Italiani nel Mondo

I nipotini di Mamma RAI – Mamma RAI’s grandchildren

By 17 Settembre 2018 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

I nipotini di Mamma RAI

I nipotini di Mamma Rai all’estero non hanno le capacità linguistiche e la conoscenza del paese d’origine dei genitori e nonni per poter capire per bene quel che viene trasmesso nei programmi.

di Gianni Pezzano

La nostra emittente di stato, la RAI, trasmette in molti paesi ed è indirizzata alle comunità italiane in tutti i continenti. Questo è visto come un servizio ai nostro connazionali, anche se in alcuni paesi pagano per poter vedere i programmi.


Però, nel considerare i servizi RAI all’estero dobbiamo chiederci se i dirigenti capiscono fino in fondo il loro pubblico internazionale e se forniscono un servizio che sia accessibile, in più di un senso, non solo a una piccola parte del suo potenziale pubblico internazionale di oltre novanta milioni di emigrati italiani e i loro discendenti.

Non tanto per motivi puramente tecnici, ma semplicemente perché i nipotini di Mamma Rai all’estero non hanno le capacità linguistiche e la conoscenza del paese d’origine dei genitori e nonni per poter capire per bene quel che viene trasmesso nei programmi.

 

Leonardo

Nei primi anni 70 l’emittente di stato australiana, l’ABC, ha trasmesso “La vita di Leonardo” con Philippe   Leroy nel ruolo del genio rinascimentale. Il programma ha avuto un successo enorme con il pubblico australiano, e non solo, al punto che è stato trasmesso più volte nel corso degli anni. Infatti, nel 1971 il programma fu premiato ai Golden Globes americano come migliore spettacolo drammatico a episodi limitati e l’attore francese nominato come miglior attore protagonista per la sua interpretazione di Leonardo.

Per noi figli di italiani all’epoca il programma è stata una sorpresa enorme. In un paese dove la scuola insegnava solo la Storia d’Australia, d’Inghilterra e un pò di altre epoche, ma niente d’Italia tranne l’Impero romano, per la   prima volta abbiamo avuto modo di vedere e apprezzare un aspetto importante del nostro patrimonio culturale. Ogni volta che il presentatore interrompeva una scena per spiegare un punto abbiamo avuto un modo in più per capire che le nostre origini erano molto più importanti di quel che volevano farci credere.

Il motivo principale per questo nostra meraviglia è che il programma non è stato trasmesso in italiano, ma doppiato in inglese. Questo ci ha fatto capire per bene quel che non avremmo capito se fosse stato trasmesso in lingua originale, come fa ora la Rai all’estero. Il motivo per questo era semplice, per molti della mia generazione nata nei decenni delle grandi ondate post belliche avevamo poche possibilità d’imparare formalmente la nostra lingua. Parlavamo una lingua imperfetta, composta da italiano e/o dialetto, con l’aggiunta di parole inglese italianizzate. Con le generazioni seguenti la conoscenza dell’italiano si è abbassato ancora di più.

Basti pensare alla scuola che frequentavo all’epoca, un collegio cattolico con una grande percentuale di studenti italiani. Malgrado questo le uniche lingue a disposizione erano il latino per gli studenti considerati i più intelligenti, ed è “strano” che tra questi c’erano sempre pochi italiani, e il francese. Infatti, in tutto il percorso scolastico, abbiamo studiato solo due romanzi non di autori non anglofoni, “Lo straniero” di Albert Camus e “Il Rosso e il Nero” di Stendahl, non a caso entrambi francesi.

 

Calcio

Decenni dopo, quando la RAI ha cominciato a trasmettere in Australia, a pagamento tramite una pay-tv, molti hanno l’hanno preso per i programmi d’intrattenimento e in modo particolare il calcio. Tra gli emigrati programmi come “La prova del cuoco” e i programmi di varietà hanno avuto successo, ma erano di poco interesse per i figli degli emigrati e ora anche i loro nipotini e pronipoti. Semplicemente i programmi erano e sono ancora incomprensibili per la grande maggioranza di loro.


Se consideriamo i comici italiani, la commedia è composta da giochi di parole e molto, ma molto spesso riferimenti a personaggi politici e avvenimenti che chi è nato e cresciuto all’estero non può capire.

Inoltre, i programmi di approfondimento e documentari, ecc., sono stati ideati per il pubblico in Italia e quindi con il presupposto che il pubblico sappia già chi siano i personaggi e gli incidenti dei programmi e anche in questo caso il pubblico fuori d’Italia non ha modo capire del tutto le informazioni fornite. Senza dimenticare il vizio di esperti di utilizzare un linguaggio troppo specifico per coloro con una conoscenza limitata della lingua italiana.

 

Pubblico limitato

Perciò la RAI all’estero fornisce un servizio che è poco utile per una grande percentuale del suo potenziale pubblico internazionale, in modo particolare a quei paesi che ormai si trovano alla quinta generazione e oltre di discendenti di emigrati italiani.

Però, le nostre prime storie delle esperienze degli emigrati italiani hanno dimostrato che questa mancanza di capacità linguistica non impedisce la voglia dei figli e nipotini di voler conoscere le loro origini.

Sarebbe nell’interesse di tutti, a partire proprio dalla RAI, di fornire un servizio più capace di attirare un pubblico internazionale sempre più grande. Però, dobbiamo cambiare mentalità verso questa udienza e utilizzare mezzi che sarebbero impensabili per un pubblico puramente italiano.


Inoltre, fornire servizi indirizzati a questo pubblico avrebbe anche l’effetto di promuovere ogni aspetto della nostra Cultura, di tutti i livelli e quindi di incoraggiare queste nuove generazioni non solo a imparare la nostra lingua, ma anche a volere vedere il paese d’origine e quindi di fare crescere il nostro turismo e in quel modo dare un contributo sempre più consistente all’economia italiana.

 

Nuovi mezzi

Il primo mezzo che la RAI dovrebbe fornire, ora molto semplice grazie alle nuove tecnologie, è di introdurre i sottotitoli per i programmi trasmessi, particolarmente film, teleserie, documentari, ecc., in modo tale da renderli più “vendibili” al pubblico internazionale.

Direi ancora di più, che il pubblico dovrebbe avere la scelta di due versioni di sottotitoli, la prima ovviamente nelle lingua nazionale del paese di residenza di turno. La seconda versione, che già esistente per i non udenti e dunque facilmente fattibile per la RAI, è di sottotitoli in italiano per aiutare coloro con una conoscenza base della lingua, oppure chi lo studia, di poter sentire le pronunce e leggere le parole allo stesso tempo, un contributo importante per chi vuole imparare una lingua.

Infine, l’altro mezzo è naturalmente tramite internet e di nuovo con versioni nelle altre lingue. Pagine internet dedicate ai programmi, particolarmente film, documentari, teleserie, ecc., per permettere al pubblico di poter controllare facilmente quel che hanno visto alla televisione, oppure di informarsi dei dettagli prima di vedere programmi di particolare interesse.

Oggigiorno ci sono molti che fanno questi controlli in seguito a programmi d’interesse e un servizio del genere di nuovo incoraggerebbe un pubblico nuovo di voler sapere di più delle proprie origini.


 

Servizio

La RAI è un servizio pubblico, anzi, tramite i suoi canali internazionali è un mezzo fondamentale per diffondere e promuovere la nostra Cultura al grande pubblico internazionale.

Fino ad ora questo potenziale non è stato realizzato per il semplice motivo che si è concentrato su un pubblico limitato e non ha dato al pubblico di seconda, terza e oltre generazioni la possibilità di poter accedere ai programmi.

La RAI ha bisogno di questo pubblico, prima di tutto perché vorrebbe dire aumentare le possibilità di introiti, sia via pay tv che via la pubblicità di questi programmi. Ma ha bisogno di questo pubblico per poter svolgere i suoi ruoli più importanti, di informare il pubblico e di promuovere la nostra Cultura.

Se Mamma RAI vuole davvero aiutare e attirare i suoi nipotini all’estero deve entrare finalmente nel nuovo millennio e fornire un servizio degno della grandezza, in tutti i sensi, del suo potenziale pubblico internazionale.

 


di emigrazione e di matrimoni

Mamma RAI’s grandchildren

Mamma RAI’s grandchildren overseas do not have the linguistic skills and the knowledge of the parents’ and grandparents’ country of origin to understand properly what is transmitted in the programmes.

by Gianni Pezzano

 

Our state broadcaster RAI broadcasts in many countries and it is aimed at the Italian communities around the world. It is seen as a public service, even if in some countries people pay to see the programmes.

However, when considering RAI’s services overseas we must ask how well the administrators understand their public overseas and if they supply a service that is accessible, in more than one sense, to more than a small part of its potential international market of more than ninety million Italian migrants and their descendants.

This is not so much for purely technical reasons, but simply because Mamma RAI’s grandchildren overseas do not have the linguistic skills and the knowledge of the parents’ and grandparents’ country of origin to understand properly what is transmitted in the programmes.

 

Leonardo

In the early 1970s Australia state broadcaster the ABC transmitted “The Life of Leonardo” with Philippe Leroy in the role of the Renaissance’s genius. The programme was hugely successful to the point that it was repeated a number of times over the years. In fact, in 1971 the programme won the Golden Globe for outstanding Drama/Comedy – limited episodes and the French actor was nominated as best leading actor for his interpretation of Leonardo.

At the time the programme was an enormous surprise for us children of Italian migrants. In a country where school taught only the history of Australia, England and a little of other periods, but nothing about Italy except the Roman Empire, we had the chance to see and appreciate for the first time an important aspect of our cultural heritage. Every time the presenter interrupted a scene to explain a point we had another way to understand that our origins were much more important than what they let us to believe.

The main reason for our amazement is that the programme was not broadcast in Italian but dubbed in English. This let us understand fully what we would not have understood if it had been broadcast in Italian, as RAI now does overseas. The reason for this is simple, for many of my generation, born in the decades of the great waves of migration after the Second World War, we had little chance to formally learn our language. We spoke imperfect Italian, made up of Italian and/or dialect with the addition of some English words transformed into “Italian”.   With the subsequent generations the knowledge of Italian has lowered even more

We only have to consider the school I attended at the time, a Catholic college with a high percentage of Italian students. Despite these students the only languages available were Latin for the students considered “more intelligent”, and it is “strange” that there were always few Italians, and French. In fact, during the entire course at school, we only studied two novels that were not by English language authors, “The Stranger” by Albert Camus and “The Scarlet and the Black” by Stendhal, not incidentally both French.

 

Football

Decades later when RAI began transmitting in Australia, via a pay-TV network, many got it for the entertainment programmes and especially the football (soccer). Amongst the migrants programmes such as “La prova del cuoco” (The cook’s test) and variety shows had great success but were of little interest to the children of migrants and now their grandchildren and great grandchildren. Put simply, the programmes were and still are incomprehensible for the great majority of them.

If we consider Italian comedians, the comedy is based on plays of words and often, very often, on references to politicians and events that those born and raised overseas cannot understand.

Furthermore, in-depth programmes and documentaries, etc, are designed for the public in Italy and therefore with the premise that the audience already knows the people and incidents discussed in the programmes and even in this case the audience outside Italy does not have the means to understand the information supplied. Without forgetting the habit of experts of using a language that is too specialized for those with limited knowledge of Italian.

 

Limited audience

Therefore, overseas RAI supplies a service that is of little use for a great percentage of its potential international audience, especially in those countries that are now in their fifth and more generation of descendants of Italian migrants.

However, our first stories of the experiences of Italian migrants have shown that this lack of linguistic skill has not impeded the desire of children and grandchildren to want to know their origins.

It would be in everybody’s interest, beginning with RAI, to supply a service that is able to attract an increasingly bigger international audience. However, we much change our attitude towards this audience and use methods that would be unthinkable for a purely Italian audience.

Moreover, supplying services that address this audience would also have the effect of promoting every aspect of our Culture, at all levels, and therefore the encourage these new generations not only to learn our language but to also want to see the country of origin and therefore to make our tourism grow and in that was give an increasingly bigger contribution to Italy’s economy.

 

New means

The first means that RAI must supply, now very easy thanks to new technology, is to introduce subtitles for the programmes, especially films, series, documentaries, etc, in order to make them more “sellable” to the international audience.

I would say even more, the audience should have the choice between two versions of the subtitles. The first, obviously, is in the national language of each country of residence. The second version, which already exists for the hearing impaired and therefore easily done by RAI, is subtitles in Italian to help those with a basic knowledge of the language, or for those who study it, to enable them to hear the pronunciation and read the words at the same time, an important contribution to those who want to learn the language.

Finally, the other means would naturally be via internet and again with versions in the other languages with pages dedicated to the programmes, especially films, documentaries, series, etc, to allow the audience to look up the details before watching programmes of particular interest.

Today many viewers check up these details after programmes of interest and such a service would encourage the new audience to want to know more about their origins.

 

Service

RAI is a public service, in fact, through its overseas channels it is also an essentials means for distributing and promoting our Culture to the international audience.

Up till now this potential has not been realized simply because the focus has been on a limited audience and the second, third and other generations have not been given the chance to access the programmes.

RAI needs this audience, firstly because it would want to increase the possibility of income, by both pay-TV and advertising on these programmes. But is also needs this audience to be able to carry out its most important tasks, to inform the public and to promote our Culture.

If Mamma RAI wants to help and attract its grandchildren overseas it must finally enter the third millennium and supply a service worthy of the size of its potential international audience.

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