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Elena Angeli e il mondo dei gatti

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Tempo di lettura: 4 minuti

Intervista ad Elena Angeli psicologa fiorentina che nel suo libro “La giusta (g)attitudine” indaga il carattere dei gatti ed il loro rapporto con gli umani

Di Francesca Rossetti

Elena Angeli, psicologa fiorentina, da anni si dedica allo studio dei gatti, gli amici a quattro zampe che popolano le nostre case ed ha pubblicato di recente “La giusta (g)attitudine”

Come nasce la passione per i gatti e in cosa si distinguono da altri animali domestici come cani, coniglietti, pesci rossi?

I gatti sono animali affascinanti, dotati di un’intelligenza e di una sensibilità fuori dal comune. Il gatto inoltre è un animale capace di stringere legami affettivi molto intensi con i loro padroni ma è altresì capace di vivere benissimo anche da solo. Viene infatti definito un animale dalla socialità non obbligata (a differenza, per esempio, del cane).

Anche per questo probabilmente è molto amato: pur all’interno di relazioni affettive riesce comunque sempre a preservare la sua autonomia e la sua totale individualità.

Inoltre ogni gatto è diverso dall’altro: si tratta infatti di animali che presentano dei tratti caratteriali molto spiccati e molto differenti tra di loro”.

Rapporto gatto – padrone: in cosa si ritrovano aspetti degli umani nel micio?

Il rapporto gatto-padrone è un rapporto conviviale: il gatto apprezza la vicinanza e la compagnia degli esseri umani senza però esserne sottomesso o dipendente. Potremmo quasi dire che agli occhi del gatto è un rapporto alla pari”.

Cosa si intende con il termine “consulente di relazione felina” e quale ruolo svolge?

Il consulente della relazione felina è una nuova figura professionale che si occupa di comprendere e decifrare il comportamento del gatto con l’obiettivo di garantire un maggiore benessere dell’animale e una maggiore soddisfazione delle relazione uomo-gatto.

Il consulente della relazione felina dunque non viene dunque solo chiamato laddove il gatto presenti dei comportamenti particolari o patologici ma anche da tutte quelle persone che vogliono semplicemente avere dei consigli per migliorare la qualità di vita del proprio quattro zampe”.

Come si interpretano il miagolio e le fusa, per capire cosa vogliono comunicarci?

I gatti per comunicare tra loro privilegiano altri canali di comunicazione rispetto a quello vocale, come quello della comunicazione non verbale o quello olfattivo.

Tuttavia la vicinanza con l’uomo induce nei gatti molto spesso un uso maggiore del canale vocale come comunicazione attraverso miagolii, fusa o altre forme di vocalizzo. Purtroppo non esiste un vocabolario universale di traduzione del miagolio all’italiano bensì l’interpretazione di ogni singolo miagolio deve essere sempre contestualizzata. Occorre però stare molto attenti nel non scambiare ogni miao per una richiesta di cibo: questo purtroppo è un errore molto comune che facciamo noi esseri umani. Il miagolio del gatto infatti potrebbe voler significare molte cose, da una richiesta di giocare insieme, all’apertura di una porta o alla richiesta di coccole.

Le fusa poi sono una tipologia di vocalizzazione particolarmente complessa: solitamente vengono emesse in una condizione di benessere da parte del gatto. E’ come se con le fusa il gatto volesse comunicare che sta bene e che è felice nella situazione che sta vivendo. E’ pur vero però che le fusa possono anche essere emesse dal gatto in situazioni opposte, ovvero di grande sofferenza fisica. Anche in questa caso comprendere il contesto e osservare il gatto nella sua interezza fa la differenza.

Un gatto che emette fusa di felicità solitamente ha anche una postura rilassata, gli occhi socchiusi e un atteggiamento non verbale che indica tranquillità”.

L’importanza del tiragraffi e degli altri accessori: quali sono obbligatori per un gatto felice?

I tiragraffi sono risorse importantissime per i gatti che vivono all’interno dei nostri appartamenti (ma anche per quelli che hanno accesso fuori). Essi infatti permetto la marcatura del territorio. Purtroppo molto spesso si pensa erroneamente che i tiragraffi servono al gatto solo per affilare le sue unghie: niente di più sbagliato. I tiragraffi permettono al gatto di apporre marcature territoriali sparse nel suo territorio. Queste marcature (che vengono appunto depositate durante l’operazione del graffio) contengono numerose informazioni riguardanti il gatto ed hanno anche un effetto auto-rassicurante per il micio stesso.

E’ consigliabile dunque, in una casa dove vive un gatto, prevedere la presenza di almeno un tiragraffi per ogni stanza, avendo l’accortezza di dare la possibilità al nostro amico di utilizzare tiragraffi verticali, orizzontali ed obliqui”.

Come superare la paura del veterinario

Non si supera, si gestisce, attraverso delle accortezze che possono fare la differenza. Io consiglio sempre infatti di prendere un appuntamento (quando possibile) in modo di evitare di sostare troppo tempo in sala d’attesa nella quale è importante tenere il trasportino del gatto sollevato da terra, magari sulla sedia accanto a noi o sulle nostre ginocchia. La posizione rialzata gli darà un senso di maggiore controllo e lo fare sentire meno vulnerabile. E’ una buona idea anche utilizzare dei feromoni sintetici da spruzzare all’interno del trasportino prima della visita, in modo da cercare di rassicurare il micio durante il trasporto. Infine, una volta tornati a casa è una buona abitudine pulire accuratamente il trasportino con acqua calda e alcol, in modo da eliminare le marcature di paura e di allarme che il micio ha rilasciato durante l’esperienza dal veterinario”.

Rapporto con casa di origine e territorio marcato dalla propria presenza

Il gatto è un animale territoriale e stanziale: ciò significa che è estremamente legato al territorio nel quale vive. Ecco perché è quasi sempre sconsigliato spostare un gatto dal proprio ambiente: traslochi e spostamenti sono infatti per il gatto degli eventi altamente stressanti dove perde totalmente tutti i suoi punti di riferimento”.

Cibi ed attività consigliate

Il gatto in natura è un predatore e caccia in media dalle 10 alle 20 piccole prede al giorno. Ecco perché la dieta che segue deve il più possibile assomigliare a quella che lui avrebbe in natura, ovvero mangiando poco ma spesso.

E’ consigliabile dunque tenere sempre a disposizione del gatto una ciotola di croccantini (anche di notte) e fornire poi uno o due pasti di cibo umido al giorno (cucinato o industriale).

Inoltre non dimentichiamoci di far giocare il nostro amico gatto con sessioni di gioco ripetute e variegate. Esse sono infatti fondamentali per il benessere psicofisico dei gatti in quanto permettono loro di fare attività fisica ma anche di soddisfare le loro principali motivazioni etologiche, come quelle predatorie, esplorative ed evolutive”.

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