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Il Festival di Sanremo, un palco nazionale o internazionale? Parte 3- The Sanremo Song Festival, a national or international stage? Part 3

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di emigrazione e di matrimoni

Il Festival di Sanremo, un palco nazionale o internazionale? Parte 3

Mentre aspettiamo il Festival della Canzone di Sanremo di quest’anno che inizierà martedì 6 febbraio, concludiamo questa trilogia di articoli di come farlo diventare un palco internazionale, non solo per la nostra musica leggera, ma, soprattutto, come il primo passo verso una promozione più vasta ed efficace della nostra Cultura all’estero.

Però, vogliamo iniziare questo articolo dai commenti di lettori all’estero all’ultimo articolo  che hanno voluto farci ricordare un dettaglio importante di RAI World all’estero.

Infatti, non abbiamo scritto che RAI World non è un servizio gratuito, bensì a pagamento.

Quindi, i benefici di estendere il pubblico internazionale porterebbe ANCHE a un aumento degli abbonamenti del pubblico internazionale ora composto quasi esclusivamente da nostri connazionali, che, però, non solo che una piccola percentuale dell’oltre novanta milioni di italiani all’estero.

Inoltre, RAI potrebbe vedere aumenti importanti anche agli introiti pubblicitari, che sarebbe la risposta perfetta da dare a chi, inevitabilmente, chiede perché spendere soldi per un servizio non destinato al pubblico domestico…

Un discorso che diventerebbe ancora più importante se riuscissimo finalmente ad attirare non-italiani ai servizi di RAI World.

E questo rinforza ancora di più il tema centrale di questi articoli, che l’Italia, e non solo la RAI, limita il nostro pubblico internazionale all’estero con l’insistenza di non pensare ai migliori modi per attirare questo servizio a un pubblico sempre più vasto che diventerebbe nel corso del tempo la base principale anche per fare aumentare il numero dei turisti che vengono nel nostro paese ogni anno.

Un pubblico che, purtroppo, ha una visione limitata della nostra Cultura e paese che, di conseguenza, vuol dire che non apprezza la varietà di quel che possiamo offrire al pubblico internazionale e ai turisti che vorranno vedere personalmente le meraviglie del Bel Paese.

Difatti, il Festival di Sanremo dimostra come la nostra musica leggera ha facce che il pubblico internazionale non conosce, e questo è stato dimostrato negli ultimi anni dalla vittoria dei Maneskin nominata nell’ultimo articolo, come anche dalle due vittorie di Mahmood, che dimostrano chiaramente come la nostra musica si sviluppa nel corso del tempo.

Prima di continuare, dobbiamo riconoscere che i Maneskin sono stati bravissimi nel sapere come trasformare il loro successo al Festival in successo, sia in vendite di dischi che nei concerti in giro per il mondo. Un esempio che altri artisti italiani dovrebbero cercare di imitare.

Anzi, sono l’esempio perfetto per dimostrare quel che diciamo in questi articoli.

Senza dimenticare che la nostra Cultura ha sempre fornito, e continua ancora a farlo, ispirazione per musicisti, autori, registi cinematografici, ecc. di tutto il mondo. Un esempio di questo è la vittoria di Pino Donaggio al Festival di Sanremo del 1965 con “Io che non vivo”, diventata poi un successo mondiale cantata in inglese da Dusty Springfield con il titolo di “You don’t have to say you love me”.

In parole povere, il Festival di Sanremo offre un mezzo più importante, e anche efficace, per mostrare al mondo la varietà della nostra musica moderna e che siamo in grado di fornire artisti per ogni gusto.

Ma per attrarre questo pubblico dobbiamo fornire un servizio completo al pubblico internazionale della RAI, e non solo del Festival di Sanremo, con siti web in altre lingue, fornire informazioni sul Festival di Sanremo, altri programmi RAI, e persino le altre manifestazioni culturali in Italia, sia di Alta Cultura che di Cultura popolare, e anche altri tipi di manifestazioni, come lo sport, e persino le sfilate di Carnevale che ora sono in fase di preparazione in tutto il paese.

Certo, il Festival di Sanremo fa omaggi a grandi contanti/artisti, ma il pubblico internazionale ha una conoscenza molto limitata della nostra musica leggera, allora queste comparse di pochi minuti per un pubblico domestico che già li conosce, non fa niente per farli conoscere a livello internazionale.

Perciò, anche come anteprima del Festival abbiamo l’obbligo di finalmente fare conoscere i nostri grandi artisti al mondo e non solo per i pochi minuti a febbraio, ma iniziando mesi primo all’estero. Anche per motivi tristi quanto inevitabili.

Infatti, per motivi anagrafici, nel prossimo futuro il nostro paese perderà cantanti e cantautori importantissimi, come Mina, Adriano Celentano, Francesco de Gregori, Ornella Vanoni, Gino Paoli, ecc., ecc., ecc., e anche qui è ora che li facciamo conoscere al mondo perché, nel corso dei decenni dall’ultima guerra mondiale, hanno cambiato radicalmente il volto della musica leggera italiana.

Abbiamo anche l’obbligo ricordarci che abbiamo già perso questa occasione per grandissimi artisti come Fabrizio de André, Franco Battiato, Rino Gaetano, Fred Buscaglione, Luigi Tenco, Mia Martini, Pino Daniele e molti altri ed è ora che siano conosciuti all’estero.

Bisogna agire sin d’ora per farli conoscere e non aspettare gli inevitabili omaggi a “coccodrilli”, gli articoli nei giornali dopo la loro scomparsa, per farci capire quanto fossero grandi, perché quel che li fa onorare non sono i tributi, ma far conoscere le loro opere al mondo e così saranno ricordati per sempre e non dimenticati dopo poche settimane…

Dobbiamo fare questo in un modo sistematico e ben programmato, ma il Festival di Sanremo da solo non basta per farli conoscere all’estero, ma sarebbe già un inizio.

E la RAI ha già la base per poterlo fare.

Ogni anno in Italia vediamo i programmi televisivi estivi RAI chiamati “Techetechete” che ci fanno ricordare cantati e artisti del presente e passato utilizzando le immagini dalle teche storiche della RAI. Cosa ci vorrà per modificare questi programmi per un pubblico internazionale?

Molto poco.

Senza dimenticare che in queste stesse teche la Rai ha programmi importanti del passato, sceneggiati, film e documentari che potrebbero fare vedere al mondo che la grandezza del nostro Patrimonio Culturale non si limita soltanto a Roma, Firenze e Venezia.

Un esempio, qualche anno fa RAI Storia ha presentato una serie di documentari delle grandi Signorie durante il Rinascimento raccontate da uno storico esperto e uno storico dell’Arte che hanno spiegato in modo impressionante che le città d’Arte comprendono città come Mantova, Urbino, Rimini, Verona, Arezzo e altre che non attirano i turisti internazionali che meritano, e che la Storia del nostro paese è molto più grande di quel che molti all’estero pensano.

Però, per attirare questo potenziale pubblico internazionale non basta solo fornire informazioni in altre lingue, e sottotitoli ai programmi, ma dobbiamo cambiare anche la tempistica di come facciamo le nostre promozioni.

Le promozioni internazionali non devono iniziare nelle settimane prima delle manifestazioni, ma 8, 9 e persino 12 mesi prima perché il turista internazionale non parte da una settimana all’altra, ma ha bisogno di tempo per il passaporto, visti, programmare il periodo di vacanza dal lavoro e prenotare il biglietto del volo al migliore prezzo possibile.

Allo stesso modo, bisogna preparare per bene il pubblico internazionale per le manifestazioni come il Festival di Sanremo per permettere loro di capire e apprezzare il più possibile gli artisti, siano concorrenti che ospiti.

E per aiutarci a fare questo abbiamo oltre novanta milioni di italiani all’estero che sarebbero la rampa di lancio perfetta per fare conoscere il nostro paese nei loro paesi di residenza, senza dimenticare di fare notare che TUTTE le nostre comunità all’estero hanno sedi e organizzazioni pronte a svolgere un ruolo fondamentale in promozioni del genere.

Basta chiedere il loro aiuto.

Purtroppo, abbiamo il vizio di pensare a loro solo in termini vaghi, senza capire che i nostri parenti e amici all’estero sono veramente una risorsa fondamentale per il nostro paese che non abbiamo mai compreso, tantomeno utilizzato nel migliore dei modi…

Quindi, dobbiamo, come paese, finalmente riconoscere che la nostra manifestazione importante, e anche quella più adatta per promozioni internazionali, il Festival della Canzone Italiana di Sanremo, è l’unica capace di fare cominciare a capire al mondo che il nostro paese non è solo “pasta, pizza, e (tragicamente) mafia”, e tutti gli altri luoghi comuni, buoni e cattivi, bensì un paese moderno con moltissime facce che cambiano non solo da regione a regione, ma anche da paese a paese, e che ciascun paese nasconde tesori che solo i locali conoscono, ed è solo nel farli conoscere al mondo, e di conseguenza attirare sempre più turisti, potremo trovare i fondi per poterli conservare bene e per sempre.

Se davvero vogliamo che il Festival della Canzone Italiana di Sanremo diventi un vero palco internazionale dobbiamo pensare in modi nuovi e innovativi, sempre con l’aiuto dei nostri parenti e amici all’estero.

E la musica è probabilmente il miglior modo di farlo in modo rapido ed efficace.

The Sanremo Song Festival, a national or international stage? Part 3

While we wait for this year’s Sanremo Festival of Italian Song which will begin on Tuesday February 6, we conclude this trilogy of articles of how to make it become an international stage, not only for our pop music, but, and above all, as the first step towards a vaster and more effective promotion of our Culture overseas.

However, we want to start this article  with the comments of overseas readers of the previous article who wanted to remind us of an important detail about RAI World overseas.

In fact, we did not state that RAI World is not a free service, but paid subscription.

Therefore, the benefits of extending the international audience would ALSO lead to an increase in the subscriptions of the international audience that is now almost exclusively made up of our fellow countrymen and women who, however, are only a small percentage of the more than ninety million Italians overseas.

Furthermore, RAI could see major increases also in advertising revenue which would be the perfect answer to those who inevitably ask why money must be spent on a service not destined for a domestic market.

This subject would then become even more important if we finally managed to attract non-Italians to RAI World’s services.

And this reinforces even more the central theme of these articles, that Italy, and not only RAI, limits our international audience with the insistence of not thinking of better ways of making these services more attractive to an ever-bigger audience which over time would become the principal basis also for increasing the number of tourists who come to our country every year.

An audience that unfortunately has a limited vision of our Culture and country which, consequently, means it does not appreciate the variety of what we can offer the international audience and tourists who will want to personally see the wonders of Italy.

In fact, the Festival of Sanremo demonstrates how our pop music has faces that the international audience does not know, and this was shown in recent years with Maneskin’s win mentioned in the previous article, as well as the two wins by Mahmood which clearly demonstrate how our music has developed over the years.

Before continuing, we must recognise that Maneskin have been very good at knowing how to transform their success in the Festival into success, in both records sales and concerts around the world, an example that other Italian artists should try to copy.

Indeed, they are the perfect example for demonstrating what we say in these articles.

Without forgetting that our Culture has always provided, and continues to do so, inspiration for musicians, artists, movie directors, etc, around the world. One example of this is Pinio Donaggio’s win in the 1965 Sanremo Song Festival with “Io che non vivo” (I who do not live) which became a worldwide hit sung in English by Dusty Springfield with the title “You don’t have to say you love me”.

Simply put, the Festival of Sanremo offers an important and even effective means to show the world the variety of our modern music and that we are able to provide artists for every taste.

But to attract this audience we must provide a complete service to RAI’s international audience, and not just the Festival of Sanremo, other RAI programmes, and even the other cultural events in Italy, both High Culture and popular Culture, and even other types of events, such as sports, and even the Carnevale (Mardi Gras) parades which are now being prepared around the country.

Of course, the Festival of Sanremo pays tribute to great singers/artists, but the international audience has very little knowledge of our pop music, so these appearances of a few minutes for the domestic audience that already knows them does nothing to make them known internationally.

Therefore, even as a preview of the Festival, we have a duty to finally make our great artists known around the world, and not only for a few minutes in February, but starting months before overseas. Even for sad and inevitable reasons.

In fact, due to their age, in the near future our country will lose great singers and singer songwriters such as Mina, Adriano Celentano, Francesco de Gregori, Ornella Vanoni, Gino Paoli, etc., etc., etc., and even for them it is time that we make them known around the world because over the decades since the Second World War they have radically changed the face of Italian pop music.

We also have a duty to remember that we have already missed this opportunity for great artists such as Fabrizio de André, Franco Battiato, Rino Gaetano, Fred Buscaglione, Luigi Tenco, Mia Martini, Pino Daniele and many others and it is time that they are known overseas.

We must act now to make them known and not wait for the tributes of the obituaries after their passing to make us understand how great they were, because what honours them is not the tributes, but making their work known to the world so that they will always be remembered and not forgotten after a few weeks…

We must do this in a systematic and well-planned way, but the Festival of Sanremo alone is not enough to make them known overseas, but it would already be a start.

And RAI already has the basis to do this.

Every year in Italy we see RAI summer TV programmes called “Techetechte” which let us remember singers and artists, past and present, using the images from RAI’s historical archives. What would it take to modify these programmes for an international audience?

Very little.

Without forgetting that in these same archives RAI has important programmes of the past, TV series, films, and documentaries which would let the world see that the greatness of our Cultural Heritage is not limited only to Rome, Florence and Venice.

For example, not many years ago RAI Storia (History) broadcast a series of documentaries of the great Signorie (Ruling Houses) of the Renaissance explained by an expert historian and an Art Historian who explained in an impressive way that the Cities of Art include cities such as Mantua, Urbino, Rimini, Verona, Arezzo and others which do not attract the international tourists they deserve and that the history of our country is much greater than what many people overseas think,

However, to attract this potential international public it is not enough to simply provide information in other languages and subtitles to programmes, we must also change the timing of how we carry out our promotions.

International promotions must not start in the weeks before the events, but 8, 9 or even 12 months before because the international tourist does not leave from one week to the next, but needs time for the passport, the visa, plan the holiday period from work and book the airplane tickets at the best price possible.

In the same way, we must prepare the international audience for events such as the Festival of Sanremo to allow them to understand and appreciate the artists as much as possible, both competitors and guests.

And to help us do this we have more than ninety million Italians overseas who would be the perfect launching pad for making our country known in their countries of residence, without forgetting to point out that ALL our overseas communities have places and organizations ready to play a fundamental role in such promotions.

We only have to ask for their help.

Unfortunately, we have the bad habit of thinking of them only in vague terms, without understanding that our relatives and friends overseas really are a fundamental resource for our country that we have never understood, much less used in the best of ways…

So, as a country we must finally recognize that our most important, and also the most suitable international promotions, the Italian Song Festival of Sanremo, is the only one capable of making the world start to understand that our country is not only “pasta, pizza and (tragically) mafia”, and all the other clichés, good and bad, but rather a modern country with very many faces that change not only from region to region but from town to town and that each town hides treasures that only the locals know and that the world must know and it is only by making them known to the world, and subsequently attract more and more tourists, will we be able to find the funds to be able to preserve them well and forever.

And if we really want the Festival of Italian Song of Sanremo to become a real international stage we must think in new and innovative ways, always with the help of our relatives and friends overseas.

And music is probably the best means to start these promotions quickly and efficiently.

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