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Ambiente & Turismo

Il nuovo allarme della Capitale: l’invasione delle zecche e delle pulci

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Tempo di lettura: 3 minuti

La puntura di una zecca può causare finanche la terribile malattia di Lyme, che causa gravissimi danni neurologici quando non anche la morte

di Giordana Fauci

Oltre ai cinghiali, ai gabbiani e ai topi, col caldo nella capitale è emersa una nuova emergenza: l’invasione delle zecche e delle pulci nei parchi e finanche nelle strade, a causa della sporcizia ma, invero, dei cumuli di immondizia presenti un po’ ovunque.

Del resto da mesi il Comune non garantisce un sufficiente sfalcio dell’erba, oltre alla manutenzione del verde nei parchi.

E se l’allarme pulci e zecche riguarda in primo luogo i nostri amici a quattro zampe, non si può non considerare che questa invasione colpisce anche le persone: in primis i bambini e gli anziani, soprattutto nelle aree verdi del V, VI e VII Municipio di Roma.

In particolare, a Centocelle e in Via Palmiro Togliatti.

Anche se non meno infestato è il Parco degli Acquedotti, da parte di Via delle Capannelle, fin da quando il laghetto si è prosciugato e i pesci in larga parte sono rimasti soffocati.

Gravissima l’infestazione anche nei pressi dell’Arco di Travertino e nelle aree verdi del quartiere Casilino, oltre che in tutta  l’area di Tor Bella Monaca, dove pulci e zecche la fanno da padrone addirittura sui marciapiedi.

…Una situazione davvero intollerabile e che non merita ulteriore indifferenza!   

Per questo giorni fa la Presidente dell’associazione ambientalista Earth, Valentina Coppola ha scritto all’Assessore ai Rifiuti Sabrina Alfonsi, ribadendo l’opportunità di tagliare al più presto l’erba troppo alta, oltre a mantenere pulite strade e ville, dove presenziano montagne di immondizia abbandonata selvaggiamente.  

Questo il disperato appello lanciato da Valentina Coppola: “Da giorni si susseguono segnalazioni inerenti la situazione di mancati sfalci d’erba in parchi e ville. In particolare nell’area est di Roma. Ed a ciò si sono aggiunte anche segnalazioni ancor più preoccupanti riguardanti infestazioni di zecche, che portano malattie molto serie come la rickettsia ma non solo…”.

Le accorate parole che si leggono nella lettera di Valentina Coppola meritano non solo riflessioni bensì azioni concrete.

Tanto più se si considera che l’allarme si estende alle persone e, in particolare, alle fasce più deboli.

Perché la puntura di una zecca può causare finanche la terribile malattia di Lyme, che causa gravissimi danni neurologici quando non anche la morte.

“Chiediamo un adeguato sfalcio dell’erba e interventi di bonifica delle aree interessate, anche al fine di prevenire ulteriori infestazioni…”: ha concluso la Presidente Coppola.

Né è possibile dimenticare un evidente paradosso: l’erba, anziché essere “sfalciata” da strade e ville della Capitale, è stata eliminata nella pineta di Ostia, dove sarebbe stato opportuno mantenerla, seppur curandola.

Tale denuncia è stata resa nota da altra associazione ambientalista: la Doggy Dog OGV e riguarda proprio l’area di Acqua Rossa di Ostia.

In effetti, un’ampia porzione di pineta a ridosso del centro abitato ha, di recente, subito un vero e proprio scempio, più che un semplice “sfalciamento” d’erba: a seguito di due incendi, per fortuna prontamente spenti dai Vigili del Fuoco e che, senza dubbio, hanno avuto origine dolosa.

Tali incendi, del resto, non avrebbero potuto non comportare il necessariosfalciamento” della pineta e, invero,  conseguenti danni ambientali per l’intero ecosistema della pineta dove, da sempre, mancano controlli.

Non a caso gli abituali frequentatori del luogo sono concordi: in pineta è allarme rifiuti da sempre, perché nell’area di Acqua Rossa ci sono cimiteri di pezzi di amianto rotti e interrati, calcinacci e rifiuti gettati alla rinfusa.

Da tempo, dunque, si richiedono telecamere e controlli adeguati ad opera della Polizia Locale, perché la pineta è un patrimonio di tutti e come tale va – meglio andrebberispettata.

Telecamere e controlli, però, hanno continuato ad essere assenti.

Così, assieme ai rottami ed alla sporcizia, è stato inevitabile il sopraggiungere del nuovo, recente allarme: l’insediamento di intere colonie di pulci e zecche che non potranno non creare ulteriori ed ancor più gravi disagi e problematiche.

E, in effetti, proprio in questi giorni sono aumentati anche i casi di ricoveri di persone che hanno subito punture di zecche.

…Persone che sono andate incontro a problemi di salute della massima gravità e finanche alla morte.

E ciò, ad onore del vero, si verifica ovunque, in ogni città e paese: da nord a sud, indifferentemente! 

Il caso del decesso, nel maggio scorso, della settantenne di Nuoro, proprio a seguito della contrazione di una grave infezione dovuta al morso di una zecca, non può essere taciuto.

Tanto più ora che le temperature sono così elevate e provocano il prolificare di questo tipo di insetti, che, ad onore del vero, sono presenti anche in inverno.

Impossibile, pertanto, non ricordare il decesso di altri, tra cui quello di Lionello Bellotti, un uomo di Belluno di sessantuno anni morto a seguito di una puntura di zecca proprio nel febbraio scorso.

Un problema che è, quindi, presente in ogni stagione ed in ogni parte della nostra bella Italia: al centro, come pure al sud e al nord.

E se è vero che secondo l’Istituto Superiore di Sanità solo il 5% dei casi colpiti da una zecca è a rischio, non possiamo non ricordare che le punture di questi animali causano danni quotidiani anche ai nostri amici a quattro zampe.

…Ecco perché è impossibile continuare a restare indifferenti di fronte ad un allarme di tale portata!

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