Il nostro DNA – Our DNA

By 5 dicembre 2018Italiani nel Mondo
di emigrazione e di matrimoni

Il nostro DNA

Sarebbe bello pensare di appartenere a una specie superiore, ma le prove del DNA sono statistiche fredde e inconfutabili. Nessuno ha il DNA “puro”, siamo tutti il frutto di molti generazioni e non sempre dal luogo che consideriamo di nascita.

Di Gianni Pezzano

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato dell’identità personale dell’immigrato e i loro discendenti e del paese di residenza in base a certi fattori che sono facilmente riconoscibili ( https://thedailycases.com/identita-che-inganna/ ). Fattori come accento e tradizioni di famiglia rendono facile capire le immediate origini di un individuo, ma non bastano per dimostrare la Storia millenaria di quella persona.


La nostra Storia non inizia il giorno della nostra nascita e nemmeno di quella dei genitori o dei nonni. Per questo motivo molti hanno cominciato a rintracciare l’albero genealogico, ma anche qui il tempo ha offuscato la documentazione e più passa il tempo e meno certe sono le prove di possibili origini dalla carta.

Perciò, molti, nella certezza di trovare prove concrete e inconfondibili, si dirigono verso la scienza per avere prove certe, ma molti rimangono delusi perché i risultati delle analisi del DNA molto spesso non danno gli esiti attesi.

Pensiamo che, perché i nostri nonni siano nati in Italia, un paese giovanissimo in termini storici, che siamo al 100% italiani, ma la scienza dimostra che la Storia è molto più complicata e di conseguenza la nostra identità è molto meno concreta di quel che pensiamo o speriamo.

 


Utente delusa

Qualche giorno fa un’utente di una pagina Facebook dedicata agli italiani nel mondo ha scritto sulla bacheca “48% greca? La mia amica greca X è più italiana di me”.

Ovviamente l’utente aveva fatto la prova del DNA per avere una certezza delle proprie origini che aveva preso per scontato. Non sappiamo se sia prima, seconda o terza generazione nata all’estero, oppure da quale parte dell’Italia provennero i nonni, ma chi conosce la Storia del Mediterraneo e soprattutto del Meridione del Bel Paese non sarebbe sorpreso della percentuale greca dell’utente.

Il nostra DNA contiene tracce dei nostri antenati per innumerevoli generazioni e di conseguenza delle migliaia e migliaia dei nostri antenati che in quasi tutti i casi non furono nativi delle zone dei nostri genitori o nonni.

 

Legionari, schiavi e profughi

Non vogliamo entrare nella Storia del mondo, ma dobbiamo riconoscere che la Storia è molto più variegata di quel che abbiamo imparato a scuola. Partiamo da un aspetto del nostro passato che molti prendono per scontato e spesso come giusto orgoglio dei lavori dei nostri antenati, i Romani. In modo particolare le legioni che hanno conquistato un impero che rese Roma la Città Eterna.

Come dimostra abilmente lo storico australiano Stephen Dando Collins nei suoi libri della Storia delle legioni romane, per secoli e per motivi politici, i legionari non furono reclutati da cittadini romani, ma quasi esclusivamente da territori conquistati con la promessa che al congedo sarebbero diventati cittadini a tutti gli effetti con i soldi delle conquiste e terreni per fare una vita privilegiata.

Automaticamente molti lettori penserebbero che le zone di reclutamento sarebbero in Europa, ma non era proprio così. Benché molti legioni reclutavano nel nord della penisola italiana (che i romani NON consideravano parte d’Italia), la Gallia (la Francia moderna), la penisola iberica (Spagna e Portogallo moderni), la Britannia (il Regno Unito moderno), alcune zone della Germania moderna e anche nel Balcani e la Grecia, altre legioni reclutavano i loro legionari dal nord d’Africa (i moderni Marocco, Algeria, Tunisia, Libia e Egitto), come anche quelle zone che ora chiamiamo il Medioriente (il Libano, Siria e Israele).

Quindi le legioni che controllavano l’Impero Romano hanno portato in giro per l’Europa il DNA non solo dell’antica Roma ma anche delle loro zone d’origine.

Allo stesso modo, l’usanza crudele dei romani di rendere gli sconfitti schiavi e portarli a Roma per i trionfi ed eventuali vendite, come anche le inevitabili migrazioni di civili dalle zone di guerra (come vediamo ancora oggi) hanno assicurato che per molti secoli il DNA dell’Impero Romano e quindi d’Europa è cambiato in base alle origini dei legionari e le loro vittime come schiavi e profughi.

 

Altri movimenti

Però, sarebbe sbagliato pensare che questi movimenti di gente e dunque dell’introduzione di nuovo DNA in Europa, sia solo il prodotto di quattro o cinque secoli di guerre romane. Qualsiasi libro di Storia, anche scolastico, dimostrerebbe che non era proprio così.

Sappiamo che prima dei romani c’erano i fenici, i greci e i cartaginesi. Inoltre, non sappiamo con certezza i movimenti dei popoli pre-romani, ma basta leggere L’Iliade di Omero e le imprese di Alessandro Magno per vedere alcuni movimento di europei verso l’oriente del mondo antico. Come anche le invasioni dei persiani in Europa che ancora raccontiamo in libri e film nel nostro mondo moderno.

Nelle epoche dopo la gloria dei romani abbiamo avuto guerre, crociate, invasioni asiatiche (unni, mongoli e turchi per nominarne solo tre) in Europa, come anche l’occupazione di zone d’Europa (la penisola iberica e il sud della penisola italiana) dai mori e saraceni per continuare a introdurre nuovo DNA nel vecchio continente.

Allo stesso modo l’invasione delle Americhe dagli europei e il conseguente colonialismo negli altri continenti hanno assicurato che il DNA di tutto il mondo sia stato mischiato per sempre.

 

Scienza

Queste sono le tracce che vediamo quando facciamo le prove del nostro DNA per sapere le nostre origini. La percentuali di varie origini riflettono movimenti di massa nel corso di millenni e non solo di due o tre generazioni.

Per la signora del 48% di DNA greco, se venisse dal sud d’Italia dovrebbe ricordare che quelle zone son ancora oggi ricordate come la “Magna Grecia” e per questo motivo alcuni episodi importanti dell’Odissea sono ambientati proprio in quel che ora chiamiamo Italia.

Tristemente, il DNA non confermerà mai quel che molti si aspettano, che siano 100% italiano (o greco, cinese, nigeriano, o di qualsiasi paese). Le analisi confermano quel che i libri di Storia ci raccontano, di grandi movimenti di gente che a volte chiamiamo migrazioni e altre volte invasioni.

 

Politica

Tragicamente molti politici, e non solo di un passato non tanto remoto, rifiutano le prove fornite dalla scienza e predicano una purezza del sangue che non esiste visto che abbiamo tutti origini comuni in Africa.

La seconda guerra mondiale era iniziata da una dittatura tedesca che cercava di rafforzare la “purezza del sangue” con la distruzione dei popoli considerati untermenschen (popoli inferiori). Come anche i giapponesi trattavano i loro sudditi sconfitti come inferiori razziali.

Sarebbe bello pensare di appartenere a una specie superiore, ma le prove del DNA sono statistiche fredde e inconfutabili. Nessuna ha il DNA “puro”, siamo tutti il frutto di molti generazioni e non sempre dal luogo che consideriamo di nascita.

Però, questo non dovrebbe scoraggiarci nel conoscere le nostre origini e dunque nel capire che la nostra identità non viene solo da un aspetto del nostro passato e dalle tradizioni di famiglia. Il DNA deve darci la voglia di indagare e sapere da dove vennero le tracce inattese.

Infine, la prova del DNA deve farci sapere che in fondo la nostra identità personale non è imposta da due o tre cose, partendo da dove veniamo, ma soprattutto da quel che facciamo nella nostra vita.

Invitiamo i nostri lettori che hanno fatto le analisi del proprio DNA a farci sapere gli esiti e a raccontarci le loro conseguente reazioni e azioni. Siamo tutti in cerca della nostra identità, non per tenerla segreta, ma far capire al mondo che ciascuno di noi è un individuo unico.

Inviate le vostre storie a: [email protected]

 

di emigrazione e di matrimoni

Our DNA

It would be nice to think we belong to a superior species but the proof from DNA tests provides cold irrefutable statistics. Nobody has “pure” DNA, we are all the fruit of many generations and not always from the places we consider of birth.

By Gianni Pezzano

In our last article we spoke about the personal identity of migrants and their descendants according to certain factors that are easily recognizable (https://thedailycases.com/identita-che-inganna/). Factors such as accent or family traditions make it easy to understand an individual’s immediate origins but are not enough to show that person’s thousands of years of history.

Our history does not begin on the day of birth and not even on that of our parents or grandparents. For this reason many have tried to draw up their family tree but even here time has confused the documentation and the more time passes the less certain is the proof from paper of our possible origins.

So many, in the certainty of finding concrete and unmistakable evidence, head towards science to provide concrete proof but many are disappointed because the results of the analysis of their DNA often do not give the expected results.

We think that because our parents or grandparents were born in Italy, a very young country in historical terms, that we are 100% Italian, but science shows that history is much more varied and subsequently our identity is less concrete that what we think or hope.

 

Disappointed user

A few days ago a user on a Facebook page dedicated to Italians around the world posted “48% Greek? My Greek friend X is more Italian than me”.

Obviously the user had taken a DNA test to have the certainty of her origins that she had taken for granted. We do not know if she is first, second or third generation born overseas, or from which part of Italy her grandparents came from, but anyone who knows the history of the Mediterranean and especially the South of Italy would not be surprised by the user’s Greek percentage.

Our DNA contains traces of our ancestors for a multitude of generations and subsequently of the thousands and thousands of our forebears that in almost all the cases were not natives of the places of our parents or grandparents.

 

Legionaries, slaves and refugees

We do not want to enter into the history of the world but we must recognize that history is much more varied that what we learnt at school. Let us start with an aspect of our past that many take for granted and often with justified pride for the work of our ancestors, the Romans. In particular, the legions that won the empire that made Rome the Eternal City.

As Australian historian Stephen Dando Collins shows so masterfully in his books on the history of Rome’s legion, for centuries and for political reasons the legionaries were not recruited from Roman citizens but were recruited almost exclusively from conquered territories with the promise than on discharge they would become Roman citizens in all respects with the money from their victories and land to have a privileged life.

Many readers would automatically think that the recruiting zones were in Europe but it was not exactly so. Although many legions recruited from the north of the Italian peninsula (which the Romans did NOT consider part of Italy), Gaul (modern France), the Iberian peninsula (modern Spain and Portugal), Britain (modern United Kingdom), some areas of modern Germany and Belgium, as well as the Balkans and Greece, other legions recruited from Northern Africa (modern Morocco, Algeria, Tunisia, Libya and Egypt), as well as some parts of what we now call the Middle East (modern Lebanon, Syria and Israel).

Therefore, the legions that controlled the Roman Empire brought around Europe the DNA of not only ancient Rome but also their areas of origin.

In the same way the cruel Roman habit of turning the defeated peoples into slaves and to bring them to Rome for the Triumphs and subsequent sale, as well as the inevitable migrations of peoples from the war zones (as we still see happening today) ensured the for many centuries the Roman Empire’s DNA and therefore that of Europe, changed according to the origins of the legionaries.

 

Other movements

However, it would be wrong to think that these movements of people and therefore the introduction of new DNA into Europe, was only the product of four or five centuries of Roman wars. Any history book, even school books, will show that this was not the case.

We know that before the Romans there were the Phoenicians, the Greeks and the Carthaginians. In addition, we do not known precisely the movements of the pre-Roman peoples but we only have to read Homer’s Iliad and of the feats of Alexander the Great to see some movements of Europeans towards the east of the ancient world. Just as we see the Persian invasions of Europe that we still tell in the books and films of the modern world.

In the periods after the glories of Rome we have had wars, crusades, Asian invasions (Huns, Mongols and Turks to name only three), as well and the occupation of areas of Europe (the Iberian Peninsula and the south of the Italian Peninsula) by the Moors and the Saracens to continue the introduction of new DNA into the Old Continent.

In the same way the invasion of the Americas by the Europeans and the subsequent colonization of the other continents ensured that the entire world’s DNA was mixed forever.

 

Science

These are the traces we see when we take a test of our DNA to know our origins. The percentages of various origins reflect mass movements over millennia and not only of two or three generations.

For the lady of the 48% Greek DNA, if she comes from the south of Italy she should remember that those areas are still remembered today as the Magna Grecia (Greater Greece) and for this reason many important episodes of Homer’s Odyssey are set in what we now call Italy.

Sadly, DNA will never confirm what many expect, that they are 100% Italian (or Greek, Chinese, Nigerian or of any country). The analyses confirm what the history books tell us, of great movements of people that at times we call migrations and other times invasions.

 

Politics

Tragically many politicians, and not only from a not distant past, refuse the proof supplied by science and they preach a purity of the blood that does not exist as we all have common origins in Africa.

The Second World War was begun by a German dictatorship that tried to reinforce the “purity of the blood” with the destruction of the peoples they considered untermenschen (inferior races). Just as the Japanese too treated their defeated subjects as inferior races.

It would be nice to think we belong to a superior species but the proof from DNA tests provides cold irrefutable statistics. Nobody has “pure” DNA, we are all the fruit of many generations and not always from the places we consider of birth.

However, this must not discourage us from knowing our origins and therefore to understand that our identity does not come only from our past and our family’s traditions. The DNA must give us the desire to investigate and to know from where these unexpected traces came.

Finally, the DNA test must make us understand that deep down our personal identity is not imposed by two or three things, beginning from where we come, but especially by what we do with our lives.

We invite the readers that have had tests of their DNA to let us know the outcomes and to tell us their subsequent reactions and actions. We are all looking for our personal identities, not to keep it secret but to let the world know that each one of us is a unique individual.

Send your stories to: [email protected]

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