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FAO/UNICEF/WFP su Yemen: il numero di persone che affronteranno alti livelli di insicurezza alimentare acuta aumenterà da 2 milioni a 3,2 milioni nei prossimi sei mesi a causa del COVID-19

By 23 Luglio 2020 No Comments

Secondo le agenzie delle Nazioni Unite, crisi economica, conflitti, inondazioni, locuste del deserto – e ora il COVID-19 – potrebbero vanificare i miglioramenti della sicurezza alimentare in alcune zone dello Yemen.

Secondo l’ultima analisi della Classificazione integrata delle fasi di sicurezza alimentare (IPC) pubblicata oggi dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), dall’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia), dal WFP (Programma alimentare mondiale) e dai partner, shock economici, conflitti, inondazioni, locuste del deserto e ora il COVID-19 stanno creando una tempesta perfetta che potrebbe invertire i sudati progressi nel campo della sicurezza alimentare nello Yemen.

L’analisi condotta finora in 133 distretti dello Yemen meridionale prevede un allarmante aumento delle persone che si trovano ad affrontare alti livelli di insicurezza alimentare acuta, cioè in fase di crisi (IPC Fase 3) e di emergenza (IPC Fase 4) entro la fine dell’anno. 

L’insicurezza alimentare acuta in queste aree è stata mitigata lo scorso anno grazie a un massiccio aumento dell’assistenza umanitaria, ma tutto il lavoro fatto potrebbe essere rapidamente cancellato poiché si prevede che il numero di persone che affronteranno alti livelli di insicurezza alimentare acuta aumenterà da 2 milioni a 3,2 milioni nei prossimi sei mesi.


Ciò rappresenterebbe un aumento dal 25% (a febbraio-aprile) al 40% della popolazione (a luglio-dicembre) che soffre di alti livelli di insicurezza alimentare acuta, anche se saranno mantenuti l’assistenza alimentare umanitaria e l’accesso a coloro che ne hanno bisogno. 

I fattori che determinano l’insicurezza alimentare acuta:

Il declino economico è il motore principale. La crisi economica e l’inflazione persistono con la moneta locale in caduta libera, l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e il quasi esaurimento delle riserve di valuta estera. Ad esempio, da metà dicembre 2019 a metà giugno 2020, la valuta locale (riyal yemenita) ha perso in media il 19% del suo valore rispetto al dollaro statunitense, superando i livelli di crisi del 2018.

Il conflitto rimane un fattore chiave dell’insicurezza alimentare acuta.

Il COVID-19 sta incidendo sulla disponibilità di cibo, sull’accesso e sulla disponibilità nel mercato, oltre che sulle opportunità di guadagno e sui salari. Importanti misure per limitare la diffusione del COVID-19 hanno portato a ritardi nelle importazioni, barriere logistiche e perturbazioni dei mercati. Anche le rimesse dagli yemeniti all’estero sono diminuite di circa il 20% e si prevede che continueranno a diminuire.

Nuove aree di proliferazione di locuste del deserto e del parassita Lafigma stanno emergendo come conseguenza di condizioni ambientali favorevoli, comprese le piogge, e minacciano la produzione alimentare nello Yemen, nella regione e oltre.

La produzione di cereali quest’anno, ad esempio, dovrebbe essere di 365.000 tonnellate – meno della metà dei livelli pre-guerra.

Le inondazioni improvvise hanno già avuto un impatto devastante in alcune zone, e si prevede che la maggior parte dei distretti lungo la costa araba sarà colpita da cicloni nei prossimi mesi.

“L’analisi ci mostra che lo Yemen è di nuovo sull’orlo di una grande crisi di sicurezza alimentare. 18 mesi fa, quando abbiamo riscontrato una situazione simile, abbiamo ricevuto generosi contributi. Abbiamo usato le risorse che ci sono state affidate e abbiamo ampliato sensibilmente l’assistenza nei distretti in cui la gente era più affamata e più a rischio. Il risultato è stato straordinario. Abbiamo evitato la carestia. Se non riceveremo i fondi di cui abbiamo bisogno ora, non potremo fare lo stesso questa volta”, ha dichiarato Lise Grande, Coordinatrice umanitaria per lo Yemen.

“Le persone dello Yemen ne hanno già passate tante e sono resilienti. Ma adesso stanno affrontando troppe difficoltà e minacce tutte insieme – dal COVID-19 alle invasioni delle locuste del deserto. I piccoli contadini e le famiglie che dipendono dall’agricoltura per il loro sostentamento hanno bisogno del nostro sostegno ora più che mai”, ha dichiarato Hussein Gadain, rappresentante della FAO nello Yemen.

“Lo Yemen sta affrontando una crisi su diversi fronti”, ha dichiarato Laurent Bukera, Direttore paese del WFP in Yemen. “Dobbiamo agire adesso. Nel 2019, grazie a un sensibile ampliamento dell’assistenza, il WFP e i suoi partner hanno invertito il deterioramento delle condizioni nelle zone più colpite dello Yemen. I segnali di allarme sono tornati e, con l’aggiunta della pandemia di Coronavirus, la situazione potrebbe peggiorare molto se l’azione umanitaria sarà ritardata”.

“Una pericolosa combinazione di conflitti, difficoltà economiche, scarsità di cibo e un sistema sanitario debole hanno spinto milioni di bambini nello Yemen sull’orlo del baratro, e la crisi del COVID-19 potrebbe peggiorare ulteriormente le cose”, ha dichiarato Sherin Varkey, rappresentante dell’UNICEF in Yemen. “Sempre più bambini piccoli rischiano di diventare gravemente malnutriti e di richiedere cure urgenti. Un maggiore e costante sostegno è vitale se vogliamo salvare la vita di questi bambini”.

Cosa dobbiamo fare adesso?

L’analisi raccomanda una serie di azioni urgenti, fra cui:

Garantire un’assistenza alimentare continua e senza ostacoli per salvare vite umane e proteggere i mezzi di sussistenza delle popolazioni che si trovano ad affrontare livelli elevati di insicurezza alimentare acuta, compresi gli sfollati;

Riabilitare le infrastrutture idriche danneggiate dalle inondazioni e ridurre l’impatto delle future inondazioni sull’acqua e sui sistemi di irrigazione;

Sostenere gli agricoltori che hanno perso i raccolti e i pascoli a causa di parassiti e shock climatici (infestazioni di locuste, il parassita Lafigma, inondazioni);

Promuovere buone pratiche nutrizionali a livello domestico attraverso attività come il giardinaggio domestico e la sensibilizzazione educativa sulla sicurezza alimentare e idrica;

Rafforzare i sistemi di allarme rapido e di monitoraggio generale della sicurezza alimentare per mitigare l’impatto negativo degli shock e consentire una risposta rapida e coordinata.


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