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Attualità

Far ripartire il lavoro con il mediocredito

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Colloquio con il Presidente di Microcredito Italiano, Massimo Severoni

di Romolo Martelloni

In questa difficile contingenza economica per il Paese, l’Italia deve scommettere sul proprio futuro affidandosi al tessuto produttivo costituito dalle iniziative di chi, fidando sulla propria professionalità e sulla capacità di fare impresa, possa contribuire a vincere la difficile sfida con la crisi.

Un forte impulso sta arrivando da soggetti come il Microcredito Italiano che, nei suoi primi due anni di attività, ha già erogato oltre 300 prestiti, consentendo a piccole e medie imprese, in cerca di soluzioni per espandere la propria attività ed a start up che chiedono solo di essere aiutate, di muovere i primi passi fruendo di un aiuto concreto.

Cos’è il Microcredito Italiano?

”Siamo un gruppo di professionisti, avvocati, analisti finanziari, consulenti che – spiega Massimo Severoni, che ne è il presidente sin dalla costituzione – hanno dato il via a questa società che aiuta ad intraprendere iniziative imprenditoriali. La principale leva del nostro meccanismo di sostegno alle piccole e medie imprese ed alle start up è costituita da erogazioni che possono arrivare sino a 35 mila, sulle quali non è necessaria alcuna garanzia. La nostra attività è stata autorizzata dalla Banca d’Italia e  siamo garantiti dal Mediocredito  Centrale”. 

Qual è stato l’impatto che l’attività del Mediocredito Italiano ha avuto è sottolineato dalla grande risposta che si è avuta soprattutto a livello locale.

”Abbiamo erogato – dice ancora Severoni, che ha una solida esperienza nel campo del sostegno concreto alle nuove imprese – finanziamenti regionali a tassi agevolati e, cosa che riflette la bontà del nostro programma, con un tasso di insolvenza dello 0,2%. Per ora le regioni interessate sono Lazio, Veneto, Puglia, Campania. Grazie ad sistema informatizzato, possiamo garantire un flusso costante ed aggiornato di dati sulle nostre attività e, quindi, su come accedervi”.

In un momento in cui da larghissima parte del mondo imprenditoriale giunge fortissima la richiesta di semplificazione, il Microcredito Italiano ha snellito al massimo le proprie procedure.  Quindi, i soggetti interessati alle sue attività trovano, sul sito del Microcedito Italiano, le poche incombenze da affrontare, che, nei fatti, prevedono solo la compilazione di modello di richiesta che un tutor valuta e poi gira alle strutture centrali che chiedono le relative garanzie al Mediocredito Centrale. In caso di valutazione positiva, si attivano le procedure di erogazione del prestito.

La prima tranche, erogata immediatamente, è di 25 mila euro, cui seguiranno i restanti 10 mila dopo sei mesi. 

”Noi – dice ancora Severoni – aiutiamo in particolare i giovani ad instradarli e fare azienda e, non limitandoci all’erogazione del prestito, li assistiamo con un tutoraggio continuo fino alla fine del finanziamento. I settori principali dove finora abbiamo erogato i finanziamenti sono le associazioni professionali e le pmi (in particolare nel campo dell’ agroalimentare, dell’informatica, dell’edilizia, in particolare nel campo di impiantistica specializzata idraulica ed elettrica)”.

Il tasso legato al prestito è del 7,5 per cento, a fronte dell’11-12,5 per cento applicato da altri soggetti erogatori di prestiti.

Il futuro immediato del Microcredito Italiano prevede, a breve, l’emissione di 4 mini-bond da 3 milioni di euro ciascuno, che saranno quotati in Borsa. 

”Ci stiamo accorgendo con grande soddisfazione – aggiunge ancora Severoni – che questo tipo di intervento di assistenza alle Piccole e Medie Imprese viene, giorno dopo giorno, valutato sempre di più dal nostro sistema produttivo. Anche perché cerchiamo di aiutare chi si avvale del nostro servizio affinché sviluppi la propria attività valutando, professionalmente, ogni aspetto del business plan, da cui dipende il futuro di ogni impresa che voglia muoversi sempre con professionalità”.

Nel Microcredito Italiano lavorano dieci professionisti,  di alta specializzazione, tra avvocati, analisti finanziari, commercialisti. 

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