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Arte & Cultura

Giancarlo Dimaggio “L’illusione del narcisista”

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Tempo di lettura: 2 minuti

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Cosa hanno in comune Tony Stark, Miranda Priestly, Frank Underwood e Tywin Lannister? Qualcuno li chiama narcisisti

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Non passano la maggior parte del tempo a sentirsi il re del mondo. Lo sognano, ma lo sperimentano così di rado. Li chiamiamo narcisisti, aspirano alla grande vita e invece passano la maggior parte del tempo tra rancore perché gli altri non li riconoscono, rabbia perché sentono chi li circonda come bastoni tra le ruote, disprezzo per un mondo che non li appaga mai. E, stabilmente, un senso strisciante di vuoto, noia, che la vita pulsante, se esiste, abita altrove. Questa è una descrizione della personalità narcisistica, di come si riconosce, di che significa essere un narcisista e relazionarsi con un narcisista. Esempi illustri: Tony Stark/Iron Man, Miranda Priestly da Il Diavolo veste Prada. E la loro controparte maligna: Frank Underwood e Tywin Lannister, crudeli, spietati, manipolatori. E il narcisista perdente, soccombente, che vive in attesa di un’attenzione che non arriva mai, solo perché sceglie di nascondersi nell’ombra. E poi protesta perché nessuno lo viene a cercare. Alla fine un tentativo di mostrare come si esce dal narcisismo, rinunciare alla ricerca della gloria e scoprire la sensorialità dell’esistenza. Il rigore scientifico di un saggio ma lo stile di un romanzo. Il narcisista viene alla luce senza il filtro del linguaggio tecnico. Se ne vede la parte più spietata e la vera natura: quel misto di passività, bisogno continuo di conferme e la dannazione di non avere mai avuto in dono il diritto a esistere davvero.

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