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Francia, Pellegrino (Fd’I): Italia sbeffeggiata nuovamente da dottrina Mitterand

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Lo sdegno e la denuncia di Cinzia Pellegrino, coordinatore nazionale del Dipartimento tutela vittime di Fratelli d’Italia, dopo il no della Corte di Cassazione francese all’estradizione dei brigatisti italiani.

“La Francia si appella ai diritti umani, ma oltraggia quegli stessi diritti per chi barbaramente ucciso non ottiene giustizia a distanza di più di 50 anni”.

“Oggi la Corte di Cassazione francese ha ribadito il no all’estradizione dei brigatisti italiani arrestati nel 2021, confermando l’inaccettabile posizione della dottrina Mitterand che per lungo tempo ha consentito a questi terroristi di vivere in libertà come se nulla fosse accaduto.

I 10 brigatisti avrebbero dovuto invece essere consegnati all’Italia, senza se e senza ma” lo scrive in una nota Cinzia Pellegrino, coordinatore nazionale del Dipartimento tutela vittime di Fratelli d’Italia.

Cinzia Pellegrino, coordinatore nazionale del Dipartimento tutela vittime di Fratelli d’Italia

Tra loro Giorgio Pietrostefani, condannato a 22 anni per essere stato tra i mandanti dell’omicidio del commissario Luigi Calabresi, e poi Roberta Cappelli e Marina Petrella, condannate all’ergastolo così come Sergio Tornaghi e Narciso Manenti, quest’ultimo con una condanna all’ergastolo per l’omicidio dell’appuntato dei carabinieri Giuseppe Gurrieri, assassinato a Bergamo nel 1979.

Una sentenza che ancora una volta beffa la giustizia italiana ed impedisce di restituire alle famiglie vittime di assassinii terroristici almeno una giusta pena per la gravissima perdita subìta ormai troppi anni addietro.

“Uccidere giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, magistrati, docenti universitari, imprenditori, ma anche molti uomini comuni, con il solo scopo di diffondere il terrore non può essere considerato un semplice “sbaglio”, poi coperto da una insostenibile difesa della Magistratura francese legata ai diritti umani e alla privacy degli assassini” – continua nella nota stampa Cinzia Pellegrino –  “Si tratta di terroristi che si sono macchiati di efferati delitti e che con il beneplacito della Francia non solo non hanno scontato un giorno di carcere, ma addirittura hanno costruito una nuova vita e messo su famiglia. La Francia si appella ai diritti umani, ma oltraggia quegli stessi diritti per chi barbaramente ucciso non ottiene giustizia a distanza di più di 50 anni.

Chi ha commesso atti terroristici e stragi con fini eversivi deve scontare la pena e pagare il proprio conto con la Giustizia” – conclude Pellegrino con decisione ma anche sdegno ed amarezza per l’esito che ancora una volta stravolge i familiari delle vittime.

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