna ha colpito un oggetto. Pensando che fosse un grande massa di pietra è andato a controllare e chissà cosa ha provato quando si è reso conto che la “massa” era un ordigno bellico inesploso di 220kg del 1944-5.  — CONTINUA

Quindi oggi, durante il corso delle operazioni di bonifica dell’ordigno, tutti gli abitanti entro un raggio di oltre un chilometro da quel punto sono stati evacuati, persino alla periferia del quartiere e tutte le strade in quella zona chiuse al traffico di ogni genere, comprese la linea ferroviaria tra Ravenna e Faenza e la vicina strada provinciale, creando disagi alla circolazione per gli abitanti di Faenza e altri quartieri, con Carabinieri agli incroci per assicurare che i soliti “furbi” non cercassero di utilizzare le strade vuote come scorciatoie.  

E per oggi la scuola media è diventata il Centro di Operazioni Miste con una grande tenda nel parcheggio per ospitare residenti evacuati per queste ore, all’ovvia gioia del bar locale che vede una clientela molto più grande del solito. 

Difatti, Granarolo faceva parte del fronte del Senio durante la Seconda Guerra Mondiale e marcava il confine tra il territorio controllato dagli Alleati e quello controllato dai tedeschi durante la pausa invernale tra il 1944 ed il 1945. Perciò, tutta la zona ha un’enorme potenzialità d’avere ordigni bellici sottoterra che creano un vero pericolo per gli appassionati che vanno in cerca di reperti antichi. Uno di questi mi ha detto che tra quelli che ha scoperto ha trovato non solo bossoli e pezzi dell’ultima guerra, ma persino una moneta dell’epoca Galla Placidia che controllava l’Impero Romano quando la capitale era Ravenna a 35 chilometri da qui. Per questo motivo gli adulti cercano di scoraggiare gli entusiasmi dei giovani che vanno in cerca di oggetti perché non hanno l’esperienza di sapere cosa fare nel caso trovassero oggetti ancora pericolosi. 

Questo non è un problema raro, non solo in Italia, ma in tutta l’Europa. Ordigni inesplosi e, a volte, persino aerei caccia interi, vengono scoperti sottoterra con ovvio pericolo per gli abitanti locali. In Germania in anni recenti interi quartieri  di alcune città sono stati evacuati proprio per quel motivo. 

La guerra non è mai sparita, e non mi riferisco solo ai soliti politici d’oggigiorno che cercano di utilizzare il passato per ignobili fini politici moderni. Utilizzando Faenza, un comune che contiene oltre sessantamila abitanti, come esempio, persino i quartieri hanno monumenti in ricordo della loro liberazione dagli Alleati dove ogni anno al 25 Aprile, la Festa della Liberazione, e anche nel giorno dell’anniversario di liberazione di ciascun quartiere gli abitanti locali mettono fiori in ringraziamento.  

Inoltre, non solo ci sono soldati stranieri sotterrati al cimitero di Faenza, c’è un Cimitero Militare in periferia gestito dal Commonwealth Britannico dove sono sepolti centinaia di soldati di molti paesi. Molti palazzi della città, come anche su una parete del cimitero locale, hanno targhe che segnalano luoghi di fucilazioni sommarie, come anche i luoghi di nascita, oppure di morte, di combattenti particolarmente importanti in quella guerra. 

Quindi quel conflitto orribile ha lasciato un patrimonio mortale che sarà un pericolo costante per ancora chissà quanti anni nel futuro. 

Però, non dobbiamo pensare che sottoterra ci siano solo reperti pericolosi del passato ed il paese di mia madre, Scauri(LT), ci da un esempio classico di quel che succede regolarmente in Italia. 

Recentemente i lavori di ristrutturazione di un palazzo sono stati sospesi perché mentre scavavano il terreno i costruttori hanno trovato due tombe romane. Questa non è stata una vera sorpresa perché il Comune di Minturno prende il nome da Minturnae, una delle prime colonie dell’espansione di Roma che la portò a diventare un Impero. 

Come le scoperte degli ordigni bellici, le scoperte archeologiche creano problemi enormi, ma al contrario di quel che oggi succede a Granarolo, questi problemi potrebbero durare degli anni con conseguenti problemi non solo burocratici, ma anche economici per gli imprenditori e proprietari di terreni che dovranno adeguarsi alle leggi che regolano scoperte archeologiche, mettendo a serio rischio progetti importanti, anche a livello economico, che i lettori all’estero potrebbero non capire fino in fondo. 

È un pensiero triste, ma mentre scrivo queste parole, mi domando quante scoperte ogni anno vengono nascoste, o addirittura distrutte, da proprietari e costruttori spregiudicati per non mettere a rischio i loro investimenti e progetti perché potrebbero comportare aumenti paurosi di costi, oppure potrebbero cancellarli del tutto. 

Il turista viene in Italia e vede le bellissime città, il paesaggio meraviglioso, ma pochi cominciano a pensare a quanto sia nascosto sotto il suolo. Un esempio di questo è accaduto al celebre Valpolicella nel Veneto un paio di anni fa, quando nello scavare sotto i vitigni moderni agricoltori hanno trovato a quasi due metri sottoterra un bellissimo pavimento di mosaico di un’antica villa dell’epoca romana, come vediamo nella foto sotto. — CONTINUA

Il turista che va a Roma può vedere in molti luoghi rovine a metri sottoterra che dà la prova dei tesori ancora in attesa di scoperta in tutto il paese. E non dobbiamo pensare solo a Roma, ma tutto il territorio della penisola perché ogni regione, senza eccezione, ha  avuto periodi storici importanti, sia gloriosi che tragici, che gli anni hanno nascosto dai nostri occhi, ma sono in attesa di tornare alla luce del sole per farci meravigliare e stupire, oppure a sollevare paura come in queste ore a Granarolo. 

 

di emigrazione e di matrimoni

The Deadly Heritage

by Gianni Pezzano

 

At the time that I am writing this article I am usually on my morning walk along the pedestrian/cycling track between Granarolo, the outer suburb where I live, and Faenza. But the track has been closed since seven o’clock this morning, just like a large area near the suburb. The reason for these measures is a memory of a sad past and the fact that we have a deadly heritage underground that every so often reminds us that not all our past was glorious.  

Two weeks ago a local farmer was ploughing his land in the open countryside and at one point he hit an object. Thinking that it was a large rock he went to check and who knows what he thought when he realized that the “rock” was a 220kg unexploded bomb from 1944-45. 

So today during the operations to remove the bomb all the residents within a range of more than a kilometre from that point have been evacuated, even at the outskirts of the suburbs, and all the roads in the area closed to traffic of every type, including the railway line between Ravenna and Faenza and the nearby provincial road, causing inconvenience to the residents of Faenza and all the outlying suburbs, with Carabinieri at every intersection to ensure that the usual “smart alecks” do not try to use the empty roads as shortcuts. 

And for today the middle school has become the Centre of Combined Operations with a big tent in the parking area to host the residents evacuated for these hours, to the obvious delight of the local bar that sees a much bigger clientele than usual. 

In fact, Granarolo was part of the Senio Front during the Second World War and marked the line between the territory controlled by the Allies and the one controlled by the Germans during the winter pause between 1944 and 1945. Hence all the area has an enormous potential of having wartime devices underground that cause a real danger for the enthusiasts who look for ancient relics. One of them told me that amongst what he has found were not only empty shells and other pieces from the last war but even a coin from the time of Galla Placidia who controlled the Roman Empire when the Capital was Ravenna, 35 kilometres away. This is the reason that local adults try to discourage the enthusiasm of the youngsters who go looking for objects because they do not have the experience to know what to do in the case they find objects that are still dangerous. 

This problem is not rare, not only in Italy but throughout Europe. Unexploded bombs and at times even entire fighter planes, are discovered underground with obvious danger for the local inhabitants. In recent years in Germany whole suburbs of some cities were evacuated in some cities for this very reason. 

The war never gone away and I am not just referring to the usual present day politicians who try to use the past for shameful modern political reasons. Using Faenza, a city with more than sixty thousand inhabitants, as an example, even the outlying suburbs have monuments in memory of their liberation by the Allies where every year on April 25, Liberation Day in Italy and even on the anniversary of the liberation of each suburb the locals place flowers in gratitude. 

Furthermore, not only are there foreign soldiers buried at Faenza’s cemetery, there is also a Military Cemetery managed by the British Commonwealth where hundreds of soldiers from many countries are buried. Many of the city’s buildings, as well as a wall of the local cemetery, have plaques that mark places of summary executions and also the places of birth or of death of particularly important fighters in that war.  

Therefore that horrible conflict left a deadly heritage that will be a constant danger for who knows how many years in the future. 

However, we must not think that there are only dangerous relics underground from the past and my mother’s home town of Scauri(LT) gives us a classic example of what happens regularly in Italy. 

Recently renovations of a building were suspended because the builders found two Roman tombs while they were excavating the ground. This was not a real surprise because the Local Council of Minturno takes its name from Minturnae, one of the first colonies of Rome’s expansion that led to it becoming an Empire. 

Like the discovery of wartime bombs, archaeological discoveries create enormous problems but unlike what is happening today in Granarolo, these problems could last years with subsequent problems, not only bureaucratic but also financial for the entrepreneurs and owners of land who must conform with the laws that regulate archaeological discoveries, putting at risk major projects, also at an economic level, that readers overseas may not fully understand. 

It is a sad thought, but as I write these words I wonder how many discoveries are hidden or even destroyed every year by ruthless owners and builders so as not put at risk their investments and projects because they could lead to huge increases in costs or could cancel them altogether.  

Tourists come to Italy and see beautiful cities, wonderful landscapes but few begin to think about how much could be hidden under the ground. One example of this happened at the famous Valpolicella in the Veneto a couple of years ago when farmers digging under the grape vines found almost two metres underground a beautiful mosaic floor from an ancient Roman villa, as we see in the photo below. 

Tourists who go to Rome can see in many places the ruins metres underground that provide proof of treasures waiting to be discovered in all the country. And we must not think only in Rome but the entire peninsula’s territory because every region, without exception, had major historical periods, both glorious and tragic, that the years have hidden from our eyes but they are waiting to return to the light of day to amaze and astound us or even to frighten us as in these hours in Granarolo.