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È morto Maurizio Costanzo: un grand’uomo che ho avuto l’onore di conoscere

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Maurizio Costanzo: un grand’uomo, prima ancora che eccellente giornalista, straordinario autore – radiofonico, televisivo e teatrale –, nonché valente sceneggiatore e magistrale conduttore TV.

 di Giordana Fauci

 Ieri, venerdì 24 febbraio, è morto Maurizio Costanzo, all’età di 84 anni; da tempo soffriva di diabete e problemi al cuore. Perciò era stato ricoverato presso la Clinica Paideia di Roma, nel quartiere Parioli.

Maurizio Costanzo: un grand’uomo, prima ancora che eccellente giornalista, straordinario autore – radiofonico, televisivo e teatrale –, nonché valente sceneggiatore e magistrale conduttore TV.

La sua biografia ed i suoi programmi sono fin troppo noti; altrettanto noti i fatti che hanno riguardato la vita privata e, dunque, le varie convivenze e i matrimoni, fino all’ultimo con Maria De Filippi, a cui era legato dal 1995.

Indimenticabile la canzone Se telefonando, scritta per Mina nel 1966; come pure i diversi film di Pupi Avati, di cui ha curato la sceneggiatura… In primis Una giornata particolare, con Sophia Loren e Marcello Mastroianni. E, ancora, talk show del calibro di Maurizio Costanzo Show, Bontà Loro, Buona Domenica, S’è fatta notte; a non dimenticare le prime collaborazioni con Paese Sera, fino agli ultimi articoli e, poi, i molti libri dedicati agli amati animali quali le tartarughe, i gatti (che ospitava all’interno del Teatro Parioli) e i cani; da ultimo, la pubblicità per la “camicia coi baffi: Dino Erre Collofit”.

Eppure, al di là di tanti e tali indiscutibili successi, chi, come la scrivente, ha avuto l’onore di conoscerlo nel privato ed essere intervistata in ben cinque occasioni, il ricordo più grande è – e non potrebbe non essere – per la splendida persona che è stata.

…Perché Maurizio Costanzo, prima ancora che si accendessero le luci di scena, desiderava conoscere personalmente i suoi ospiti: che si trattasse di persone famose ma anche comuni.

…Perché Maurizio Costanzo, quando si accendevano le luci di scena, sapeva mettere a proprio agio gli ospiti: finanche chi, come me, non era affatto abituato a quelle luci.

…Perché Maurizio Costanzo amava raccontare storie di vita vere, tanto più se ingiuste: questo era il suo modo di rendere giustizia a chi, altrimenti, avrebbe continuato a subire ingiustizie ancor più gravi, rimanendo per sempre nel buio, anziché avere la possibilità di risplendere e far valere i propri diritti. 

A me, personalmente, aveva detto… “Raccontati come ti sei raccontata a me… Non pensare al pubblico che hai di fronte. Fingi di parlare con me, come hai fatto poco fa…”.

…Perché Maurizio Costanzo, anche dopo che si erano spente le luci di scena, ringraziava e salutava ognuno dei suoi ospiti per essersi raccontato.

…Perché Maurizio Costanzo, laddove necessario, si prodigava per aiutare gli ospiti anche in seguito, mettendogli a disposizione finanche il suo numero privato, soprattutto se vittime di ingiustizie.

…Perché Maurizio Costanzo, innanzi alle ingiustizie, non sapeva restare indifferente.

…Indubbiamente a causa della sua sensibilità!

Un tema lo accomunava alla scrivente: il diabete di cui soffriva da tempo.

…Amava i dolci e, perciò, la consorte lo teneva giustamente “a stecchetto”, come sottolineava fiero di questa ennesima dimostrazione d’amore. Lui, però, non poteva farne a meno: era solito nascondere caramelle e cioccolatini addirittura all’interno del fodero degli occhiali.

…Caramelle che ha offerto anche a me: un onore anche questo, come pure il dono dei fiori e l’auto con cui mi ha fatto riaccompagnare a casa, “anziché il taxi…”, evidentemente toccato delle profonde ingiustizie che gli avevo raccontato e documentato.

…Una persona di un’intelligenza senza pari; un professionista che ha inventato il “salotto mediatico”: un salotto che ha contato oltre 30 mila persone.

…Persone divenute spesso personaggi, proprio grazie a lui: è il caso di Enrico Brignano, Fiorello, Enzo Iacchetti, Vittorio Sgarbi, Valerio Mastrandrea, Giampiero Mughini e molti altri ancora.

…Un uomo che non ha potuto fare a meno di adoperarsi per risolvere problemi che affliggono l’Italia ma, invero, il mondo intero e che, pertanto, non ha potuto evitare di esprimere il suo pensiero sulla mafia, così rischiando di saltare in aria, il 14 maggio dell’anno 1993, a seguito di un attentato fortunatamente fallito, al di là dell’esplosione dei 90 chili di tritolo nascosti in un’auto in Via Fauro (ai Parioli).

…Un uomo che, al di là di questo terribile fatto a cui è riuscito a sopravvivere e, nonostante la promessa alla moglie di non affrontare più l’argomento mafia, non ha potuto evitare di parlarne ancora: prima al fianco di Falcone e, poi, dopo la sua morte, fino a quest’anno.

Un uomo di una semplicità senza pari che ha toccato ogni tematica sociale.

…È stato senza dubbio questo ad averlo reso non certo un ottimo conduttore bensì IL VERO ED UNICO CONDUTTORE DELLA TV ITALIANA.

Non a caso lo show più noto d’Italia ha portato il suo nome: non esiste persona che non abbia seguito il Maurizio Costanzo Show; il programma più longevo della nostra TV, con ben 4405 puntate, andate in onda per 34 anni consecutivi, ogni sera, dal lunedì al venerdì.

…Un programma unico, interrotto nel 2009 e poi immancabilmente riacceso nel 2015, perché non se ne poteva fare a meno: un programma che solamente Costanzo meritava di condurre e che, ora, si è spento per sempre.

…Un uomo di cui mi resta ora una coloratissima tartaruga: donatami come “portafortuna”.

Già! Perché chi, come me, ha avuto l’onore di essere stimato da Maurizio Costanzo ha ricevuto una delle sue piccole tartarughe in ceramica prodotte da un artigiano di Caltagirone.

…Una tartaruga che era conservata sul mobile dietro la sua scrivania e che lui stesso ha scelto, così augurandomi “buona vita.”

Ed io, carissimo Maurizio, ti auguro ora che la terra ti sia lieve.

Credit Photo Damiana Cicconetti

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