Connect with us

Arte & Cultura

Francesca Saveria Chindamo e il tema delicato della perdita in E poi viene il sole

Pubblicato

il

Tempo di lettura: 2 minuti

Torna il romanzo psicologico con Francesca Saveria Chindamo, autrice esordiente, nella rassegna “Un libro al mese. Visti da Vicino” per Vibo Valentia Capitale Italiana del Libro 2021.

di Alessandro Cammareri

E poi viene il sole, questo è il titolo del romanzo di esordio di Francesca Saveria Chindamo, con prefazione di Barbara Alberti.

Il romanzo ha per protagonista uno psichiatra che “perde” il figlio all’età di tre anni. Una distrazione, un attimo, una sparizione inspiegabile. Una morte senza morte che lo porterà a vivere in solitudine, con distacco la vita, perdendo la fede.

Nel romanzo un uomo sempre alla ricerca e una fede che rinascerà, salvandolo suo malgrado.

Luoghi e personaggi descritti con dovizia di particolari, in cui luci ed ombre si mescolano, e un continuo dolore lento, sottile, a volte quasi impercettibile che fa da fil rouge.

Una rinascita inaspettata con il ritorno al sud.

La presentazione di E poi viene il sole

A introdurre e moderare la serata la presidente dell’associazione organizzatrice, Concetta Silvia Patrizia Marzano.

L’Isola che non c’è, dallo scorso anno, condivide la sua rassegna, giunta oramai all’ottava edizione, con l’associazione romana Ipathia, e dalla data di nomina a Capitale del Libro con l’Amministrazione comunale di Vibo Valentia.

Dopo brevi cenni sull’autrice e sul libro, la Marzano  ha lasciato la parola all’avvocato Pasqualfabrizio Alessandro Francica Mayo, il quale ha, dopo una breve disamina del volume,  intrapreso il dialogo con l’autrice, Francesca Saveria Chindamo, sottolineando che l’essere relatore di questa serata gli ha consentito di scoprire piacevolmente un genere di lettura a lui non usuale.

Ha quindi evidenziato che, al contrario di quanto si aspettasse, il romanzo ha provocato in lui grandi emozioni e interrogativi ai quali ha provato a dare risposte.

Quindi ha chiesto all’autrice le motivazioni del suo scrivere, ma soprattutto la necessità di scrivere del dolore.

L’autrice ha raccontato di un periodo difficile, dopo la prima gravidanza, in cui ha sentito la paura di poter perdere il figlio e di aver esorcizzato parte delle sue ansie mettendo i suoi pensieri su carta.

Il rinchiudersi, come il protagonista, per trovare gli spunti necessari a ripartire da sé è stata una sua esigenza così come il riavvicinarsi alla fede.

Camminando su binari paralleli, autore e protagonista ritrovano il proprio equilibrio… e poi viene il sole. 

LEGGI ANCHE

Marzia Matalone e il secondo volume della saga “La profezia del quinto vertice”

Print Friendly, PDF & Email