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Carceri, nel Lazio il Dap chiede supporto sanitario per i detenuti

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Audizioni in Consiglio regionale sulla sanita” penitenziaria

140356337-bed07d69-01d4-471e-94a2-ac8f4447adf0Roma, 20 giugno – Già nel 2007, il Consiglio regionale era intervenuto sulla questione delle carceri con la legge n. 7, avente per oggetto: “Interventi a sostegno dei diritti della popolazione detenuta della Regione Lazio”. Ma  il sovraffollamento attuale e i conseguenti disagi per i detenuti hanno reso necessario un nuovo intervento del Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) che ha ottenuto due audizioni alla Pisana sui temi più scottanti in commissione Politiche sociali e Salute del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Rodolfo Lena (Pd). Sono 7.198 attualmente i detenuti nei 14 istituti penitenziari a disposizione, con un tasso di sovraffollamento pari al 46%. I detenuti in attesa di giudizio definitivo rappresentano il 44% del totale. Sul fronte della sanita” penitenziaria è stato sottolineato il diritto dei detenuti a ricevere lo stesso livello di assistenza degli altri cittadini: la mancanza di specialisti all”interno delle carceri comporta sempre piu” spesso il trasporto protetto e il successivo piantonamento dei soggetti in strutture ospedaliere, con aggravio di costi. Le criticità esposte in questa sede  dal garante regionale dei diritti dei detenuti, Angiolo Marroni, e dal provveditore del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria, Maria Claudia Di Paolo hanno evidenziato tra l’altro che negli istituti penitenziari del Lazio  il 35% dei detenuti e” tossicodipendente e circa il 50% assume psicofarmaci oltre al dato che si tratta in prevalenza di stranieri. Incombe poi,  su una situazione già grave online casino sia in ambito diritti umani che in termini di costi, la prossima chiusura  degli ospedali psichiatrici giudiziari che su territorio nazionale  avrà come conseguenza la presa in carico dei malati da parte delle Asl di appartenenza. stor_8618617_35280Emblematica poi è la vicenda denunciata lo scorso maggio al Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma da Angiolo Marroni,  riguardante un detenuto 82enne  rinchiuso a Rebibbia per scontare una pena di tre anni a causa di un reato commesso nel 2004 e  affetto da tumori alla prostata, alla vescica e alla gola. In quella occasione Marroni chiedeva se non fosse più opportuno applicare una misura alternativa alla detenzione in carcere. Come già era stato evidenziato dall’ex ministro Cancellieri a fronte del  pronunciamento della Corte europea dei diritti dell”uomo, che penalizzava il nostro Paese per il trattamento inumano e degradante a 7 detenuti del carcere di Busto Arsizio e di Piacenza, “si rende necessario ripensare il sistema delle pene anche  per alleggerire il sovraffollamento carcerario nel rispetto dell’art. 27 della nostra Costituzione.”

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