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Egitto, ultimatum dei ribelli a Morsi: via entro domani o disobbedienza civile

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egitto tamarod

Quindici morti e 600 feriti negli scontri di ieri

Roma, 1 luglio – Quindici morti, oltre 600 feriti e un ultimatum che, se non rispettato, provocherà una “disobbedienza civile”. E’ il bilancio della manifestazione oceanica, circa mezzo milione di persone si sono riunite nella storica piazza Tahrir, che si è svolta ieri in egitto contro Mohamed Morsi. Una giornata di scontri tra sostenitori e oppositori del presidente che dovrà lasciare altrimenti “martedì sarà l’inizio di una campagna di disobbedienza civile”, scrivono i Tamarod in un comunicato pubblicato su sito. “Diamo tempo a Mohamed Morsi fino a domani alle 17 – prosegue la nota- perchè lasci il potere e così consenta alle istituzioni di prepararsi per elezioni presidenziali anticipate”. 
In mattinata, intanto, i manifestanti hanno nuovamente preso d’assalto il quartier generale dei Fratelli musulmani al Cairo, prendendo in ostaggio anche una persona. Si tratta di uomo islamico, liberato poco dopo da alcuni abitanti della zona. L’ostaggio è stato ricoverato in ospedale in condizioni critiche perchè, secondo fonti della sicurezza, sarebbe stato pugnalato. Le prossime ore saranno decisive. La manifestazioni di ieri al Cairo e Alessandria evocano quelle dlla primavera araba che videro la deposizione di Hosni Mubarak. Adesso, però, la Fratellanza musulmana deve fare i conti con un’opposione che non sembra aperta a trattative.

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