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Attualità

I reality: programmi di intrattenimento sì criticati eppure seguitissimi

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Tempo di lettura: 3 minuti

La televisione, nata con uno scopo prettamente educativo, propone oggi programmi di puro intrattenimento quali i reality che divertono non poco il pubblico

 di Giordana Fauci

La televisione è nata e si è diffusa con uno scopo prettamente educativo;  eppure, da ormai molti anni, cultura ed educazione sembrano essere state dimenticate e così agli spettatori sono propinati sempre più programmi di mero intrattenimento che, in larga parte, non appaiono di qualità e, perciò, non sono seguiti da oltre il 60% delle persone che, invero, li reputano “trash”.

Non possiamo, in effetti, non ricordare personaggi del calibro di Alberto Manzi, valente maestro elementare reso celebre dalla televisione, perché proprio attraverso la TV ha avuto modo di insegnare a leggere ed a  scrivere a milioni di italiani in un’epoca in cui l’analfabetismo era ancora enormemente diffuso.

La trasmissione di Manzi si intitolava Non è mai troppo tardi ed è stata trasmessa per oltre un decennio, dal 1959 al 1968, nel tardo pomeriggio, prima di cena, di modo da essere vista dal maggior numero possibile di persone e così poter insegnargli a leggere e scrivere.

Si trattava, dunque, di una TV prettamente educativa ed informativa, a differenza di quella attuale, in cui prevale, invece, il solo intrattenimento.

E così oggi sono proprio i reality ad intrattenere il pubblico o, per meglio dire, quella parte di pubblico interessata a seguirli.

…Perché il restante preferisce seguirne altri: magari programmi di politica e, in proposto, non si può fare a meno di segnalare quanti di questi ultimi siano impegnati a veicolare “messaggi politicizzanti” proprio in base al canale TV che si decide di seguire.

…Programmi, di certo, più impegnativi, rispetto ai reality ma, in ogni caso, “veicolati…”.

…Per lo più come i reality che, però, intrattengono il pubblico al puro fine di divertire, sebbene vi è ancora chi continua a definirli “TV Spazzatura” e chi, invece, non riesce a perderne neppure una sola puntata.

E, in ogni caso, ognuno di noi è libero di guardare ciò che desidera e considera più confacente alla propria persona.

Del resto, i reality non vanno presi sul serio, poiché quello che si vede è frutto di una sceneggiatura ben designata, per cui il pubblico segue il canovaccio proprio per mero divertimento.

…Perché in una società contraddistinta da non poche e gravissime problematiche, la ricerca di ciò che è leggero diviene del tutto normale, tanto più se è in grado di suscitare ilarità.

…Perché non si può non essere stanchi di notizie sì serie e, indubbiamente, utili ma, comunque, assai tristi e pedanti.

E, così, la maggior parte di questi programmi è concepito proprio per rilassare e divertire il pubblico, in fasce orarie in cui non desidera altro che rilassarsi: programmi in onda, per lo più, in prima serata, perché dopo giornate tanto stressanti, tra lavoro, studio e famiglia le persone cercano solo un modo per non riflettere.

Non a caso i reality non vanno seguiti mettendo a frutto l’intelletto, a differenza di programmi culturali che richiedono attenzione e memorizzazione del discorso intavolato.

…Deve essere certamente questo il motivo per cui la maggior parte del pubblico considera questo genere di programmi tanto accattivanti.

Anzi! Proprio questo deve essere il segreto del successo di programmi che non possono non incuriosire la gente, rendendola al contempo vogliosa di scoprire come evolveranno le storie raccontate, anche se nulla è abbandonato al caso.

…Perché, al di là del nome, i reality di reale hanno ben poco, o meglio nulla, visto che si tratta di programmi che mostrano ai “seguaci” solo ed unicamente ciò che vogliono vedere, mentre nulla di quel che succede è spontaneo bensì frutto di menti geniali che hanno realizzato il programma proprio per lasciare il pubblico sulle spine, vedendo i partecipanti ridere, piangere, arrabbiarsi e, finanche, innamorarsi.

Né si può dimenticare che, oltre ai pettegolezzi, largo spazio è lasciato anche alle stesse strutture e, dunque, alle case, alle isole deserte  da studiare ed analizzare nei minimi dettagli: luoghi in cui le telecamere sono sparse dappertutto e lo spettatore ha modo di frugare l’ambiente da ogni piccola angolatura, quasi come se entrasse egli stesso a far parte del programma, seppur in silenzio.

Quel che è certo è che talvolta nella vita occorre frivolezza per dare uno scossone alla pesante routine di tutti i giorni.

Ed è per questo che non ha alcun senso giudicare i partecipanti che decidono di essere ripresi 24 ore al giorno ma che, invero, lavorano per intrattenere e che non potranno non fare sempre il tutto esaurito.

Questa è la verità: che piaccia o meno!

Del resto, se non li gradiamo, la soluzione è semplice: basterà cambiare canale!

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