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Diritti umani

Il Natale di Roma e la visione politica di Forza Italia per lo sviluppo della Capitale

Tiziana Primozich

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Una legge Costituzionale per Roma Capitale è il titolo della maratona voluta da Forza Italia ed organizzata dall’on. Pier Ernesto Irmici che ha visto ben 40 relatori qualificati, a cominciare da Maurizio Gasparri, il ministro Brunetta ed Antoni Tajani, intervenire sugli sviluppi futuri della Capitale nel 2.774mo   anniversario della sua nascita

Una maratona per Una legge Costituzionale per Roma Capitale è stato l’evento programmatico con cui Forza Italia ha voluto festeggiare oggi 21 aprile il Natale di Roma nel suo 2.774mo anniversario. Un lavoro corposo che ha visto ben 40 relatori tra tecnici, giuristi e appartenenti al mondo della politica di vario colore, a dimostrazione della reale necessità del rilancio del salotto culturale d’Italia, la nostra Capitale.

L’incontro, che è andato in diretta Facebook sulla pagina di Forza Italia Roma Capitale, è stato organizzato dall’on. Pier Ernesto Irmici che ha aperto i lavori citando Cavour per ribadire l’importanza della consulta Roma Capitale da lui coordinata – “Senza Roma Capitale l’Italia non si può costituire. In Roma concorrono tutte le circostanze storiche, intellettuali, morali, che devono determinare le condizioni della capitale di un grande Stato. Roma è la sola città d’Italia che non abbia memorie esclusivamente municipali; tutta la storia di Roma dal tempo dei Cesari al giorno d’oggi è la storia di una città la cui importanza si estende infinitamente al di là del suo territorio, di una città, cioè, destinata ad essere la capitale di un grande Stato”. Camillo Benso Conte di Cavour – 5 marzo 1861

 “Una grande iniziativa. Il nostro scopo come Forza Italia è quello di rilanciare Roma, dotandola di poteri adeguati. – ha detto il senatore Maurizio Gasparri che è anche l’uomo politico che sta rilanciando Forza Italia su Roma in vista delle elezioni della nuova Giunta capitolina – “Oggi è il Natale di Roma, una grande festa un tempo, che sia per l’emergenza sanitaria che per un’amministrazione inadeguata, è un po’ uscita dall’agenda e dalle abitudini. Con l’incontro di oggi vogliamo affermare la necessità di dare a Roma poteri e risorse simili a quelli delle regioni. Lo abbiamo anche proposto a Draghi. Roma è un hub di civiltà, una porta che si apre sulla storia. Anche in termini di urbanizzazione Roma ha bisogno di rigenerarsi eliminando anche un’edilizia post conflitto mondiale che non le fa onore, con tutte le cautele verso la popolazione che abita in quei quartieri degradati”- Spiega Gasparri nel suo intervento ricordando ad esempio gli abbattimenti di intere palazzine che stanno interessando il quartiere Scampia di Napoli.

Il rilancio di una legge costituzionale da parte del nostro partito – spiega il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta intervenuto all’incontro – va contestualizzato nel momento che stiamo affrontando.  In questi giorni stiamo chiudendo il Pnnr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), nei prossimi sei anni dovremmo spendere 230miliardi in risorse pubbliche derivanti dall’Europa più altre somme in investimenti privati. Roma potrebbe essere il luogo della prima implementazione, un hub di governo, grande cervello del nostro paese, che per la presenza della burocrazia italiana, delle ambasciate, per storia e per funzione aspira ad essere la capitale europea. Ecco perché questa nostra iniziativa – ha aggiunto – su una legge costituzionale per Roma, si colloca in un momento strategico e straordinario. Potremmo sperimentare, con risorse adeguate, una quantità di progetti di investimenti finalizzati alla rigenerazione urbana, investimenti di rete, nel centro e nelle periferie, per la gestione dei rifiuti, per la qualità vita, per l’ambiente, per la digitalizzazione, per migliorare i trasporti. Una Roma fortemente modernizzata, nuove tecnologie, sostenibilità verde e ambientale che sia anche punto di riferimento dell’intero sistema mediterraneo”.

Anche Antonio Tajani intervenuto all’incontro ha posto l’accento sulla necessità di un cambiamento radicale ricordando che già nel 2009 l’allora governo Berlusconi aveva innescato le procedure per arrivare al risultato di una legge ad hoc per Roma Capitale, che ne evidenziasse le grandi potenzialità di protagonista delle attività culturali, come anche la necessità di incremento del turismo culturale. Tajani ha poi evidenziato come negli anni a venire ci sia stato al contrario un progressivo degrado della Capitale da chi non ha saputo sfruttare le tante potenzialità anche dell’hinterland romano, che è anche centro agricolo produttivo e all’interno del quale esiste un’industria farmaceutica di eccellenza, che va tenuta in gran conto proprio in questa emergenza pandemica. “Mi auguro che non si perda tempo – ha concluso Tajani -, e che le altre forze politiche ci seguano, non e’ una questione di parte: ci sono grandi eventi in arrivo che potranno essere sviluppati in maniera diversa se ci sara’ un sistema organizzativo completamente diverso della citta'”.

Il consigliere della regione Lazio Enrico Cavallari, plaude all’iniziativa organizzata da Irmici, una maratona di interventi qualificati su Roma Capitale nel giorno del Natale di Roma, ricordando la necessità già evidenziata nel 2009 di una riforma costituzionale fondamentale per il riscatto della città. Una autonomia legislativa che premierebbe una città che vanta il 70% del patrimonio artistico nazionale ed il 30% di quello mondiale

“I competitori di Roma sono le altre capitali europee, Parigi, Londra e Berlino, tutte hanno fatto passi in avanti perché gli Stati presentano come biglietto da visita proprio le capitali, – ha affermato l’on. Fabio Rampelli di FDI, – “La Francia sta effettuando una serie di demolizioni e ricostruzioni in periferie combinate male…le stesse demolizioni che sono in atto a Napoli a Scampia, mentre Corviale viene considerato un monumento. Al contrario si tratta di un pessimo esempio di architettura moderna che non ha nulla a che fare con l’identità culturale della città di Roma. Ma soprattutto – continua Rampelli, – esiste un rapporto sbilanciato tra lo Stato e Roma capitale, perché quest’ultima versa ogni anno nelle casse dello Stato 500milioni di euro in tasse. E cosa ne riceve in cambio a parte tasse più alte per i suoi cittadini? Bisogna ricordare che i governi a sinistra della città hanno dato la gestione del Colosseo a privati come la CoopCulture e Mondadori Electa, che si beccano una percentuale elevata su introiti per accessi e servizi turistici al più grande monumento del mondo, alla quale si aggiunge una partecipazione dello Stato che si porta a casa il 60% dei biglietti, ma non c’è Roma, mentre per la manutenzione del Colosseo e delle aree circostanti Roma tira fuori 20milioni di euro l’anno!

“Abbiamo costituito con la supervisione e l’avvio di Maurizio Gasparri 20 consulte per Roma Capitale – ha spiegato Pierluigi Borghini coordinatore delle Consulte capitoline di Forza Italia – che hanno lavorato al punto di portare alla conoscenza della stampa e della cittadinanza 650 pagine di programma. Di questo siamo orgogliosi perché si tratta di un programma corposo che parte proprio dal rilancio di Roma Capitale con una legge costituzionale. E’ dal 1991, dalla legge Gava che si tenta di trasformare la governance di una grande città; con Giubilo sindaco si tentò di mettere insieme le competenze, ed oggi il progetto messo insieme dalle 20 consulte mette in luce di nuovo questa grande necessità. Bisogna avere il coraggio e la volontà da parte di tutte le forze politiche di governo di dare vita ad un vero momento di svolta, una volontà comune e vera su questo cambiamento, che sarà a vantaggio di tutto il paese. Sennò stiamo solo perdendo tempo ed una grande occasione” – conclude Borghini.

Paolo Barelli, deputato di Forza Italia, primo firmatario della proposta di riforma costituzionale per Roma Capitale, ricordando l’art.114 della Costituzione, afferma che non è stato sufficiente per dare efficienza alla capitale, ma che servono poteri tipici di quelli regionali. “A Roma c’è lo Stato Vaticano, – dice Barelli – è la sede del governo, ci sono ministeri e ambasciate. Ad oggi quello che è stato fatto per Roma non è stato sufficiente. Roma deve essere una capitale che possa avere pieni poteri e svolgere in pieno il proprio ruolo. Questa non è una proposta di qualcuno in particolare, ma se ne devono fare carico tutti i partiti”.

Tra gli interventi anche Stefania Craxi Vicepresidente in Commissione Affari Esteri al Senato che ha affermato “L’Italia ha bisogno di una capitale moderna, efficiente e funzionale, purtroppo ancora non è così, Roma non è la capitale che vorremmo, è simile più ad una città medio orientale che ad una capitale europea. Roma deve rinnovarsi, rendere servizi a tutta Italia, cambiare e non deve essere tutto complicato come è ora”.

“Il clima di volonta’ politica trasversale che si respira in Commissione Affari costituzionali sulla riforma di Roma Capitale e’ un’occasione da sfruttare al meglio: la maggioranza allargata, che si e’ costruita per rispondere all’emergenza pandemica, puo’ riproporsi anche per cambiare i poteri di Roma in Costituzione e sul punto sono certa troveremo il consenso anche da parte di FdI che e’ all’opposizione”. Cosi’ la deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria, relatrice della proposta di legge costituzionale sulla modifica dei poteri della Capitale.

In accordo con la tesi di Forza Italia anche il presidente M5s della commissione Affari costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia che ha affermato “Tutte le forze cerchino di guardare all’obiettivo, evitando sgambetti a vicenda. E’ interesse di tutti raggiungere questo obiettivo”, come anche Roberto Morassut, primo firmatario per il Pd della proposta di legge di riforma costituzionale per Roma Capitale “I temi li conosciamo, il progetto di riforma costituzionale parte per me nel dare a Roma pieni poteri legislativi, di fatto sarebbe la 21esima regione italiana. Questa convergenza (politica) è un’occasione da non perdere, anche perché parliamo di una riforma costituzionale non lesiva ma puntuale e chirurgica su 2 o 3 articoli. Quindi si può fare presto. In un anno o poco più il percorso parlamentare si può concludere”.

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