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Attualità

Il futuro delle relazioni internazionali italiane

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Giovani discreti ma molto attivi. In Italia sono diverse le realtà giovanili che fanno da palestra al futuro della classe dirigente nazionale ed internazionale.

di Alexander Virgili

Che i giovani siano il futuro del nostro Paese è una frase che sentiamo ripetere fin troppo spesso, quasi come se non ci si credesse del tutto. Eppure è proprio così ed i giovani appassionati di relazioni internazionali e geopolitica hanno trovato diversi modi per fare network e mettersi alla prova già dai primi anni dell’università.

Se in Paesi anglosassoni la vita associativa in club e confraternite è facilitata, nonché istituzionalizzata dalle università, in Italia le realtà associative sono più trasversali e non legate a singoli dipartimenti o atenei ma ad altre istituzioni esterne. Inoltre, va da sé, che il singolo studente o giovane professionista interessato a determinate tematiche o attività deve avere un ruolo attivo nella ricerca di questi gruppi e non ha limitazioni di appartenenza accademica.        Varie le realtà di eccellenza nell’ambito delle scienze politiche, delle relazioni internazionali e della geopolitica, si possono citare alcuni esempi interessanti.

Tra le realtà giovanili più solide ed istituzionalizzate vi è sicuramente il Movimento Studentesco per l’Organizzazione Internazionale (MSOI), sezione giovanile della SIOI. MSOI nasce nel lontano 1947 ed è l’unica associazione giovanile delle Nazioni Unite (United Nations Youth Association) ufficiale in Italia, collaborando attivamente con altre UNYA nel mondo e con il WFUNA. In concerto con la SIOI collabora con il United Nations Youth Delegate Programme in Italia, volto a promuove la partecipazione dei giovani nelle missioni diplomatiche nazionali in qualità di delegati per le questioni giovanili. MSOI è un’associazione aperta ai giovani tra i 18 ed i 30 anni presente in cinque città italiane: Gorizia, Milano, Napoli, Roma e Torino. 

I soci del MSOI, una volta raggiunti i “limiti di età” si sono inseriti nella vita professionale raggiungendo posti di responsabilità in enti, ministeri, ambasciate, organizzazioni private, pubbliche, nazionali ed internazionali. Questo ha così consentito di creare un network positivo tra gli ex consociati ed il Movimento. Un bacino di eccellenza insomma, riconosciuto per la qualità delle attività anche dalle personalità di rilievo che vengono coinvolte in conferenze, tavole rotonde e dibattiti del Movimento. Oltre ai numerosi diplomatici che hanno frequentato il MSOI possiamo citare anche il già Ministro degli Affari Esteri Enzo Moavero Milanesi che a suo tempo è stato Segretario di MSOI Roma.

Un’altra interessante realtà giovanile internazionale, questa volta però legata al World Economic Forum, è la Global Shapers Community. Gli “Shapers” fanno parte di un network di giovani professionisti che si pongo l’obiettivo di creare un impatto positivo locale e globale nella propria città. Organizzati in hub, sono presenti in oltre 400 città in tutto il mondo, di cui 11 italiane (Bari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Emilia, Roma, Torino, Trento, Venezia). Il primo seme della community italiana è stato piantato nel 2012 a Roma, su iniziativa del Founding Curator Pasquale Salzano, diplomatico italiano ed oggi Presidente di SIMEST nonché Chief International Affairs Officer di Cassa Depositi e Prestiti. Tra le aperture più recenti vi è Napoli, nata nel 2020 su iniziativa del Founding Curator Luca Tesauro, Fondatore e AD del Giffoni Innovation Hub. Hub dunque che nascono su iniziativa di professionisti e che vogliono creare un network di giovani volonterosi, tra i 18 ed i 33 anni, che desiderano avere un impatto nelle proprie comunità.

Tra le realtà associative più antiche d’Italia ancora attive non possiamo esimerci dal citare la Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo (LIDU). Fondata nel 1919 su iniziativa di Ernesto Nathan, negli ultimi anni ha costituito al suo interno un comitato giovani nazionale con diramazioni locali in diverse città italiane dove opera la LIDU. La Lega, nella sua dirigenza, ha avuto nomi di prim’ordine per la vita del Paese come Pietro Nenni, Giuseppe Saragat e Claudio Treves.

É altresì importante citare il mondo dei think-tank, alcuni dei quali si avvalgono della partecipazione di giovani studenti, dottorandi e professionisti per le proprie ricerche, studi ed attività. Oltre ai grandi nomi quali ISPI e IAI al cui interno vi sono giovani collaboratori ed analisti, vale la pena citare la realtà del Centro Studi Internazionali (CSI), organizzazione nata nel 1992 a Napoli e che oggi conta un bacino di collaboratori ampio e formato per oltre l’80% da under-30. Caratteristica principale del CSI riguarda la leadership, che conta anche qui la maggioranza di under-30 sia in ruoli direttivi che esecutivi.

Diverse opportunità insomma che i giovani italiani hanno creato per iniziare a vivere il mondo delle relazioni internazionali e fare network attraverso conferenze, workshop, viaggi e visite istituzionali ed altro. Fondamentale, inoltre, l’apporto che può offrire questo tipo di esperienza in merito alle soft-skills richieste nel mercato del lavoro.

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