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ERMANNO DI SANDRO ED IL MONDO DELL’ARTE

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Di Francesca Rossetti

Ermanno Di Sandro è architetto, scrittore e critico d’arte e ci siamo conosciuti ad una mostra alla galleria Stefano Simmi di Roma alla quale ha presenziato per introdurre i bravissimi artisti: ecco cosa ci racconta della sua vita.

Chi è Ermanno Di Sandro e come nasce la passione per la letteratura?

Ermanno Di Sandro è un inguaribile ed eclettico appassionato di arte ed architettura, nato negli Stati Uniti d’America nel 1958 da genitori italiani emigrati 2 anni prima. Mi laureo in architettura nel 1987 ma svolgo poco l’attività di architetto, perché la realtà deprimente della qualità del costruito in Italia non mi soddisfa, per cui ne rimango profondamente deluso. Vinco il concorso a cattedra per l’insegnamento di “arte e immagine”, per cui mi si aprono nuovi spiragli ed orizzonti. Ma la passione per la letteratura inizia solo nel 1998, esattamente a 40 anni d’età, anche se inizialmente non trovo il tempo per esprimermi. In quell’occasione incomincio a stendere gli appunti per il mio primo libro erotico, che vedrà la luce solo dopo molti anni.”

Quali sono i Suoi autori preferiti e cosa cercai di comunicare con le Sue opere?

I miei autori preferiti sono Sally Salminen, autrice finlandese, Clarice Tartufari, una grande italiana purtroppo dimenticata, Edmondo De Amicis, Francesco Alberoni, Alvin Moscow, Bruno Fontana, Alberto Bevilacqua, ma non disdegno i più svariati generi letterari. Ovviamente mi piace anche Roberto Saviano. Sono un lettore inguaribilmente curioso, per cui non seguo le mode, ma esclusivamente le mie emozioni. Amo leggere romanzi e saggi, ma anche libri di storia, di arte, di economia, insomma tutto ciò che mi faccia sognare o che mi arricchisca intellettualmente.

Con le mie opere cerco di comunicare me stesso, la passione per i sentimenti veri, genuini, per il genere femminile, per la semplicità meravigliosa della vita, che i più oggi non sanno apprezzare. Attualmente sono in attesa dell’uscita di due libri, di cui uno di letteratura per ragazzi, con una nuova quanto interessante realtà editoriale, la Greenbooks Editore, la cui editrice argentina, Natalia Ines Cleo Demagistre, mi ha dato sempre fiducia, fin dal 2013.”

 

Lei è anche critico d’arte: come nasce l’approccio con questo mondo? 

Il mio approccio con il mondo della critica artistica nasce nel 1993, quando mi viene chiesto di presentare un’ interessante personale di scultura di Ernesto Caiazza, praticamente un mio conterraneo, ad Arese. Poi mi dedicherò alle recensioni sulle opere di Maria Teresa Protettì, brava artista-psicologa romana ma con origini piemontesi; infine fondo nel 2013 un movimento artistico-letterario denominato “Muro Bianco”, cui aderiscono subito oltre 60 tra artisti italiani e venezuelani, per il quale redigo il relativo manifesto consistente in 22 punti, il doppio di quello sul Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti. Ma, come spesso avviene, il movimento avrà breve durata (meno di 2 anni), anche se partiranno nuove esperienze artistiche proprio dalla sua fine.”

Ha conosciuto artisti particolari? Ci può raccontare qualche episodio singolare? 

Ho conosciuto molti talenti locali ed italiani che meriterebbero una maggiore visibilità, ma il mondo dell’arte mi sembra cristallizzato su se stesso, inaccessibile ai più. Nella società attuale di “margini fioriti”, quelli relativi agli artisti delle periferie, ce ne sono tanti, cui bisognerebbe dare ascolto ed attenzione. Occorre alterare gli equilibri culturali stratificati ed irremovibili da anni, e dare una chance a tutti coloro che, in assenza di ogni concreto aiuto o sostegno, non arriveranno mai a mostrare le loro opere al pubblico. Questo è sconfortante in un mondo dell’arte chiuso alle novità portate avanti da artisti non appartenenti all’establishment o a famiglie potenti o ricche, peggio ancora ai cosiddetti “salotti”. Ho conosciuto molti, troppi artisti che hanno arricchito la mia vita. Artisti particolari: lo sono praticamente quasi tutti, perché esprimono la loro arte come megafono dello spirito e della loro straordinaria interiorità. Ultimamente sono entrato in contatto con artisti che sono certo si faranno strada, come Anna Maria Zoppi, Roberto Leone, Stefano Visco, Mon Lluch, Nicola Gasbarro, Aniello Saravo, Cristina Flaviano e con me stesso, visto che mi dedicherò a nuove forme artistiche già dal prossimo anno (Land Art, collage, materico-spaziale, ecc.). Gli episodi da raccontare sarebbero troppi. Partecipo ad estemporanee un po’ ovunque, e ne vedo di tutti i colori, è proprio il caso di dire!”

Quali saranno le prossime mostre che seguirà?

Ho avuto molti inviti a presentare mostre già da questo mese, ma tra le più interessanti c’è la collettiva di Villa Signorini, storica villa vesuviana settecentesca di Ercolano, del prossimo 21 gennaio. Conto anche di presentare personali e collettive nella piccola azienda agricola che io e mia moglie stiamo realizzando a Teano (CE), tra centinaia di cipressi e piante di olivo e nocciola. Ho già realizzato un artistico cancello d’ingresso, vera opera d’arte della forgiatura e sagomazione del ferro, che ha fatto anche da portale d’ingresso virtuale di un innovativo e-book sugli artisti della “terra dei fuochi” che uscirà a giorni, dal titolo “Rosso Casalese”, le cui recensioni sui 7 artisti rappresentati sono esclusivamente le mie. Trattasi di un’opera bellissima in 2 volumi curata dall’editore nonché grande fotografo digitale Benito Vertullo. “

Davvero molto in gamba Ermanno e per informazioni https://www.facebook.com/ermannodisandro?fref=ts

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