I tweet di Trump fanno esplodere la guerra commerciale USA-Cina


Il presidente americano annuncia l’aumento dei dazi sulle importazioni cinesi. Il gigante asiatico promette di reagire. FMI teme danni per l’economia globale.

L’anno scorso gli USA hanno imposto dazi sulle importazioni cinesi per un valore di 250 miliardi di dollari che, secondo Donald Trump, “sono in parte responsabili dei grandi risultati economici” ottenuti dal Paese. Ora il presidente americano ha intenzione di aumentare di altri 200 miliardi di dollari i dazi. Lo ha annunciato domenica scorsa con un paio di tweet, che hanno fatto tremare il mercato finanziario. La guerra commerciale tra l’America e la Cina è, secondo gli economisti, “la più grande della storia”. Ma allora perché fomentarla con minacce via twitter? La risposta Trump l’ha data già nel 2016, anno in cui correva per la Casa Bianca. Per il presidente USA, il gigante asiatico è colpevole di agevolare le industrie nazionali con sussidi statali a scapito delle aziende americane che investono in Cina.

Ma ad irritare ancora di più Trump è il fatto che gli Stati Uniti abbiano col gigante asiatico un deficit commerciale di 419 miliardi di dollari. In pratica significa che, per anni, l’America ha importato dalla Cina molti più prodotti di quelli che esportava nel mercato cinese. “Una fregatura” per il presidente USA che, “a breve”, aumenterà i dazi sui prodotti cinesi dal 10% al 25%. I beni di consumo colpiti dalla tassazione vanno dai prodotti di telecomunicazione ai pezzi di ricambio per le auto, dagli articoli di vestiario al legname, dai metalli alla frutta secca. Trump vuole una guerra commerciale a tutto campo ma il gigante asiatico ha giurato di contrattaccare alzando la tassazione sulle importazioni USA, che attualmente ammontano a 110 miliardi di dollari e riguardano le sostanze chimiche, il whisky e i semi di soia. Lo scontro tra le due superpotenze preoccupa il Fondo Monetario Internazionale che teme un rallentamento della crescita globale per il prossimo anno.

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