“I muretti a secco” dichiarati Patrimonio dell’Umanità, bellezza e tradizione anche siciliana.

By 30 novembre 2018Ambiente & Turismo

L’arte di utilizzare singole pietre incastrate le une sulle altre, senza l’utilizzo di malte e leganti, per creare pezzi di architettura rurale unicie strumenti di prevenzione da calamità naturali ed erosioni patrimonio anche in Sicilia.

di Francesca Garofalo


Una tradizione trasmessa di generazione in generazione, che non richiede l’utilizzo di materiali pregiati ma di strumenti grezzi, è l’abilità di costruire muretti a secco. Le sue origini nel bacino del Mediterraneo si diffondono con la colonizzazione greca, utilizzati come protezione per le colture di ulivo e vite dalle greggi e dai furti. Lavoro certosino svolto dai contadini, l’arte del muretto a secco è stata dichiarata dall’Unesco, con annuncio sulla pagina twitter, Patrimonio mondiale dell’Umanità.Ben otto Paesi europei insieme all’Italia hanno presentato la loro candidatura: Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera.“L’arte del ‘Dry stonewalling‘- spiega l’Unesco nella motivazione-  riguarda tutte le conoscenze collegate alla costruzione di strutture di pietra ammassando le pietre una sull’altra, non usando alcun altro elemento tranne, a volte, terra a secco. Le strutture a secco sono sempre fatte in perfetta armonia con l’ambiente e la tecnica esemplifica una relazione armoniosa fra l’uomo e la natura. La pratica viene trasmessa principalmente attraverso l’applicazione pratica adattata alle particolari condizioni di ogni luogo”. I muri a secco rivestono anche un ruolo importante per la prevenzione delle slavine, delle alluvioni, delle valanghe, nel combattere l’erosione e la desertificazione delle terre,migliorando la biodiversità e creando le migliori condizioni microclimatiche per l’agricoltura.Una ricchezza che oltre a la Valtellina; la Costiera amalfitana; Pantelleria; le Cinque terre; il Salento; la Valle d’Itria; coinvolge anche la Sicilia conil paesaggio rurale degli Iblei ricco di antiche masserie, le pendici dell’Etna ed il Siracusano.

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