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Emigrazione e Cittadinanza Italiana- Migration and Italian Citizenship

By 14 Agosto 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Emigrazione e Cittadinanza Italiana

Emigrazione e cittadinanza è un binomio inevitabile quando parliamo dell’emigrazione, e non solo quella italiana, e questo articolo di Paolo Cinarelli dall’Argentina ci fornisce informazione da considerare in un tema che suscita sempre molta emozione, sia in Italia che all’estero.

La cittadinanza tocca un nervo scoperto per tutti e il continuo dibattito in Italia sullo ius soli al posto dell’attuale ius sanguinis vede due lati opposti che affrontano gli stessi problemi, ma con conclusioni opposte. Però, con l’arrivo di molti immigrati in Italia e anche la grande richiesta di cittadinanza italiana all’estero dobbiamo finalmente capire cosa vogliamo davvero per la nostra cittadinanza.

Abbiamo già notato nel passato che ci sono quelli all’estero che vogliono la cittadinanza per poter emigrare a loro turno in altri paesi, e non necessariamente in Italia, è questo che vogliamo da parte di chi richiede la cittadinanza italiana all’estero?  E naturalmente l’altro aspetto è di chi nasce in Italia da cittadini stranieri, ma questo è un tema troppo complicato ed emotivo per un’introduzione breve.


Poi, c’è un aspetto della cittadinanza che dobbiamo considerare seriamente e non solo per motivi di legge: bisogna per forza avere la cittadinanza per sentirsi italiani?

È una domanda seria perché  non tutti i figli di emigrati italiani nascono cittadini italiani perché i genitori hanno cambiato cittadinanza prima della loro nascita e, di conseguenza, non tutti i discendenti hanno la cittadinanza italiana. Ma non per questo sentono meno l’appartenenza alle loro origini.

Certo, la cittadinanza ti da diritti fondamentali in Italia, ma sono importanti solo per motivi legali e burocratici per chi vuole eventualmente trasferirsi in Italia, oppure in Europa, come vediamo nell’articolo.

Però, non aver la cittadinanza italiana non toglie il diritto di voler sapere e scoprire le proprie origini e di voler eventualmente rintracciare parenti in Italia, anche dopo tre, quattro e più generazioni. Questa voglia di sapere le proprie origini deve essere incoraggiata, non solo perché hanno il diritto di conoscerle, ma perché abbiamo il dovere di incoraggiare i legami tra paesi e per noi in Italia questi legami sono formati attorno le nostre comunità all’estero. Infatti, visto che ci sono oltre novanta milioni di discendenti di emigrati italiani in giro per mondo, il potenziale di questi rapporti è enorme, e non solo a livello economico, ma soprattutto in riconoscimento del loro contributo all’Italia nel corso di ben oltre un secolo.

Allora, quando consideriamo la cittadinanza, non dimentichiamo che molti dei nostri parenti e amici all’estero non hanno la cittadinanza italiana, quindi chiediamoci, cosa possiamo fare per mantenere questi rapporti e per aiutare loro a trovare le loro origini, perché nel compiere queste azioni facciamo un’azione non indifferente verso i discendenti dei nostri molti milioni di emigrati nel corso della Storia.

Perciò, chiediamoci cosa possiamo fare per aiutare loro a rintracciare le loro origini e famiglie e non pensiamo, come al solito, solo alle spese di un progetto del genere, anche perché loro sanno benissimo che a tutto c’è un costo economico ed il costo di questa assistenza è poco paragonato alla gioia di poter finalmente conoscere le proprie origini.

Argentina: Emigrazione e Cittadinanza

di Paolo Cinarelli

Il mese di luglio di questo 2020, segnato dall’epidemia del Coronavirus, finisce, in Argentina, con due conferme scontate, che nessuno voleva sentire: l’estensione della quarantena di altri 15 giorni e l’annuncio che sono un milione gli argentini residenti all’estero, cifra che è in aumento ogni anno. In assenza di statistiche ufficiali ci si affida ai dati ONU, secondo cui l’Argentina nel 2019 contava 1,013,414 emigrati partiti alla ricerca di stabilità economica e opportunità di lavoro.

Sono solo passati tre anni da quando il Dossier Statistico sull’Immigrazione 2017 di Idos e Confronti affermava che “L’Argentina si conferma il primo paese scelto dagli italiani fuori dell’Europa”. Secondo lo stesso Dossier inoltre più di centomila italiani emigravano ogni anno a metà degli anni ‘10 e per i tre quarti di loro la meta preferita era una destinazione europea, ma per gli altri l’Argentina restava sempre prima del Brasile, Canada, Stati Uniti e Venezuela, confermandosi come il destino preferito oltreoceano. Al contrario non è così, per gli argentini l’Italia sarebbe solo quarta come destinazione che vede Spagna in primis, seguita da USA e Cile.  

In assenza di dati ufficiali le cifre riportate suggerivano che diverse migliaia di giovani italiani fossero arrivati a Buenos Aires a causa della crisi del 2008. Invece i dati pubblicati dalla Dirección Nacional de Migraciones evidenziano che tra il 2011 e il 2015 erano state presentate 1,841 richieste di soggiorno da parte di cittadini italiani, ovvero solo lo 0,28% di un totale 646.524 pratiche che coinvolgevano immigrati dalle più svariate nazionalità, cominciando da 255.826 cittadini paraguaiani ormai divenuti la prima minoranza di stranieri con quasi il 40% delle residenze richieste nello stesso periodo. Quale sarebbe il motivo di questa divergenza?

Numericamente non si sa quanti siano partiti con la sola cittadinanza argentina ed abbiamo proceduto al riconoscimento in Italia in base allo ius sanguinis e quanti altri siano entrati nel belpaese con il tanto ambito passaporto UE. La cosa certa è che la doppia cittadinanza comporta anche un doppio conteggio a cui è dovuta la corrispettiva rettifica per non cadere in questi errori, specie in un paese che conta più di un milione di iscritti Aire

di emigrazione e di matrimoni

 Migration and Italian Citizenship

Migration and citizenship is an inevitable combination when we talk about migration, and not only Italian, and this article by Paolo Cinarelli from Argentina provides us with information that we must consider on an issue that arouses a lot of emotion both in Italy and overseas.

Citizenship touches a raw nerve with everyone and the continual debate in Italia on the ius soli (citizenship based on place of birth) in place of the current blood based ius sanguinis sees two opposing sides that see the same problems with opposite conclusions. However, with the arrival of many migrants in Italy and also the great request for Italian citizenship overseas we must finally understand what we truly want for our citizenship.

We have already seen in previous articles that there are people overseas who want Italian citizenship in order to be able to migrate in their own turn to other countries, and not necessarily Italy, is this what we want from those who request Italian citizenship overseas? And naturally the other issue is that of those born in Italy of foreign citizens but this issue is too complicated and emotional for a brief introduction.

And then there is an aspect of citizenship that we must consider seriously and not only for reasons of law: do we necessarily have to have citizenship in order to feel Italian?

This is a serious question since not all the children of Italian migrants are born Italian citizens because their parents changed citizenship before they were born and subsequently not all the descendants have Italian citizenship. But this does not mean they feel less their sense of belonging to their origins.

Of course citizenship gives you essential rights in Italy but they are important only for legal and bureaucratic reasons for those who want to eventually move to Italy, or to Europe, as we see in the article.

However, not having Italian citizenship does not take away the right to want to know and discover your origins and to eventually want to trace any relatives in Italy, even after three, four or more generations. This desire to know your origins must be encouraged, not only because we have an obligation to encourage relations between countries and for us in Italy these relations are formed around our overseas communities. In fact, considering that there are more than ninety million descendants of Italian migrants around the word the potential for these relations is huge, and not only in economic terms, but above all in recognition of their contribution to Italy in the course of well over a century.

So, when we consider citizenship let us not forget that many of our relatives and friends overseas do not have Italian citizenship and therefore let us ask ourselves, what can we do to keep these relations and to help them to find their origins because in carrying out these actions we carry out a significant act towards the descendants of our many millions of migrants in the course of our history.

Therefore, let us ask ourselves what we can do to help them trace their origins and families and let us not think, as we usually do, only about the costs of such a project, also because they know full well that everything has an economic cost and the cost of this assistance is little compared to the joy of finally being able to know your origins.

Argentina: Migration and Citizenship

di Paolo Cinarelli

The month of July 2020 marked by the Coronavirus epidemic ended in Argentina with two obvious confirmations nobody wanted to hear: the extension of the quarantine for another two weeks and the announcement that there are a million Argentineans resident overseas, a figure the grows every year. In the absence of official statistic we rely on the UN figures, according to which in 2019 Argentina counts 1,013,414 migrants who left looking for financial stability and the opportunity to work.

It has been only three years since the 2017 Statistics of Migration Dossier of the Argentinean IDOS e Confronti stated that “Argentina confirms it is the first country outside Europe chosen by Italians”. Furthermore, according to the same dossier more than one hundred thousand Italians migrated every year in the mid 2010s and three quarters of them the preferred destination was in Europe but for the others Argentina destination was destination before Brazil, Canada, the United States and Venezuela, thus confirming its place as the preferred overseas destination.  This was not the case in the other direction, for Argentineans Italy was only the fourth choice as destination which saw Spain in first place, followed by the United States and Chile.

In the absence of official statistics the figures reported would suggest that a number of thousand young Italians had arrived in Buenos Aires due to the 2008 financial crisis. Instead, the figures published by Argentina’s Dirección Nacional de Migraciones show that between 2011 and 2015 1,841 requests for stays were presented by Italian citizens, in other words only 0.28% of the total 646,524 application that involved migrants of various nationalities, starting with the 255,826 Paraguayan citizens which has now become the first minority of foreign citizens with almost 40% of residence applications during the same period.   What would be the reason for this difference?

We do not know how many of these left with only Argentinean citizenship and we proceeded with the recognition in Italy based on the ius soli law and how many others entered Italy with the much coveted EU passport. What is certain is that the dual citizenship also involves a double count to which an adjustment must be made in order not to fall into these mistakes, especially in a country that has more than a million people registered in the AIRE (Registry of Italians Resident overseas at the local consulates).


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