Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto


Nel 2005, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 27 gennaio come Giornata della Memoria, tuttavia questa data è stata ufficialmente commemorata in Germania solo al 1996. Il monito di Mattarella alle generazioni future

di Michele Marzulli

Sia a Buchenwald, a Dachau che a Sachsenhausen, il 27 Gennaio è un’occasione solenne che attira molti visitatori a siti di terrore e orrore nazista.  Nel quartiere Mitte di Berlino l’ Holocaust Memorial (Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa ) è aperto da questa Domenica, come lo è tutti i giorni per i visitatori provenienti da tutto il mondo. Il vasto memoriale di cemento serve come un richiamo alla sofferenza dei sei milioni di ebrei sterminati dai nazisti. Ma la celebrazione, organizzata dalla fondazione che sovrintende il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa, si svolgerà presso un monumento molto più piccolo vicino: Il Memoriale alle vittime Sinti e Rom del nazionalsocialismo. C’è anche un ricordo silenzioso presso il Memoriale agli omosessuali perseguitati sotto il nazismo nel parco Tiergarten di Berlino.


Ogni anno, il 27 gennaio, i milioni di vittime del regime del terrore nazionalsocialista (1933-1945) sono ricordate, con concerti commemorativi, interviste a testimoni contemporanei o visite guidate dei luoghi della memoria. La data segna anche la liberazione di Auschwitz, il più grande campo di concentramento nazista, dalle truppe sovietiche nel 1945.

Oggi ci sono circa 300 luoghi della memoria, pietre commemorative o placche in autentici luoghi dell’Olocausto in Germania. Oltre 2,5 milioni di persone hanno visitato gli ex campi di concentramento lo scorso anno. Nel 2018, quasi tutti i servizi hanno registrato un numero costante o in aumento di visitatori.

I più grandi ex campi di concentramento in Germania continuano ad essere mete importanti per visitatori provenienti da tutto il mondo. Il campo di concentramento di Dachau, fuori Monaco di Baviera, ha ricevuto 900.000 visitatori nel 2018. Un numero record.

Il Sachsenhausen nord memoriale di Berlino ha segnalato un aumento di oltre 700.000 visitatori. Con 500.000 visitatori, il Buchenwald Memorial nei pressi di Weimar ha registrato un forte incremento al punto che  l’impianto ha raggiunto i suoi livelli massimi di visitatori.

Attraverso questa commemorazione viene ribadito l’impegno a continuare instancabilmente gli sforzi per preservare, in Europa e nel mondo, una società basata su valori comuni di democrazia e di diritti umani.

Secondo Josef Schuster, presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, “la mancanza di conoscenza storica e la mancanza di empatia con le vittime della Shoah conduce all’indifferenza“, sottolineando che gli eventi in memoria dell’olocausto ebraico servono ad inviare un segnale chiaro contro tale indifferenza e l’ignoranza.

Gli fa eco Timo Soini, Presidente del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa e Ministro degli affari esteri della Finlandia.

“Il ruolo della commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto è quello di incidere sulle menti delle generazioni più giovani gli insegnamenti tratti da questi tragici eventi e per assicurarsi che ognuno di noi resti vigile per aiutare a prevenire le manifestazioni di intolleranza e di incitamento all’odio che può portare ad atti di genocidio. Questo giorno ci deve ispirare per onorare le vittime e i sopravvissuti della Shoah, ma anche ricordarci che in nome dell’ideologia, l’essere umano è capace del meglio nel peggio.”

Dall’Italia, la voce più limpida ed autorevole rimane la voce del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.


“Ancora oggi ciò che ci interroga e sgomenta maggiormente, di un mare di violenza e di abominio, sono la metodicità ossessiva, l’odio razziale divenuto sistema, la macchina lugubre e solerte degli apparati di sterminio di massa, sostenuta da una complessa organizzazione che estendeva i suoi gangli nella società tedesca. Tutte le vittime dell’odio sono uguali e meritano uguale rispetto. Ma la Shoah – per la sua micidiale combinazione di delirio razzista, volontà di sterminio, pianificazione burocratica, efficienza criminale – resta unica nella storia d’Europa.”

Secondo il nostro Presidente: ”Anche in Italia questo folle e scellerato processo di riduzione delle persone in oggetti fu attuato con consapevolezza e determinazione. Le leggi razziali – che, oggi, molti studiosi preferiscono chiamare “leggi razziste”- rappresentano un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagina infamante della nostra storia. Ideate e scritte di pugno da Mussolini, trovarono a tutti i livelli delle istituzioni, della politica, della cultura e della società italiana connivenze, complicità, turpi convenienze, indifferenza. Con la normativa sulla razza si rivela al massimo grado il carattere disumano del regime fascista e si manifesta il distacco definitivo della monarchia dai valori del Risorgimento e dello Statuto liberale. La Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza, si è definita e sviluppata in totale contrapposizione al fascismo. La nostra Costituzione ne rappresenta, per i valori che proclama e per gli ordinamenti che disegna, l’antitesi più netta. L’indicazione delle discriminazioni da rifiutare e respingere, al suo articolo 3, rappresenta un monito. La Repubblica italiana, proprio perché forte e radicata nella democrazia, non ha timore di fare i conti con la storia d’Italia, non dimenticando né nascondendo quanto di terribile e di inumano è stato commesso nel nostro Paese, con la complicità di organismi dello Stato, di intellettuali, giuristi, magistrati, cittadini, asserviti a una ideologia nemica dell’uomo”.

Parole illuminate, parole di buon senso del nostro Presidente della Repubblica, mentre in Italia viene impedito ai disperati l’accesso ai porti e vengono organizzati treni e pullman speciali per “redistribuire” sul territorio italiano i migranti arrivati sulle nostre coste, in centri di accoglienza destinati alla detenzione.

Ma forse avere memoria non basta, serve coscienza.

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