Italiani nel Mondo

Dante e la delusione – Dante and disappointment

By 22 Maggio 2019 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

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Dante e la delusione

Nella sua Commedia Dante Alighieri ha descritto l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso e in quei tre Canti affascinanti vediamo discorsi su ogni aspetto della nostra vita e incontriamo personaggi storici e leggendari (in entrambi i sensi della parola) che ci fanno pensare al senso della vita

Di Gianni Pezzano

La Cultura fa parte del nostro patrimonio personale che abbiamo trattato nell’ultimo articolo (https://thedailycases.com/qual-e-il-nostro-patrimonio-personale-what-is-our-personal-heritage/) ma a volte non ci rendiamo conto che la Cultura non è qualcosa che esiste   da sola. Dobbiamo prima curarla, promuoverla, poi dimostrare che la amiamo e fin troppo spesso questo amore culturale ci viene a mancare.


Tristemente, un caso dimostra che il nostro amore verso un personaggio fondamentale della nostra Cultura, l’uomo che più di ogni altro ha portato a quel che ora è la nostra lingua nazionale, non è all’altezza di un personaggio che non è solo un pilastro della Cultura italiana, ma anche europea e mondiale.

Nella sua Commedia Dante Alighieri ha descritto l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso e in quei tre Canti affascinanti vediamo discorsi su ogni aspetto della nostra vita e incontriamo personaggi storici e leggendari (in entrambi i sensi della parola) che ci fanno pensare al senso della vita.

Ma la sua morte ha dimostrato che l’Italia non ha mai superato le barriere create dai litigi e guerre tra Guelfi e Ghibellini che hanno portato Dante all’esilio che lo ha visto morire lontano dalla sua amata Firenze. E la prova è come è visto da chi oggigiorno va a Ravenna per rendere omaggio al Sommo Poeta.

Tre volte

La prima volta che sono andato a Ravenna ero deciso a vedere la tomba dell’autore che ha dato il suo nome a una fase della mia vita. Infatti, le mie prime lezioni della lingua italiana ad Adelaide in Australia furono con la Società Dante Alighieri.

Al mio ritorno dal primo viaggio in Italia con la famiglia, con la mia testa piena degli splendori che avevo visto in tutta la penisola in quasi tre mesi, ho deciso di leggere l’opera che avevo spesso sentito nominare ma solo come la frase “Dante’s Inferno” che si utilizzava in inglese per descrivere una situazione terribile. Allora mi sono recato alla biblioteca della scuola, di nuovo cattolica. Ho avuto una sorpresa a leggere il foglietto di quei pochi che l’avevano prestato prima di me, l’ultima volta più di due anni prima.

Naturalmente la versione era in inglese, ma sono rimasto incantato dall’opera. Infatti anni dopo, quando il mio livello d’italiano era migliorato, mia nonna è venuta in visita in Australia e prima di partire per il viaggio mi ha chiesto cosa volevo come regalo dall’Italia, e le ho risposto una copia della Commedia. L’ho letta immediatamente con più piacere della prima volta.

Perciò quel giorno a Ravenna, dopo aver visitato San Vitale e il Mausoleo di Galla Placidia sono andato in cerca della tomba dell’autore fiorentino. Non immaginavo la delusione che mi attendeva.

Ho chiesto ai locali dove andare, allora la segnaletica non era chiara come oggi, e alla fine ho avuto l’orrore di scoprire che il piccolo quasi anonimo mausoleo che avevo passato tre volte era proprio la tomba di Dante. Ero commosso dal trovarmi davanti a lui, ma ero scandalizzato che quel luogo non fosse adatto per il ruolo che ha avuto nella Storia e la Cultura del nostro paese.

La Romagna e Firenze

Nel mio ritorno a Faenza dove alloggiavo durante quel viaggio ho saputo un pò della Storia dell’attrito tra Firenze e Ravenna per quel motivo. Ho saputo dai miei amici faentini del suo disprezzo verso la regione dove sarebbe morto e gli epiteti che diede ad alcuni luoghi, compresa una descrizione non lusinghiera dei faentini stessi.


Ho saputo anche che ancora oggi Firenze dona alla città romagnola l’olio per la lampada votiva della tomba. Ma questo non è che un gesto che nasconde la verità dietro la cerimonia.

Mi sono ricordato di questo la settimana scorsa quando ho portato parenti americani a visitare la città che ha ben otto siti UNESCO Patrimonio dell’Umanità e anche loro volevano vedere la tomba. Poi ho avuto anche un altro pensiero mentre loro aspettavano in fila per poterla vedere nei pochi minuti permessi ai visitatori.

È la stagione delle gite scolastiche e quindi la fila era lunga e questo mi ha dato qualche motivo per considerare e mi sono chiesto, ma questi giovani che avranno sentito nominare Dante per tutta la vita e che tra un paio di anni dovranno studiarlo a scuola, cosa avranno pensato nel vedere una tomba così anonima e modesta?

Quando dovranno prendere la sua opera più importante per leggere le sua parole e penseranno a quella tomba si chiederanno “Ma se è così importante perché non ha tomba più degna del suo lavoro?”

Anche i miei parenti americani sono rimasti sorpresi dal luogo e ho dovuto spiegare la voglia di Firenze di riportarlo alla sua città di nascita e che i romagnoli sono altrettanto decisi che non succederà mai.

Soluzione?

Ma davvero dimostriamo vero onore al nostro autore più importante, al creatore di quel che diventerà la nostra lingua in una sepoltura così indegna, perché due città italiane non sono capaci di risolvere un problema che due volte ha rischiato guerre tra di loro e per secoli ha visto i ravennati nascondere le sue spoglie per prevenirne il furto da parte dei fiorentini?


Sappiamo tutti che in Italia si continuano a combattere i conflitti che portarono all’esilio del Sommo Poeta, ma dobbiamo finalmente mettere questi pensieri da parte perché abbiamo anche l’obbligo di mostrare al mondo il nostro orgoglio per una persona che ha dato un contributo enorme a creare il patrimonio culturale più grande del mondo, e questo certamente non lo facciamo con colui che è senza dubbio il nostro autore più importante.

Osiamo dire altrettanto anche di quegli autori italiani che hanno ottenuto il riconoscimento più importante per la letteratura mondiale, il Nobel per la Letteratura. Quanti giovani d’oggi riconoscerebbero tutti i seguenti nomi: Giosuè Carducci, Grazia Deledda, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale e Dario Fo? Temiamo pochi.

Dare una sepoltura degna della fama e le opere di Dante Alighieri sarebbe una mossa importante per dimostrare che riconosciamo l’importanza del ruolo della Cultura nella qualità della nostra vita e della grandezza del paese.

Ma chi avrà il coraggio di trovare finalmente una soluzione a quel che possiamo soltanto chiamare una delusione per noi tutti, italiani e non?

 


di emigrazione e di matrimoni

Dante and disappointment

In his “Divine Comedy” Dante Alighieri describes the Inferno (Hell), Purgatory and Paradise (Heaven) and in those three fascinating Canti we see discussions on every aspect of our lives and we meet historical and legendary (in both senses of the word) characters who make us think about the meaning of life.

By Gianni Pezzano

Culture is part of our personal heritage that we discussed in the last article (https://thedailycases.com/qual-e-il-nostro-patrimonio-personale-what-is-our-personal-heritage/), but at times we do not understand that Culture is not something that exists on its own. We must first look after it, promote it and then show that we love in and all too often we lack this love for culture.

Sadly one case shows us that our love for a fundamental person in our Culture and the man who more than any other brought us what we now call our national language, is not equal to the person who is not only a pillar of Italian Culture but also European and international Culture.

In his “Divine Comedy” Dante Alighieri describes the Inferno (Hell), Purgatory and Paradise (Heaven) and in those three fascinating Canti we see discussions on every aspect of our lives and we meet historical and legendary (in both senses of the word) characters who make us think about the meaning of life.

But his death has shown that Italy has not overcome the barriers created by the quarrels and partisan conflicts that led Dante to the exile that saw him die far from his beloved Florence. And the proof can be seen today by those who go to Ravenna to pay homage to the Great Poet.

Three times

The first time I went to Ravenna I was determined to see the tomb of the author who had given his name to a stage if my life. In fact, my first lessons in Italian in Adelaide in Australia were with the Dante Alighieri Society.


For some of us children of Italian migrants Saturday was the day for Italian lessons, in my case in the classroom of a prestigious Catholic college. Indeed, this was the very reason that for many years the children of Italians did not learn our language. In Australia there is no school on Saturdays but sport or free time. Therefore, having to choose between sport or free time and having a lesson in a language that did not help you to pass the year, the choice for many was one of the first two and very few made the last choice.

On my return from the first trip to Italy with the family and with my head full of the wonders I had seen in the peninsula over almost three months, I decided to read the work that I had so often heard mentioned only as “Dante’s Inferno” that was used in English to describe a horrifying situation. So I went to my school’s library and once again the school was Catholic. I was surprised when I read the small sheet with the names of those few who had borrowed before me and the last time was more than three years before.

Naturally this was in English but I was enchanted by the work. In fact, a few years later when my grandmother came to visit us in Australia she asked me before leaving what gift I wanted from Italy and I asked her for a copy of “The Divine Comedy”. I read it immediately and with more pleasure than the first time.

Therefore that day in Ravenna, after having visited the Basilica of San Vitale and Galla Placidia’s Mausoleum I went looking for the Florentine author’s tomb. I never imagined the disappointment awaiting me.

I asked locals where to go as at the time there were no clear signs as there are today and in the end I was horrified to discover that the small almost anonymous building I had passed three times was truly Dante’s tomb. I was moved at finding myself in front of him but I was also shocked that the place was not suitable for the role he had played in our country’s history and Culture.

The Romagna and Florence

On my return to Faenza where I was staying during that trip I found out a little about the history of the friction between Florence and Ravenna for that very reason. My friends in Faenza told me of his disdain for the region where he would die and the derogatory comments he made about some places, including an unflattering description of the people of Faenza.

I found out that today Florence still gives the city in the Romagna the oil for the tomb’s votive lamp but this is only a gesture that hides the truth behind the ceremony.

I remembered last week when I took American relatives to the city that is the location of eight UNESCO World Heritage sites and they too wanted to see the tomb. And then I also had another thought as they waited in line to be able to see it for the few short minutes allowed the visitors.

This is the season of the school trips and therefore the queue was long and this gave me something to think about and I wondered what these youngsters who have heard Dante mentioned all their lives and who they will have to study in a couple of years must have thought when they saw such an anonymous and modest tomb.

When they finally hold his most important work to read his words will they think about that tomb and wonder “If he is so important why does he not have a tomb worthy of his work?”

My American relatives were also surprised by the place and I explained to them Florence’s desire to bring him back to his city of birth and that the people of Romagna are just as determined that this will never happen.

Solution?

Do we really show true honour to our most important author, to the creator of what would become our language in such an unworthy burial because two cities are unable to resolve a problem that twice risked the outbreak of war and for centuries saw the people of Ravenna hide his remains to prevent their theft by the Florentines?

We know that in Italy they still continue to fight the conflicts that led to the Great Poet’s exile but we must finally put aside these partisan thoughts because we also have a duty to show the world our pride for a person who gave such a large contribution to the world’s largest cultural heritage and we certainly do not do that with the man who is undoubtedly our most important author.

We also dare say just as much about those Italian authors who were awarded the most important recognition in world literature, the Nobel Prize for Literature. How many of today’s young people would recognize all the following names: Giosuè Carducci, Grazia Deledda, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale and Dario Fo? Few we fear.

Giving a sepulchre that is worthy of Dante Alighieri’s fame and work would be an important step to showing that we recognize the importance of Culture in our quality of life and the greatness of the country.

But who will find the courage to finally find a solution to what we can only call a disappointment for us all, Italians and non-Italians?

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