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Diritti umani

I diritti delle donne in Europa. Tutto cominciò con il sacrificio di Olympe de Gouges

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L’Europa non ha ancora espresso un’effettiva Parità dei Diritti in ogni Stato membro dell’Unione, dato che le politiche da attuare subito devono essere costanti ed efficaci in tutti i 28 Paesi membri dell’ UE, il cui motto è “ Unità nella Diversità”.

Di Maricia Bagnato Belfiore

Pres. Commissione Donne e Pari Dignità Lidu onlus

Noi volontari dei Diritti Umani abbiamo il dovere di far promuovere ogni possibilità di equivalenza dei diritti tra donne ed uomini,non solo in Italia, ma in tutta Europa.

Proprio per questo, dobbiamo denunciare che in questo momento difficile per tutti, l’Unione Europea è rimasta un passo indietro nei confronti dei Diritti delle Donne, oltre che dei Diritti Umani nella loro complessità di genere.

In effetti l’UE non ha colto a pieno l’opportunità, molto importante, di rafforzare, con emendamenti e risoluzioni, la protezione dovuta alle donne ed ai loro Diritti, espressi dalla Carta di Nizza (2000/2007)dal  Trattato di Lisbona (2007/2009) e dalla Convenzione di Istanbul(2011/2014)

Su questo tema, Federica Mogherini, Alto Rappresentante europeo per le relazioni estere e la politica di sicurezza, ha sottolineato che  “ non c’è Sicurezza senza il rafforzamento dei Diritti Umani, anzi è molto necessaria una loro maggiore diffusione per un’ulteriore protezione della società civile “.

La Giurisprudenza, legata ai Trattati sopra citati, ha creato un buon sistema di garanzie presso due Organismi competenti per i Diritti delle Donne : la Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU-1959)con sede a Strasburgo,  e la Corte di Giustizia  dell’Unione Europea (CGUE_1952) con sede in Lussemburgo.

Nonostante l’alto prestigio delle sedi giuridiche menzionate, l’Europa non ha ancora espresso un’effettiva Parità dei Diritti in ogni Stato membro dell’Unione , dato che le politiche da attuare subito devono essere costanti ed efficaci in tutti i 28 Paesi membri dell’ UE, il cui motto è “ Unità nella Diversità”. Queste politiche, in effetti, devono e dovranno intersecarsi  con la cultura, le tradizioni e le religioni del continente.

Sembra incredibile che oggi, nel 2018, la Parità sia quasi un sogno irrealizzabile in tutta l’Europa, dove nel 18°sec. ha avuto origine la Storia dei Diritti delle Donne, che hanno avuto come fonte la “Dichiarazione dei Diritti della Donna  e della cittadina” di Olympe de Gouges,autrice di un testo giuridico francese,pubblicato nel settembre 1791(due anni dopo la rivoluzionaria “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino” del 26 agosto 1789 ) comprendente anche la piena assimilazione legale, politica e sociale delle donne,  che non avevano diritto di voto né accesso alle istituzioni ed alle libertà professionali, ai diritti di possedimenti ed altro.

Olympe de Gouges criticò la Rivoluzione Francese per aver dimenticato le donne nel suo “Progetto di Libertà e Parità per madri e figlie”, rappresentanti della Nazione respinte a costituirsi nell’Assemblea Nazionale, al fine di impedire che la Dichiarazione fosse adottata ufficialmente. Olympe de

Gouges pagò,infine, il suo coraggioso tentativo di cambiare il corso della Storia: Robespierre la fece ghigliottinare per “aver dimenticato le virtù che convengono al suo sesso “ ed “essersi immischiata nelle cose della Repubblica” .

Oggi siamo in una situazione diversa dai tempi di Olympe  grazie all’evoluzione della Storia ed all’azione pressante  delle ONG –Organizzazioni Non Governative- e dell’ONU  con tutte le sue Agenzie, che hanno sancito che politica e diritti umani possono convivere aiutandosi a vicenda. Eppure, nonostante tutte le battaglie politiche condotte  per l’affermazione e la tutela dei Diritti delle Donne, si nota che l’Europa, composta da Stati soltanto democratici, non sa ascoltare le “grida di aiuto” di donne ed uomini che, ormai, dovrebbero avere parità e dignità reciproche.

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