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Disastro ambientale in Thailandia:50mila litri di petrolio in mare

By 31 Luglio 2013 No Comments

disastro_petrolifero_thailandiaUna perdita da un oleodotto della PTT Global Chemical Public Company provoca un disastro ecologico nel Golfo di Thailandia. L’urlo di Greenpeace: basta con le trivellazioni!

Roma, 31 luglio – Sono centinaia i militari e i volontari che stanno lavorando senza sosta per ripulire le spiagge di Ao Phrao, sul versante occidentale dell’isola di Koh Samet. I 50mila litri di greggio fuoriusciti il 27 luglio da un oleodotto della PTT Global Chemical Public Company nel Golfo di Thailandia hanno raggiunto la spiaggia di Ao Phrao, località turistica a sudest di Bangkok. “È il più importante sito corallino dell’isola di Samet – ha spiegato Thon Thamrong-nawasawat, esperto di scienze marine presso la Kasetsart University – ci sono coralli estremamente rari che crescono non più di 4 centimetri l’anno; al momento non possiamo calcolare la gravità e l’entità del danno”. La macchia di greggio che si è formata a 20 chilometri dalla costa del Rayong è andata alla deriva per circa 35 chilometri prima di incontrare l’isola di Koh Samet, meta del turismo straniero e nazionale per la sua vicinanza a Bangkok e famosa per le sue spiagge bianchissime sulle quali sorgono un gran numero di resort.thailandia Un vero disastro ambientale che azzererà l’economia sull’isola di Kih Samet, meta ogni anno di un milione di turisti per lo più cinesi e russi. La Ptt Global Chemical Pcl  ha fatto sapere, per voce del proprio presidente Anon Sirisaengtaksin, che “è intenzione della società assumersi ogni colpa e che pagherà per i danni ambientali provocati”.  “È ora di fermare la follia delle estrazioni petrolifere, in Thailandia come nell’Artico,” è l’urlo di protesta di Greenpeace che in Italia ha già scritto al ministro dell’Ambiente per scongiurare il pericolo trivellazioni

 

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