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Hunters, dalla banalità alle macchiette- Hunters, from banality to caricatures

By 28 Febbraio 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Hunters, dalla banalità alle macchiette

In questi giorni la Pay-TV di Amazon Prime ha rilasciato una serie televisiva che da una nuova interpretazione a un tema delicato e orribile e invece lascia perplessi perché il messaggio può essere interpretato in modo sbagliato con potenziali effetti pericolosi.

La fantastoria è un legittimo ramo della letteratura, il cinema e la televisione, però, quando tratta certi temi dolenti, rischia di aprire porte che sarebbe meglio lasciare chiuse, oppure di trivializzare il ruolo di certi personaggi del passato che vorremmo dimenticare, ma abbiamo il dovere di ricordarli, non per onorarli, anche se meritano l’oblio assoluto, bensì per assicurare che non ripetiamo gli errori del passato perché pensiamo siano capitoli chiusi.

In questi giorni la Pay-TV di Amazon Prime ha rilasciato una serie televisiva che da una nuova interpretazione a un tema delicato e orribile e invece lascia perplessi perché il messaggio può essere interpretato in modo sbagliato con potenziali effetti pericolosi.


Inoltre, annunci non solo di questa settimana ma anche degli ultimi anni hanno messo in risalto il pericolo del ritorno di una faccia del passato che molti di avremmo voluto fosse sparita per sempre e ora ci troviamo con la sua ombra che vorrebbe darsi un nuovo posto nel mondo.

Per insegnare davvero la Storia l’onestà deve essere un’arma potente e se cerchiamo di offuscare o di esagerare quel che diciamo rischiamo per rendere certi episodi più vulnerabili a coloro che cercano di negare uno degli episodi più tragici della Storia di noi esseri umani.

La caccia

Ho impegnato un giorno per capire perché la nuova serie dell’Amazon Prime “Hunters” (Cacciatori) mi ha turbato. In fondo il tema di cercare i nazisti responsabili per la Shoah non è nuovo, ma il modo con cui i produttori l’hanno realizzato potrebbe avere effetti inattesi e anche pericolosi nel mondo d’oggi.

Qualsiasi film o programma con Al Pacino è d’interesse e nel suo primo programma televisivo in più quasi 50 anni è davvero bravissimo nel suo ruolo di Meyer Offerman, il capo della banda di cacciatori. Però “Hunters” tratta maldestramente il fattore principale della trama, la Shoah che vide la morte atroce di quasi dieci milioni di persone, sei milioni dei quali ebrei da quasi tutti i paesi europei coinvolti nella Seconda Guerra Mondiale, Italia inclusa.

Devo ammettere che il programma ci fa capire benissimo un dettaglio di quell’orrore  della macchina di morte dei lager di sterminio. In quelle scene capiamo in modo inequivocabile quel che Prima Levi visse sulla propria pelle e che diede il titolo al suo capolavoro basato sulle proprie esperienze nel lager “Se questo è un uomo”. I boia dei lager, uomini e donne, sin dal primo momento dell’arrivo delle vittime cancellarono l’identità personale delle loro vittime, con i numeri tatuati sul braccio, con la separazione delle famiglie e infine, dopo la morte, con lo sfruttamento dei loro resti e delle cose di loro possesso per motivi puramente economici come facciamo con qualsiasi animale. Così, le vittime diventarono quel che Hitler definiva “Untermenschen” (Sub-umani) e diventò più facile poterli sterminare e utilizzare i loro resti e possessedimenti per fornire soldi per la macchina da guerra tedesca.

Purtroppo, questo aspetto positivo dal programma è stato rovinato dal trattamento dei responsabili degli stermini. In quasi ogni scena sono stati interpretati come “macchiette”, oppure in modo farsesco, come per prendere in giro chi ebbe le mani e anime macchiate da sangue. Difatti, questi “personaggi” non erano macchiette o figure buffe, erano uomini e donne banali che compierono atti atroci su milioni di esseri umani, ebrei, dissidenti politici, omosessuali, cristiani dissidenti e le altre categorie timbrate da pezzetti di stoffa colorati per poter capire il “reato” che li condannò alla morte.

Uomini piccoli

Come scrisse Hannah Arendt durante il processo ad Adolf Eichmann , uno dei maggiori responsabili di quel che definirono in modo ascetico “la Soluzione Finale”. Era un uomo banale che nessuno avrebbe notato nella vita. Persino Heinrich Himmler, il vero progettista della “Soluzione” per realizzare il sogno di di sterminio di Hitler, era un allenatore di polli fallito prima di seguire la strada politica del Fuhrer.

Ed è questo aspetto del programma che mi ha dato un vero senso di disagio. Nell’esagerare le azioni dei responsabili degli orrori, nell’inventare crimini all’umanità come in una scene terribile della serie, nel farli sembrare macchiette e/o personaggi goffi, rendiamo il lavoro più facile per coloro che da decenni cercano di negare la verità storica della Shoah.

Ogni giorno sui social vediamo pagine e post di chi ha “nostalgia” per gli ingegneri della morte che seminarono morte in tutta l’Europa. Vediamo partiti politici in Italia e molti paesi, europei e non, che più o meno apertamente non solo negano la Shoah, ma sempre più spesso richiamano il ritorno del Nazismo e i suoi programmi più estremi. Infatti, come vediamo sotto, nel 2017 a Charlottesville, VA negli Stati Uniti gruppi di supremisti bianchi sventolavano la bandiere neonaziste e mostravano “orgogliosamente” tatuaggi con simboli nazisti e persino sfilavano gridando due detti dell’epoca hitleriana: “Sangue e terra” e “Gli ebrei non ci rimpiazzeranno”.

Poi, la mattina dopo aver finito di vedere la serie televisiva una notizia dall’Australia ha dimostrato che questi pensieri non sono chimere, ma una verità che i servizi di sicurezza di molti paesi occidentali gridano da tempo.

 

Avviso

Lunedi mattina Mike Burgess, il Capo dell’ A.S.I.O., l’Organizzazione di Sicurezza ed Intelligenza dell’Australia, nel suo rapporto annuale ha messo in risalto il pericolo dei “pazzi della destra estrema” che l’organizzazione considera la minaccia terroristica più grande al paese, insieme alle minacce terroristiche dei fondamentalisti islamici.

Questi si radunano regolarmente per esercitare con le armi, sono sempre più coinvolti in proteste contro immigrati e le altre “razze” e quel che loro considerano un “pericolo alla razza bianca”. Questo si vede regolarmente sui social, non solo sulle loro pagine ma anche nei loro interventi su dibattitti politici sulle pagine dei giornali principali e anche di politici, ecc., che considerano “traditori alla patria”.

Un esempio di questo atteggiamento si è trovato in seguito alla strage della moschea a Christchurch in Nuova Zelanda quasi un anno fa, compiuto da un suprematista bianco australiano che l’ha trasmessa dal vivo sui social. Le sue azioni non solo sono state festeggiate dagli estremisti di destra e i suprematisti bianchi, ma ora dicono apertamente che le sue sono azioni da ripetere contro le “altre razze”. Non è stato un caso che Mike Burgess riferisse specificamente a questo caso nel suo rapporto.

Dopo aver letto i commenti di Burgess ho fatto una ricerca di avvisi simili in altri paesi e ho trovato commenti quasi identici negli anni recenti dai servizi di sicurezza di tutti i paesi economicamente avanzati come gli Stati Uniti, Gran Bretagna, Norvegia e persino al Germania.

Questi non sono pericoli teoretici perché in molti paesi abbiamo visto altre stragi da allora da chi cercava di emulare l’assassino di Christchurch.

Perciò dobbiamo stare attenti come presentiamo la Storia prima per non dare a questi estremisti le opportunità di negare gli orrori che considerano azioni politiche e poi perché una parte della soluzione deve essere l’educazione in modo chiaro e diretto.

La Storia e K.I.S.S.

 Fin troppo spesso la Storia è vista come una serie noiosa di date e luoghi invece di un modo per imparare il nostro passato e per capire come si è formato il mondo d’oggi e programmi e libri come “Hunters” con le loro interpretazioni semplicistiche dei responsabili degli orrori diminuisce l’impatto di queste azioni.

Allora, nell’insegnare la Storia dobbiamo tenere ben in mente un concetto che molti addetti dell’informatica conoscono, il principio K.I.S.S. L’acronimo di Keep It Simple Stupid ( “Mantienilo semplice, stupido”) ci spiega che se insegniamo in modo semplice e diretto un fatto storico sarà più semplice capire come anche i motivi e le eventuali conseguenze di questi episodi.

Quasi tutti vogliono una vita tranquilla, ma questo non è possibile con gli estremismi politici e anche religiosi, di qualsiasi genere. Quindi abbiamo l’obbligo di bloccare ogni tentativo di coloro che vorrebbero ripercorrere di nuovo strade che hanno già portato a tragedie.

Purtroppo, anche riconoscendo le buone intenzioni dei produttori, produzioni come “Hunters” rendono questo lavoro ancora più difficile e quindi rendono più facile il lavoro per i fomentatori d’odio.

Certo, dobbiamo parlare di quel che è successo nel passato, ma in modo chiaro e soprattutto onesto e non in modo leggero. La Storia si serve con l’onestà e l’unico modo vero per ricordare le vittime della Shoah è di assicurare che non succederanno più.

E noi abbiamo la responsabilità di assicurare che sarà così. Con onestà storica.

 

di emigrazione e di matrimoni

Hunters, from banality to caricatures

In the last few days Amazon Prime’s Pay-TV released a TV series that is a new interpretation of a delicate and horrifying issue and instead it left me perplexed because the message can be interpreted in the wrong way with potential dangerous effects.

Historical fiction is a legitimate branch of literature, cinema and television, however, when it deals with certain painful issues it risks opening doors that are better left closed or to trivialize the role of certain people of the past that we would like to forget but we have an obligation to remember, not to honour them, even if they deserve to be forgotten, rather to ensure that we do not repeat mistakes from the past because we think these chapters are closed.

In the last few days Amazon Prime’s Pay-TV released a TV series that is a new interpretation of a delicate and horrifying issue and instead it left me perplexed because the message can be interpreted in the wrong way with potential dangerous effects.

Furthermore, announcements not only this week but also in recent years have put into the spotlight the return of a face from the past many of us wished had disappeared forever and now we find ourselves with its shadow that would like to find a new place in the world.

We must have a powerful weapon in order to teach history, honesty, and if we try to hide or to exaggerate what we say we risk making certain chapters more vulnerable to those who try to deny one of the most tragic chapters of human history.

The hunt

It took me a day to understand whey Amazon Prime’s new Pay-TV series “Hunters” troubled me. The basic theme to looking for the Nazis responsible for the Holocaust is not new but the way with which the producers created it could have unexpected and even dangerous consequences for today’s world.

Any film or programme with Al Pacino is interesting and in his first TV programme in almost 50 years he is truly excellent in the role of Meyer Hofferman, the head of the band of hunters. However, “Hunters” deals clumsily with the main aspect of the storyline, the Holocaust that saw the horrible death of almost ten million people, almost six million of them Jews from almost all the Europe countries involved in World War Two, including Italy.

I must admit that the programme let us understand very well one detail of the horror of the killing machine that was the extermination camps. In those scenes we understand unequivocally what Primo Levi experienced personally and that gave the title of his masterpiece “Se questo è un uomo” (If this is a man). The executioners of the camps, men and women, from the first moment of arrival of the victims cancelled their personal identity with the numbers tattooed on their arms, with the separation of the families and finally, after their death, with the exploitation of their remains and possessions for purely economic reasons as we do with any animal. So the victims became what Hitler defined as “Untermenschen” (Sub-humans) and it became easier to be able to exterminate them and to use their remains and possession to supply money to the German war machine.

Unfortunately this aspect of the programme was ruined by its treatment of those responsible for the massacres. In almost every scene they were interpreted as “caricatures” or in a farcical way as though to mock those whose hands and souls were stained with blood. In fact these “characters” were not caricatures or funny figures, they were banal men and women who carried out horrifying acts on millions of human beings, Jews, political dissidents, homosexuals, dissident Christians and the other categories branded by the small pieces of coloured cloth to understand the “crime” that condemned them to death.

Small men

As Hannah Arendt wrote during the trial of Adolf Eichmann, one of the main people responsible for what they defined in an ascetic way the “Final Solution”. He was a banal man that nobody would have noticed in life. Even Heinrich Himmler, the true architect of the “Solution” to make Hitler’s dream of the extermination come true, was a bankrupt chicken farmer before taking the Fuhrer’s political road.

And this was the aspect of the programme that made me a true sense of unease. In exaggerating the actions of those responsible for the horrors, in inventing crimes of humanity like one terrible scene in the series, in making them seem caricatures and/or funny characters, we make the work easier for those who, for decades, have been trying to deny the historical truth of the Holocaust.

Every day in the social media we see pages and posts of those who feel “nostalgia” for the engineers of death who sowed death in all of Europe. We see political parties in Italy and many countries, European and non-European, that more or less openly not only deny the Holocaust but more and more often call for the return of Nazism and its more extreme plans. In fact, as we see below, in 2017 in Charlottesville, VA in the United States groups of white supremacists waved the Nazi flag and “proudly” showed tattoos with Nazi symbols and even paraded chanting mottos from Hitler’s years: “Blood and Land” and “Jews will not replace us”.

And then, the morning after I finished watching the television series, news from Australia showed that these thoughts are not illusions but a truth that the security services of many western countries have been yelling for some time.

 

Warned

On Monday morning Mike Burgess, chief of A.S.I.O., the Australian Security and Intelligence Organization, highlighted in his annual report the danger of the “rightwing lunatics” that the organization considers the country’s greatest threat, together with the terrorist threat from Islamic fundamentalists.

These groups gather regularly to train with weapons, are always involved in protests against migrant and other “races” and what they consider a “danger to the white race”. We see this regularly on the social media, not only on their pages but also in their interventions on political debates on the pages of the main newspapers and also politicians, etc., who they consider “traitors to the country”.

One example of this behaviour followed the massacre of the mosque in Christchurch in New Zealand almost a year ago by an Australian white supremacist who broadcast it live on the social media. His actions were not only celebrated by the rightwing extremists and the white supremacists but now they openly speak of repeating his actions against the “other races”. It was no coincidence that Mike Burgess specifically referred to this incident in his report.

After having read Burgess’ comments I searched for similar warnings in other countries and I found almost identical comments in recent years by security services in all the economically advanced countries such as the United States, Great Britain, Norway and even Germany.

These are not theoretical dangers because in many countries since then we have seen other massacres who tried to emulate the Christchurch murderer.

Therefore we have to be careful how we present history, firstly in order not to give these extremists the opportunity to deny horrors they consider political actions and secondly because a part of the solution must be educating clearly and directly.

History and K.I.S.S.

All too often history is seen as a boring sequence of dates and places instead of a way of learning our past and to understand how today’s world was formed and programmes and books such as “Hunters” with their simplistic interpretations of those responsible for the horrors diminishes the impact of these actions.

So, when teaching history we must bear well in mind a concept known by many experts of IT, the K.I.S.S. principle. Keep It Simple Stupid explains that if we teach a historically fact simply and directly it will be easier to also understand the motives and the subsequent consequences of these chapters.

Almost everybody wants a peaceful life but this is not possible with political and almost religious extremists, of almost any type. Therefore we have an obligation to block any attempts by those who would like to take the road that has already led to tragedies once again.

Unfortunately, even recognizing the producers’ good intentions productions such as “Hunters” make this job even harder and therefore make work even easier for the hate mongers.

Of course, we must talk about what happened in the past but clearly an especially honestly and not lightly. History is served with honesty and the only true way to remember the victims of the Holocaust is to ensure that it will not happen again in the future.

And we have the responsibility of ensuring this will be so. With historical honesty.


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