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Tecnologia

È cinese la metà dei progetti di smart city nel mondo, ma l’Italia può scalzare la concorrenza asiatica

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Dei circa 1.400 progetti di smart city ad oggi finanziati nel mondo, circa la metà si trovano in Cina. «Ma l’Italia può ancora vincere la sfida contro il colosso asiatico e conquistare la leadership nelle tecnologie digitali connesse alla sostenibilità ambientale ed alla transizione energetica» sottolinea Niccolò De Carlo, ceo e co-fondatore di Sensoworks.

«Nel 2022 le “città intelligenti” controllate interamente da algoritmi, diventeranno progetti concreti» annunciano i responsabili di Sensoworks, la startup italiana specializzata in monitoraggio infrastrutturale supportata da piattaforme multilivello.

Dei circa 1.400 progetti di smart city ad oggi finanziati nel mondo, circa la metà si trovano in Cina. «Ma l’Italia può ancora vincere la sfida contro il colosso asiatico e conquistare la leadership nelle tecnologie digitali connesse alla sostenibilità ambientale ed alla transizione energetica» sottolinea Niccolò De Carloceo e co-fondatore di Sensoworks (www.sensoworks.com).

Quello che distingue il progetto «Sensoworks Smart City» è la presenza di un unico ecosistema nel quale le piattaforme software e i dispositivi connessi —includendo anche lampioni intelligenti, automobili, wearables e smartphone— interagiscono con le attività quotidiane della città, dallo «smart parking» alla raccolta dei rifiuti (smart waste management), dal supermercato intelligente allo «smart hospital».

L’azienda lo renderà ufficiale il 15 dicembre 2021, durante il «Webinar sulle Città del Futuro» a cui parteciperanno anche la Fondazione Torino Wireless —partenariato pubblico-privato che opera per la promozione e lo sviluppo dell’innovazione— ed il gruppo Sirti, che dal 1921 opera nei settori delle telecomunicazioni e dell’energia specializzandosi poi nelle grandi reti di telecomunicazione e nelle soluzioni digitali per le aziende in Europa e in Medio Oriente.

Grazie alla startup romana —quindi— vedremo presto concretizzarsi i primi progetti di «smart city» dotate di un ecosistema nel quale le piattaforme software e i dispositivi connessi interagiranno con le attività quotidiane, dallo «smart parking» allo «smart waste management».

Confermata così la nascita di sistemi per smart city «avanzate», in cui grandi masse di dati raccolti da sensori sparsi in ogni angolo urbano vengono rielaborati dagli algoritmi per gestire sistemi automatizzati, mantenere in funzione servizi e rispondere alle esigenze dei cittadini.

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