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Di Maio e la manovra del popolo che “cancella la povertà”. Il nuovo bilancio tra speranze e paure

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Il Ministero dell’economia ha dato l’ok alla manovra economica voluta da Lega e Cinquestelle. In arrivo il reddito di cittadinanza e la quota cento. È festa a Palazzo Chigi mentre i mercati tremano.

di Vito Nicola Lacerenza

Ciò che fino a pochi giorni fa sembrava impossibile è accaduto. Giovedì scorso il Ministro dell’economia Giovanni Tria ha detto “sì” alla manovra finanziaria 2019 che prevede la realizzazione dei punti chiave del contratto siglato tra Lega e 5stelle. Reddito di cittadinanza, aumento delquota cento, abolizione della legge Fornero, pace fiscale, impulso alla costruzione di opere pubbliche e fondo per i cittadini truffati dalle banche. Riforme che costeranno all’Italia 30 miliardi di euro e faranno aumentare il deficit pubblico al 2.4% per i prossimi tre anni. L’intenzione di Tria era quella di mantenere il rapporto spesa pubblica-PIL  intorno all’ 1.6% e di non superare mai il 2.1%. Ma le pressioni dei vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno costretto il Ministro dell’economia a rivedere le proprie posizioni dicendo che la manovra finanziaria 2019 “guarda alla crescita economica”. I mercati però sembrano essere scettici. Gli interessi sui titoli di Stato decennali sono aumentati di 35 punti, Piazza Affari ha perso il 4% e lo spread ha ripreso a salire. Sebbene le nuove misure economiche introdotte dal governo siano volte ad aumentare la crescita, dall’altra rischiano di far salire a dismisura il debito pubblico che al momento si aggira intorno ai 2.400 miliardi di euro.

Un “debito esplosivo” secondo il Commissario europeo per gli affari economici Perre Moscovici, il quale ha espresso preoccupazione per la manovra economica 2019 che a metà ottobre sarà valutata dalla Commissione UE. «Se l’Italia continua a indebitarsi – ha detto Moscovici – i tassi di interesse aumenteranno.” Si calcola che l’aumento del deficit comporterà un aumento del servizio del debito pari all’8%, il che costerà allo Stato italiano il 3.6% del PIL. Per il vicepremier Di Maio però il debito pubblico non solo non aumenterà ma scenderà. Per il leader pentastellato la finanziaria 2019 è “la manovra del popolo che cancella la povertà” grazie al rilancio “del mercato del lavoro”. L’ottimismo all’interno del governo è alle stelle, le immagini di Di Maio esultante sul balcone di Palazzo Chigi hanno fatto il giro del mondo. Ma  quel balcone non ha sempre portato fortuna a chi si è affacciato. Scaramanzia  a parte, c’è da notare che quanto più cresce l’esultanza del governo, tanto più diminuisce la fiducia dei mercati nei confronti dell’Italia. Un dato preoccupante dal momento che sono quegli stessi mercati che detengono il debito pubblico.

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