Di emigrazione e di matrimoni – Of migration and marriage (Parte 1)


di emigrazione e di matrimoni

Di emigrazione e di matrimoni

Nel cominciare a scrivere l’articolo è apparso subito ovvio che il tema è talmente complicato da richiedere due articoli per poter dare qualche idea solida per chi vuole inoltrare la propria storia.
(prima parte)

di Gianni Pezzano


 

Per molti sembrerà strano avere matrimoni come tema per le storie dell’emigrazione italiana che abbiamo iniziato a raccogliere dai nostri lettori, ma è proprio il cuore e l’anima che ispira la maggior parte degli emigrati a cercare una vita nuova in un paese lontano dalla famiglia e gli amici della gioventù. Però, come vedremo, le moltissime verità sono molto più complicate di quel che potrebbe sembrare dai soliti luoghi comuni. Infatti, nel cominciare a scrivere l’articolo è apparso subito ovvio che il tema è talmente complicato da richiedere due articoli per poter dare qualche idea solida per chi vuole inoltrare la propria storia.

Questo articolo tratterà i matrimoni degli anni dei bastimenti e le navi da crociera che portavano gli immigrati ad altri continenti con i tempi lunghi di viaggio e spese esorbitanti (e non solo di soldi). I dettagli di questo periodo sono stati dimenticati da molti ed è giusto che li ricordiamo.

La seconda parte dell’articolo riguarderà un fenomeno di matrimoni che ha avuto inizio con l’arrivo degli aerei come il Jumbo che hanno permesso viaggi in Italia e all’estero molto più semplici, meno costosi e soprattutto veloci. In questo caso, esiste un fenomeno che non si poteva prevedere dalle generazioni precedenti che crea problemi per i diretti interessati.

Nella nostra ricerca delle storie degli emigrati italiani non possiamo ignorare gli effetti dell’emigrazione nelle famiglie, nel bene e nel male. Non vogliamo mettere in imbarazzo persone per scelte difficili, ma abbiamo l’obbligo di documentare quel che è senza dubbio il perno centrale della nostra vita, la famiglia.

L’emigrazione e il matrimonio sono due passaggi che davvero segnano la vita, ma messi insieme creano problemi imprevedibili. Trovarsi lontani da parenti e paesani rende ancora più difficile trovare moglie per i giovani che hanno voluto, oppure sono stati costretti da forze maggiori, emigrare per trovare lavoro.

Cominciamo questo   tema citando un film celebre che dimostra come molti all’estero hanno trovato mariti e mogli.   In Bello onesto emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata del 1971 Alberto Sordi e Claudia Cardinale raccontano la realtà di chissà quanti di questi giovani italiani.

 

Procure

In un paese dove molti ancora oggi credono nel detto “Mogli e buoi dai paesi tuoi” il poter trovare marito, e in particolare modo moglie, non era affatto semplice.


Nei periodi dell’emigrazione di massa dell’ 800 e le ondate dopo le due guerre mondiali del ‘900 spesso si emigrava in grandi gruppi di paesani. Infatti, questo è il motivo per cui molto spesso i figli di emigrati parlano il dialetto invece della lingua del paese. Visto che questi gruppi erano composti maggiormente da uomini giovani, come facevano a trovare una moglie quando c’erano poche coetanee?

Naturalmente, alcuni di loro avevano vere o future fidanzate a casa e, malgrado la comunicazioni molto più difficili di oggigiorno, molti di questi hanno eventualmente sposato le ragazze che li hanno raggiunti poi nel paese nuovo, ma gli altri dovevano trovare altre soluzioni.

Ci sono stati quelli che hanno scritto a casa, di solito alla mamma, per trovare una ragazza adatta. Oggi sarebbe difficile pensare a un passo del genere ma per decenni non erano casi insoliti. Ci sono stati anche casi di coppie già sposate che organizzavano matrimoni per cognati, cugini, ecc, che non avevano ancora trovata l’anima gemella.

Per quelli senza paesani la solitudine si sentiva, come anche quella di fare la famiglia all’estero e allora si doveva trovare il proprio modo di cercare l’anima gemella.

Ci sono stati quelli che hanno fatto come il protagonista del film di Sordi che ha cercato moglie da un giornale in Italia. In Australia, i nuovi giornali di lingua italiana come “Il Globo” di Melbourne e “La Fiamma” di Sydney avevano annunci di chi cercava marito o moglie e non pochi matrimoni sono venuti dai controlli di queste colonne. Senza dubbio questa usanza esisteva anche negli altri paesi.

Molti di questi matrimoni si celebravano in un modo ora quasi sconosciuto in Italia, per procura con un fratello o cugino a rappresentare lo sposo. In molti casi i neo sposi non si conoscevano di persona ma tramite lettere e, se possibile, qualche telefonata costosissima.


Poi, come tutti i matrimoni, con o senza procura, con o senza l’intervento delle rispettive famiglie, la vita vera iniziava dopo la cerimonia ufficiale. L’arrivo delle nuove moglie, particolarmente per le coppie che non si erano ancora conosciute di persona,   dava inizio a una vita nuova di famiglia. Molti di questi matrimoni hanno avuto successo, ma altri hanno avuto problemi.

Le storie di queste coppie sono una parte integrale della storia dell’emigrazione italiana. Saper chi e come hanno superato le eventuali difficoltà, come anche sapere il destino di quelle coppie che non sono riuscite a superarle.

Ma non tutti gli emigrati partivano con le stesse intenzioni verso le famiglie rimaste a casa. Anzi…

 

Divorzi occulti

Fino all’inizio degli anni 70, il divorzio in Italia non esisteva. Allora chi si trovava in una rapporto difficile o, peggio ancora, senza i mezzi per poter lasciare moglie o marito, era limitato. Inoltre, pressioni dalle rispettive famiglie spesso costringevano queste coppie a rimanere insieme, almeno pubblicamente.   La possibilità di una nuova vita all’estero ha creato l’opportunità di poter arrivare al divorzio, a volte in modo palese e in altri casi in modo occulto e veramente crudele.

Visto che non era insolito per un marito partire prima del resto della famiglia alcuni hanno colto l’opportunità di fare una vita nuova senza legami con la famiglia rimasta a casa. Alcuni hanno utilizzato le leggi di divorzio dei nuovi paesi per poter ottenere quel che non potevano avere in Patria. Ma altri hanno fatto questo passo di nascosto, particolarmente nell’epoca senza documentazione moderna quando era possibile cambiare facilmente identità. In questi casi il marito semplicemente “spariva” come non fosse mai esistito, a volte solo per farsi sentire anni dopo quando voleva vedere i figli del primo letto.


Sarebbe interessante sapere quanti emigrati italiani siano potenzialmente bigami per la legge italiana per non aver fatto riconoscere il divorzio all’estero alle autorità italiane prima di sposarsi di nuovo. Chi scrive ha conosciuto chi ha avuto proprio questo tipo di problemi, spesso scoperti nelle procedure di richiedere il pagamento degli assegni famigliari per le loro eventuali pensioni italiane. Non è una situazione facile da risolvere e spesso è anche costosa.

Anche queste storie sono importanti perché fanno parte della Storia del   fenomeno più importante del nostro paese. Ognuno delle decine di milioni che sono partiti per l’estero ha la propria storia.

L’articolo continuerà nella seconda parte nella quale tratteremo i matrimoni degli anni moderni, quelli dei viaggi internazionali facili.

Speriamo che questi pochi esempi daranno la forza ai lettori di raccontare le loro storie su questi fatti.

Potrete inviare le vostre storie a: [email protected]ailycases.com

LEGGI  Parte 2


 

of migration and marriage

di emigrazione e di matrimoni

Of migration and marriage

As we began writing the article it quickly became obvious that the theme is so complicated that it requires two articles in order to give some solid ideas for those who want to send their own stories, (first part)

by Gianni Pezzano

It will seem strange to many having marriage as a theme for the stories of Italian migration that we have begun to collect from our readers, but it truly is the heart and soul of what inspired the majority of migrants to seek a new life in a country far away from their families and the childhood friends. However, as we will see, the many realities are much more complicated than it would seem from the usual clichés. In fact, as we began writing the article it quickly became obvious that the theme is so complicated that it requires two articles in order to give some solid ideas for those who want to send their own stories,

This article will deal with marriage during the years of the “bastimenti”, the converted cargo ships used to transport large groups of migrants in the early years and then the cruise ships used in the periods after the two world wars that took the migrants to other continents with long travel times and at exorbitant expense (and not only o in terms of money). The details of this period have been forgotten by many and it is right that we remember them.

The next article will deal with the phenomenon of marriages after the arrival of airplanes such as the Jumbo jet which meant that trips to Italy and overseas were much simpler, economical and, above all, fast. In this case there is a phenomenon that could not have been foreseen by the previous generations which have caused problems for those involved.

In our search for the stories of Italian migrants we cannot ignore the effects of migration for better or for worse, on families. We do not want to embarrass people because of difficult choices but we have the duty to document what is without a doubt the cornerstone of our lives, the family.

 

Migration and marriage are two passages that truly make a mark on our lives but which, when we put them together, cause unexpected problems. Being far away from relatives and people from our home towns makes it even harder to the young men who wanted to leave in order to seek work, or were forced to migrate by greater forces, to find a wife.

Let us begin this theme by referring to a famous film which shows how many overseas found their husbands and wives. In the 1971 film “Bello onesto emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata” (A young handsome migrant in Australia would like to marry a chaste wife) Alberto Sordi and Claudia Cardinale tell the real story of who knows how many youg Italian migrants.

 

Proxy

In a country which still today believes in the saying “Mogli e buoi dai paesi tuoi” (Wives and cattle from your home towns) being able to find a husband, and especially a wife, was not at all easy.

During the periods of mass migration in the 19th century and after the two world wars people often migrated in large groups from the same town. This in fact is the reason that many children of migrants often speak dialect rather than Italian. Since these groups were usually made up of young men, how could they find wives when there were few women of their own age?

Naturally, some had true or prospective fiancées at home and, despite communications that were much harder than today, many of these eventually married their girlfriends who then joined them in the new country but the others had to find alternative solutions.

There were those who wrote home, usually to the mothers, to find a suitable wife. It would be hard to imagine taking such a step today but for decades these were not isolated cases. There were cases of married couples who organized marriages for in laws, cousins, etc, who had still not found their soul mates.

Those who had nobody from the same town felt loneliness, as well as the will to make a family and so they had to find another means to look for a soul mate.

There were those who did what Alberto Sordi’s character did in the film, they looked for a wife through newspapers in Italy. In Australia the new Italian language newspapers such as Melbourne’s “Il Globo” and Sydney’s “La Fiamma” had advertisements by those looking for husbands and wives and not a few marriages came from reading these columns. Undoubtedly this also occurred in the other countries.

Many of these marriages were celebrated in a manner that is almost unknown in Italy today, by proxy, with a brother or cousin standing in for the groom. In many cases the newly married couples had never met and had communicated by letter and, if possible, via very expensive telephone calls.

And then, as in all marriages, with or without a proxy, with or without the intervention of the respective families, the true life together began after the official ceremony. The arrival of the new wives, especially for those couples who had never met before, was the start of the new family lives. Many of these marriages were successful but others had problems.

The stories of these couples are an integral part of the history of Italian migration, knowing how they overcame the difficulties, just as knowing the fate of those couples that did not overcome them.

But not all the migrants left with the same intentions towards the families left at home. Rather…

 

Hidden divorces

Before the beginning of the 1970s Italy did not have a divorce law. At the time those who were in difficult relationships or, worse still, did not have the means to be able to leave their husbands or wives, had few choices. In addition, pressure from the respective families often forced these couples to stay together, at least publicly. The chance for a new life overseas created the opportunity to be able to obtain a divorce, at times openly and in other cases in a hidden and truly cruel way.

Since it was not unusual for husbands to leave before the rest of the family some took the chance to truly begin a new life without the links with those left at home. Some used the divorce laws of the new countries to do what they could not do at home. But others took this step in secret, especially at a time when it was easy to change identity. In these cases the husband simply “disappeared” as though he had never existed, sometimes only to appear years later when he wanted to see the children from the first marriage in the future.

It would be interesting to know how many Italian migrants are potential bigamists under Italian law for not having their overseas divorces recognized by the Italian authorities before marrying again. The writer has met people with these very problems, often discovered when applying for family payments for their eventual Italian pensions. It is not an easy situation to resolve and often costly.

These stories too are important because they are part of faithfully documenting the history of our country’s greatest phenomenon. Each one of the tens of millions who left for abroad has his or her personal story.

The article will continue in part two in which we will deal with the marriages of recent years, those of easy international travel.

We hope that these few examples will give our readers the will to tell their own stories in these matters.

You can send these stories to: [email protected]

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