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Gilda: il progetto dal nome rinascimentale che forma le donne al futuro

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Gilda progetto di empowerment per le donne in sicilia
Tempo di lettura: 3 minuti

Gilda, il progetto di empowerment femminile di Palermo che forma le donne dai 18 ai 50 anni che vogliono far sentire la propria voce nel mondo del lavoro e mettersi in gioco con nuove abilità. Monica Guizzardi, Key Account Manager del progetto ci parla nel dettaglio di questa iniziativa gratuita dal nome rinascimentale.

Un nome che incarna un periodo storico lontano, di antiche associazioni di mestiere e, al contempo, ingloba il rinnovamento nel presente: è Gilda. Vessillo per donne che vogliono essere parte attiva nel mondo del lavoro. Un progetto di empowerment femminile nato a Palermo nel 2023 e sostenuto dal Fondo Repubblica Digitale (volto a ridurre il divario di competenze digitali delle donne in Sicilia e alla creazione di giovani talenti al femminile nei settori dell’e-commerce, del marketing digitale/lead generation del crowdfunding/fundraising).

Sostenuto dai partner ITS Academy Nuove tecnologie della vita Alessandro Volta, Guilds 42, Fondazione Hora, APS La Linea della Palma e Confindustria Sicilia, Gilda è rivolto alle donne siciliane dai 18 ai 50 anni in cerca di opportunità lavorative, che sia una prima esperienza o una riqualificazione. 

Il progetto, inoltre, prevede anche il coinvolgimento delle imprese del territorio desiderose di crescere nel digitale, che vogliono formare le proprie risorse interne con una metodologia agile e asincrona oppure desiderano fare scouting di risorse formate.  

Il nome emblematico, Gilda, si ispira «Alle botteghe attive del Rinascimento – dice Monica Guizzardi, Key Account Manager di Gilda –  dove il mastro di bottega insegnava i mestieri d’arte. Una metafora applicata ai nostri tempi, dove le gilde sono le nostre donne che si formano, apprendono un mestiere e stanno in bottega, perché alla fine dello sviluppo competenze fanno anche project work. Un periodo in “bottega” per imparare il mestiere ed essere poi inserite nel mercato del lavoro».  

Alcune Gilde durante una sessione di formazione dal vivo

Una formazione gratuita che riguarda 120 donne, di cui 70 da inserire nel mondo del lavoro, e avviene con dei mentori esperti di digital su tre ambiti: digital marketing, ecommerce e fundraising (pensata per le associazioni che devono fare raccolta capitali o crowdfunding). Ma tutto parte dalla candidatura delle donne del futuro che devono avere attitudine, interesse o competenze base nel mondo digitale.

All’invio dei dati personali, segue il colloquio di selezione presso Epyc, spazio di coworking a Palermo con ludoteca disponibile per le mamme. Qui, viene presentato il progetto e vengono testate alcune competenze. 

La formazione, invece, è da remoto con un percorso suddiviso per ore: 

  • 104 per l’e-learning asincrono; 
  • 6 di webinar d’approfondimento in modalità sincrona; 
  • 16 di formazione di gruppo in aula (soft skill);
  • 120 di formazione on the job sincrona e asincrona in “botteghe digitali”. 

Alla fine del percorso vengono rilasciate delle certificazioni internazionali erogate da enti come Google, Meta o Blueprint «spendibili immediatamente nel mondo del lavoro; plus che differenzia questo progetto da tante altre iniziative».

Successivamente, è previsto il project work di 6 settimane insieme a un’azienda, con cui decidere un obiettivo da raggiungere. Una volta raggiunto, alla fine del percorso, l’azienda deciderà se applicarlo e inserire, poi, le gilde nel proprio ambiente di lavoro.  

Attualmente, il progetto è diviso in gruppi: uno che ha cominciato la formazione a dicembre 2023 e sta terminando il project work; un altro delle selezioni di febbraio che sta concludendo la parte formativa e andrà in azienda con la bottega digitale entro i primi di giugno; l’ultimo delle selezioni finali, aperte ancora fino a maggio. 

Durante tutto il percorso, a fare la differenza sono la motivazione, lo studio e l’acquisizione di competenze, tra i fondamenti di Gilda per un futuro vincente sia per le donne, sia per le aziende del territorio che le sceglieranno.

«Già conclude Monica – stiamo avendo un riscontro positivo nella parte del project work. Speriamo di avere aziende che sono pronte a scommettere e attuare con le nostre donne un inserimento lavorativo».

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