Connect with us

Italiani nel Mondo

Diventare più italiano— Becoming more Italian

Pubblicato

il

Tempo di lettura: 9 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Diventare più italiano

La promozione della nostra Cultura all’estero Parte 3 

Nelle prime due parti di questa trilogia di articoli abbiamo visto come una presunzione e due barriere hanno un effetto sulle promozioni della nostra Cultura nel mondo, partendo dalla lingua ed arrivando anche al nostro turismo che non ha mai avuto i numeri degni della grandezza vera del nostro Patrimonio Culturale. 

Ma, non bisogna mai solo criticare piuttosto anche cercare di trovare modi per poter risolvere questa situazione, e partiamo da una frase dall’estero che vediamo più volte al giorno e che ha ispirato il titolo di questo articolo, che avrà sicuramente attirato la curiosità dei nostri lettori in Italia che non ne capiscono il senso. 

Nel passato, scrittori e anche sociologi hanno speculato sui discendenti dei nostri emigrati che secondo loro erano destinati a perdere la loro identità italiana nel corso delle generazioni. Però a smentirli sono stati i social media che hanno prodotto una moltitudine di pagine dedicate agli italiani nel mondo dove ogni giorno vediamo innumerevoli oriundi parlare delle loro origini e che, in questo modo cercano di capire la loro vera identità che è sempre soggetta alle condizioni dei loro paesi di residenza. 

Ultimamente gira una frase che fa sorridere molti, ma che indica che dentro moltissimi di loro esiste veramente il desiderio di essere “italiani”, anche se non conoscono la nostra lingua e sanno poco o niente del paese dei loro nonni/bisnonni. Questa frase è “sono 100% italiano” e molti di loro hanno persino fatte prove del DNA per dimostrarlo. 

Per motivi spiegati in una serie di articoli di questa rubrica, compresa questa trilogia, è impossibile che una persona nata e/o cresciuta all’estero sia “100% italiano”, non solo per il DNA, ma in particolare per motivi culturali perché, già il non sapere parlare la lingua che li definisce vuol dire che si hanno anche aspetti della cultura del paese in cui si cresce. 

E questa constatazione deve fare capire una volta per sempre a chi sostiene la presunzione che è il motivo di questa trilogia, che se i nostri parenti e amici all’estero sanno poco della nostra Cultura, allora dobbiamo anche riconoscere che il resto del mondo ne sa ancora meno. Ed infine, dobbiamo capire che questo vuol anche dire che decenni di promozioni nei modi tradizionali hanno fallito il loro scopo principale. 

Però, ed è un importante però, esistono i mezzi per poter diventare più italiani e questo inizia non solo dall’educazione alla lingua, alla nostra Storia e ogni altro aspetto della nostra Cultura e proprio questa è l‘intenzione nei primi due articoli. 

Perciò, vogliamo proporre non solo ai nostri lettori, ma anche alle autorità competenti in Italia, compresi quegli addetti ai lavori che a malapena celano la loro “poca considerazione” degli italiani all’estero, un possibile progetto per il futuro per portare la nostra Cultura al mondo ed invitare tutti a venire a vedere con i propri occhi le meraviglie contenute nel paese che è, allo stesso tempo, il Museo e la Galleria d’Arte più grande del mondo. 

Sappiamo che i nostri musei e gallerie d’Arte mettono in mostra solo una parte delle opere che custodiscono e chissà quante opere ora giacciono in magazzini, molte delle quali dimenticate e, peggio ancora, a rischio di danni irreparabili perché mancano i fondi per restaurarle. 

Allora, perché non utilizzare queste opere per allestire una serie di mostre itineranti che faranno il giro dei continenti a turno, le prime tre dedicate a epoche specifiche della nostra Storia. 

La prima potrebbe essere dedicata alla Magna Grecia, non solo perché comprende regioni che hanno bisogno di più turisti possibili, ma perché questa mostra attirerebbe anche un’altra grande comunità di emigrati, quella greca, garantendo più successo all’iniziativa. La seconda potrebbe essere dedicata all’Etruria e la terza alla più straordinaria epoca culturale nella Storia del mondo, il nostro Rinascimento. 

Sappiamo che ci sono opere che non usciranno mai dai confini del nostro paese e due di queste appartengono proprio alla Magna Grecia. I Bronzi di Riace sono vere meraviglie che non possiamo rischiare, ma abbiamo i mezzi per fornire una mostra che attirerebbe turisti internazionali a Reggio Calabria, una città poca considerata come meta turistica, per poter vedere un museo che è stato modernizzato negli ultimi anni. 

Queste mostre potrebbero essere organizzate insieme ai governi regionali delle zone interessate per fare coincidere promozioni specifiche in ogni paese in cui si trovano, magari utilizzando i circoli locali originari di queste regioni. Ed in questo potremmo coinvolgere anche le linee aeree, centri turistici, ecc., magari istituendo una lotteria in cui i visitatori alle mostre possano avere la possibilità di vincere un viaggio in Italia. 

Difatti, abbiamo la capacità di fornire al mondo mostre straordinarie con grandi possibilità di guadagno, denaro che poi potrebbe essere utilizzato per restaurare opere in pericolo e anche altri miglioramenti ai nostri musei, ecc. 

Inoltre, una collaborazione tra governo nazionale e regioni potrebbe istituire una “Oriundo Card” da rilasciare alle Pro Loco con cui i nostri parenti e amici in visita in Italia potrebbero avere sconti non solo per entrare nei musei e le gallerie d’Arte, ma anche in centri turistici, ristoranti, lidi al mare, ecc. Ed in questo senso sarebbe utile la partecipazione di Freccia Rossa ed Italo per poter dare uno sconto sui biglietti ai detentori di questa carta per incoraggiarli a visitare facilmente altre zone del paese e non solo le loro regioni di origine. 

E non pretendiamo che questa carta sia gratuita, magari con una spesa comoda per i costi burocratici, rilasciata alla presentazione alla Pro Loco come passaporto e biglietto aereo. Ricordando sempre che molti oriundi non hanno a nostra cittadinanza e, molto spesso, nemmeno nomi e/o cognomi italiani…

E un progetto del genere avrebbe anche un altro effetto non meno importante e non solo per la nostra Cultura. Sarebbe un primo passo verso una vera comunità italiana nel mondo che, per ora, è solo un sogno perché non abbiamo mai cercato di farlo davvero. 

Nell’aiutare i figli/discendenti a “diventare più italiani” avremmo fatto anche un passo fondamentale nel coinvolgere loro stessi nella promozione della nostra Culture all’estero, come portavoce delle meraviglie che hanno visto durante le loro visite. E anche nell’incoraggiarli ad imparare la nostra lingua, a volere sapere di più del loro Patrimonio Culturale personale con la conseguenza di vendere più nostri libri, film, e musica nelle versioni originali così anche loro potranno finalmente capire la vera grandezza della nostra Cultura, oltre a dare un notevole contributo economico al paese.

Ed in questo spirito, questo giornale, compreso chi scrive, si impegna al massimo per assicurare che la nostra Cultura sia riconosciuta per quel che è, la più grande del Mondo, ma ancora non lo è per un motivo semplice, come abbiamo scritto nel primo articolo, che il resto del mondo ancora non lo sa…

 


di emigrazione e di matrimoni

Becoming more Italian

The promotion of our Culture overseas Part 3 

In the first two parts of this trilogy of three articles we saw how a presumption and two barriers have an effect on the promotion of our Culture in the world, starting from the language and reaching up to our tourism that has never had the numbers worthy of the true greatness of our Cultural Heritage.

However, we must not only criticize but also try to find ways to be able to resolve this situation and we start from a phrase from overseas that we see many times a day that inspired a headline that will surely have attracted the curiosity of our readers in Italy who do not understand its meaning. 

In the past writers and also sociologists speculated on the descendants of our migrants over the generations who’ according to them were destined to lose their identity over the generations. But proving them wrong have been the social media that produced a multitude of pages dedicated to the Italians in the world where, every day, we see countless oriundi (descendents of Italian migrants) talking about their origins and who, in this way, try to understand their true identity which is always subject to the conditions of their countries of residence. 

Recently a phrase has been doing the rounds has been making many people smile but it indicates that a lot of them really feel the desire to be “Italian”, even if they do not know our language and know little or nothing of the country of their parents/great grandparents. This phrase is “I am 100% Italian” and many of them have even taken DNA tests to show this. 

For reasons explained in a series of articles in this column, including this trilogy, it is impossible for a person born and/or raised overseas to be “100% Italian”, not only in the DNA but particularly for cultural reasons because not knowing how to speak the language that defines them already means they also have aspects of the culture of the country in which they grew up.

And this statement must make it clear once and for all to those who believe the presumption that was the reason for this trilogy that if our relatives and friends overseas know little about our Culture, then we must also recognize that the rest of the world knows even less. And finally, we must understand that this also means that decades of promotions in the traditional ways have failed in their main purpose. 

But, and this is a major but, there are the means to be able to become more Italian and this starts not only  with teaching our language, our history and every other aspect of our Culture and this is precisely the intention of the first two articles. 

Therefore, we want to propose not only to our readers but also to the competent authorities in Italy, including those experts in Culture who barely hide their “little consideration” of the Italians overseas, a possible project for the future to take our Culture to the world and to invite everyone to come and see with their own eyes the wonders contained in the country that is at the same time the world’s greatest Museum and the world’s greatest Art Gallery. 

We know the our museums and art galleries put on display only a part of the works that they protect and who knows how many works now lie in store rooms, many of them forgotten and, worse still, at risk of irreparable damage due to lack of funds to restore them. 

So, why not use these works to set up a series of travelling exhibitions that will tour the continents, the first three dedicated to specific periods of our history. 

The first could be dedicated to the Magna Grecia (Greater Greece, essentially the south of Italy), not only because it includes regions that needs as many tourists as possible but because this exhibition would also attract another large community of migrants, the Greeks, guaranteeing more success to the initiative.  The second could be dedicated to Etruria (the lands of the Etruscans) and the third to the most extraordinary period of Culture in the history of the world, our Rinascimento, the Renaissance. 

We know there are works that will never leave the borders of our country and two of them belong precisely to the Magna Grecia. The Bronzi di Riace, the bronze statues from the Golden Age of Greek Culture found in Riace in Calabria, are true marvels we cannot risk but we have the means to provide an exhibition that would attract international tourists to Reggio Calabria, a city not considered as a tourist destination, to see a museum that has been modernized in recent years. 

These exhibitions could be organized together with the regional governments of the areas concerned to match with specific promotions in each country where they are located, perhaps using the local clubs of people originating from these regions. And in this way we could also involve the airlines, tourist resorts, etc, perhaps by setting up a lottery in which visitors to the exhibitions could have a chance to win a trip to Italy. 

In fact, we have the capacity to provide the world with extraordinary exhibitions with a great potential for profit, money that could then be used to restore endangered works and even improving our museums, etc. 

Furthermore, a collaboration between the national government and the regional governments could institute an “Oriundo Card” to be issued by the local Pro Loco tourist offices with which our relatives and friends who visit Italy could have discounts not only for entry into the museums and art galleries but also for tourist resorts, restaurants, beachside resorts, etc. And in this sense the participation of the Freccia Rossa and Italo very fast train networks would also be useful in order to give a discount on tickets to the holders of his card to encourage them to easily visit other areas of the country and not only their regions of origin. 

And we do not expect that this card be free, maybe with a low cost for the bureaucratic costs and released on the presentation of a passport and airline tickets to the Pro Loco. Always remembering that many oriundi do not have our citizenship and very often not even Italian names and/or surnames…

And a project of this kind would also have another no less important effect and not only for our Culture. It would be the first step towards a real Italian community in the world that, for now, is only been a dream because we have never really tried to create it. 

In helping the children/descendents of our migrants to “become more Italian” we would also take an essential step towards involving them in the promotion of our Culture overseas as spokespersons of the wonders that they will see during their visits. And also in encouraging them to learn our language, to want to know more about their personal Cultural Heritage with the consequence of selling more of our books, films and music in their original versions, as well as to make them finally understand the real greatness of our Culture, as well as giving a significant economic contribution to the country.

And with this spirit, this newspaper, including the writer, commits itself to the utmost to ensure that our Culture is recognized for what it is, the world’s greatest, but it is still not for a simple reason, as we wrote in the first article, the rest of the world does not know it yet…

Print Friendly, PDF & Email