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Dall’Argentina alla Calabria: una Storia Personale in cerca dell’Identità – From Argentina to Calabria: a Personal Story in search of Identity

By 28 Agosto 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Dall’Argentina alla Calabria: una Storia Personale in cerca dell’Identità

Il nuovo articolo inviatoci da Paolo Cinarelli è un contributo importante al tema dell’identità personale dei discendenti degli emigrati trattato dalla trilogia di articoli conclusa qualche giorno fa.

Questa trilogia, iniziata con un altro articolo da Paolo, voleva dare qualche spunto sul tema che sta diventando più e più importante per moltissimi discendenti di emigrati italiani in giro per il mondo.

Parte 1: Nomi italiani e la perdita dell’Identità- Italian names and the loss of Identity


Parte 2: I Misteri degli Italo-Americani – The Mysteries of the Italian Americans

Parte 3: Io non sono (solo) Italiano – I am not (only) Italian

In questo articolo leggiamo la storia di una ragazza in Argentina che è andata in Italia per cercare le proprie origini e dunque la propria identità e patrimonio famigliare personale. Come lei ci sono milioni e milioni di figli e discendenti di emigrati italiani in tutti i paesi che sognano l’opportunità di fare lo stesso viaggio ai paesi d’origine dei nonni/genitori. Alcuni troveranno felicità, alcuni tristezza e anche scompiglio perché hanno scoperto segreti famigliari inattesi ed altri iniziano un percorso che durerà tutta la vita. In tutti questi casi, ciascuno tornerà al paese di nascita cambiato e non tutti troveranno le risposte che cercavano.

Non esiste una risposta precisa per chi si chiede se sia “italiano”, “americano/argentino, australiano, ecc., ecc.” come fanno molti nel corso della vita quando, per un motivo o l’altro, qualcun mette in dubbio l’appartenenza dell’individuo al paese di nascita, in modo particolare per la prima generazione nata nel nuovo paese di residenza, ma non solo.

Come abbiamo visto in questi articoli, i casi sono moltissimi, e anche se i temi da considerare sono uguali in tutti i paesi dove ci sono immigrati, i dettagli cambiano da paese e paese, spesso anche all’interno dello stesso paese, e quindi ogni storia raccontata è unica e ci dimostra che ogni soluzione è valida e ciascuno di noi deve prendere la decisione con cui si trova a suo agio.

Questo è uno dei motivi per cui chiediamo ai lettori di inviarci le loro storie. Non solo per raccontare esperienze uniche, ma anche per fare capire a chi ha paura di esprimere il proprio disagio nel paese di nascita, che non sono soli a sentire questa emozione e che hanno il diritto di domandarsi chi sono e di cercare la propria identità personale, anche se non sempre è quella che i genitori sognavano per loro, oppure quella che aspettavano quando hanno preso l’aereo per l’Italia.

Perciò, ripetiamo il nostro invito ai lettori. Inviate le vostre storie a: [email protected]

Dall’Argentina alla Calabria: una Storia Personale in cerca dell’Identità

di Paolo Cinarelli

L’argomento della trasmissione della cultura familiare attraverso il balzo generazionale da nonni a nipoti diventa un fenomeno sempre più ricorrente. Come spiega il prof. Franco Fiumara, il vincolo affettivo unisce le due generazioni sulla base del rapporto di complicità in contrapposizione al ruolo dell’autorità svolto dai genitori. Così, sulla linea di quanto già accennato in articolo precedente ( L’italianità della “generazione saltata” – Italians in Argentina, Developments ), si riscatta la figura del migrante che in passato spesso era sminuita e ora invece viene rivalorizzata. Rivendicare l’origine dell’antenato lavoratore e umile che ha varcato l’oceano, non è più un motivo di vergogna ma di orgoglio.

Amira Giudice, che è andata in Calabria poco più che ventenne a riscoprire la terra e le storie di vita del nonno Modesto deceduto poco prima, è l’esempio concreto di questo fenomeno. E’ ripartita da quel viaggio consapevole di avere trovato il suo posto nel mondo, ma anche con il progetto di diffondere una rete online che unisca i giovani discendenti di emigrati italiani in Sudamerica. Il suo esempio è una sintesi di un fenomeno che solo adesso si sta valutando concretamente e da origine a progetti che vogliono riscoprire le origini, come il turismo delle radici e i tanti progetti di ritorno, ma che in effetti sono la somma di tantissimi casi visti finora sempre come singoli.

Il sei agosto si è presentata nel programma radio “Il Postino Patagonico” della località di Villa Regina in occasione del lancio del sito itRionegro.it che rappresenta la sede più a sud di tutta la rete web di italiani.it.

“(…) Sono una italoargentina, nata a Buenos Aires. Sono italiana da parte di padre e il vincolo con la cultura italiana viene dai miei nonni. Da piccola mio nonno ci portava alle feste della Madonna della Quercia nella chiesa dei Migranti nella zona di La Boca, per cui da sempre sono stata in contatto con l’italianità delle tradizioni, le festività, le ricette che ci preparava il nonno in casa e tutto ciò di italiano che ci trasmetteva, compreso anche il dialetto che lo parlava spesso con i suoi paesani quando lo venivano a salutare o quando si incontravano in qualche festa. Siamo sempre stati molto in contatto con le tradizioni del cibo e del vino fatti in casa, la gastronomia e l’Italia in genere. Da piccola mi piaceva leggere le riviste che gli mandavano dall’Italia perché dalla Regione Calabria arrivavano gli almanacchi e le riviste piene di fotografie. Mio nonno le lasciava nella sala a portata di mano e io le guardavo e le leggevo quasi senza capirle.

Già dall’infanza ho assorbito la cultura italiana e soprattutto la cultura del paese di mio nonno, che è stato quello che più mi ha trasmesso e mi ha avvicinato all’Italia tanto a me come al resto della famiglia. Nel 2016 ho deciso di viaggiare per conoscere il paese dove era nato e da dove era partito, che si chiama Conflenti ed è anche il paese della Madonna che si festeggia qui a Buenos Aires l’ultima domenica di agosto. Lì ho scoperto le mie radici, ho riscoperto in ogni angolo del paese i luoghi dei suoi racconti e mentre camminavo ricostruivo pezzi di storie, ho conosciuto molti parenti e amici. E’ stata una esperienza bellissima, sono stata nel paese molte altre volte e lo porto nel cuore. La prima volta che sono stata a Conflenti ho sentito di avere trovato il mio posto nel mondo.

Lì ho trovato la gente di italiani.it perché Conflenti è la capitale del progetto e mi sono aggiunta alla redazione di itConflenti.it dove ho cominciato come redattrice. Successivamente lo abbiamo portato da questa parte dell’oceano e aprendo il portale itBuenosAires.it e dando il via alla diffusione della cultura italiana nel 2017.

Questo sogno di diffondere la cultura e rendere visibile l’attività delle istituzioni italiane si è espanso fino a costituire una grande rete in America Latina così come era stato fatto in Europa e nel resto del mondo. Abbiamo aggiunto diverse città, adesso fanno parte di questo progetto dodici città latinoamericane nelle cui redazioni ci sono gruppi di giovani che ci occupiamo di diffondere la cultura italiana, di raccontare storie, di diffondere eventi, stare in contatto con le associazioni, istituzioni e immigranti in genere che cercano di rendere visibili le loro attività e raccontare le loro storie. Sono supervisore e mi occupo di coordinare i lavori di tutte le redazioni di italiani.it in America Latina. Adesso siamo più di 60 redattori da questa parte del mondo che scrivono e hanno bisogno di una guida per elaborare e diffondere le loro note, perché da italiani.it è possibile accedere ai siti delle diverse città e ai loro articoli.

Tra i progetti a futuro abbiamo già cominciato con le borse di studio di lingua italiana insieme alla Associazione Calabrese di Buenos Aires. Ci sono anche altri progetti a breve, quindi vi invito tutti a visitare il sito per conoscerci meglio e a seguirci sui social per conoscere le nostre attività”.

di emigrazione e di matrimoni

From Argentina to Calabria: a Personal Story in search of Identity

Paolo Cinarelli’s new article is a major contribution to the theme of the personal identity of the descendants of migrants we dealt with in the trilogy of articles that ended a few days ago.

This trilogy began with another article by Paolo and wanted to provide some talking points on a theme that is becoming more and more important for many descendants of Italian migrants around the world.

Parte 1: Nomi italiani e la perdita dell’Identità- Italian names and the loss of Identity

Parte 2: I Misteri degli Italo-Americani – The Mysteries of the Italian Americans

Parte 3: Io non sono (solo) Italiano – I am not (only) Italian

This article is the story of a young Italo-Argentinean woman who went to Italy to look for her origins and therefore for her own identity and personal family heritage. There are millions and millions of children and descendants of Italian migrants like her in every country who dream of the chance of making the same trip to the towns of origin of their grandparents/parents. Some find happiness, others sadness, others are even upset because they found unexpected family secrets and others start a path that will last a lifetime. In all these cases each one of them will go home to their country of birth changed and not everyone will find the answers they were looking for.

There is no exact answer for those who ask themselves if they are “Italian”, “American, Argentinean, Australian, etc, etc” as many people do during their lifetimes for one reason or another and some question their belonging to their country of birth, especially the first generation born in the new country of residence but not only in that generation.

As we have seen in these articles there are a multitude of cases and even if the issues to be considered are the same in all the countries where there are migrants the details change from country to country and even within the same country and therefore each story is unique and shows us that every solution is valid and each one of us has to make the decision which he or she feels at ease.

This is one of the reasons that we ask our readers to send us their stories. Not only to tell stories of unique experiences but also to make those who are scared to express their discomfort in their country of birth understand that they are not alone in feeling this emotion and that they have the right to ask themselves who they are and to look for their own personal identity, even if it is not always the one their parents dreamed of for them or what they expected when they took the plane to Italy.

Therefore, we repeat our invitation to our readers to send your stories to:

[email protected]

From Argentina to Calabria: a Personal Story in search of Identity

di Paolo Cinarelli

The subject of passing on the family’s culture through the leap of generations from the grandparents to the grandchildren is becoming more and more a recurring phenomenon. As Professor Franco Fiumara explained, an emotional bond unites two generations on the basis of complicity as opposed to the authoritative role of the parents. And so, as stated in a previous article on this issue ( L’italianità della “generazione saltata” – Italians in Argentina, Developments ), the figure of the migrant was often downplayed but it is now being appreciated once more. Claiming your origin from the hard working and humble forebear who crossed the ocean is no longer a reason for shame but for pride.

Amira Giudice who went to Calabria in her early 20s to rediscover the land and the stories of the life of her grandfather Modesto who had passed away shortly before is a concrete example of this phenomenon. She came back from this trip aware of having found her place in the world but also with a plan to spread an online network that brings together young descendants of Italian migrants in South America. Her example is a synthesis of a phenomenon that only now is being solidly evaluated and gives rise to projects that aim to discover origins, such as tourism of the family roots and many projects of return to Italy which are in fact the sum of the many cases we have seen up to now but always by individuals.

On August 6 she came to the radio programme “Il Postino Patagonico” (The Postman of Patagonia) in the town of Villa Regina on the occasion of the launch of the website itRionegro.it that represents the southernmost setting of all the italiani.it network.

“…I am Italo-Argentinean, born in Buenos Aires. I am Italian on my father’s side and the connection with Italian Culture comes from my grandparents. Since I was a child my grandfather used to take us to the feast of the Madonna della Quercia (Our Lady of the Oak) in the church of the Migrants in the area of La Boca which meant I was always in contact with the Italian spirit of the traditions, the celebrations, the recipes that nonna prepared at home and everything Italian they passed onto us, also including the dialect that was often spoken with his paesani (people from the same town) when they came to say visit or when they met at some celebration. We were always very much in touch with the traditions of homemade food and wine, gastronomy and Italy in general. When I was a child I liked to read the magazines they sent from Italy because almanacs and magazines full of photos used to be sent from the Calabria Region. My grandfather left them at hand in the room and I looked at them and read them almost without understanding them.

“I absorbed Italian Culture since my childhood and above all the culture of my grandfather’s hometown which is what he passed onto me the most and this brought me closer to Italy as well as the rest of the family. In 2016 I decided to travel to get to know the town where he was born and from where he left. It is called Conflenti and it is also the town of the Madonna that is celebrated in Buenos Aires on the last Sunday in August. I discovered my roots there, in every corner of the town I rediscovered the places of his stories and as I walked around I rebuilt pieces of stories. I got to know many relatives and friends, it was a beautiful experience. I have been to the town many other times and I carry it in my heart. The first time I went to Conflenti I felt that I had found my place in the world.

“There I found the people of italiani.it because Conflenti is the capital of the project and I was added to the editorial staff of itConflenti.it where I began as an editor. Subsequently we brought it to this side of the ocean and opened the itBuenosAires.it portal and starting the spread of Italian Culture in 2017. This dream of spreading Italian Culture and making the activities of Italian institutions visible expanded up to building a great network in Latin America as was done in Europe and the rest of the world. We added various cities, and now twelve Latin American cities are part of the project where groups of young people in the editorial staff deal with the spread of Italian Culture, telling stories, spreading events, keeping in touch with associations, institutions and migrants in general who try to make their activities visible and to tell their stories. I am the supervisor and I look after the work of all the editorial offices of italiani.it in Latin America. We are now more than 60 members of the editorial staff in this part of the world who write and need a guide to elaborate and spread their notes, because from italiani.it it is possible to access the sites of various cities and their articles.

“One of the future projects we have already started is that of scholarships, together with the Buenos Aires Calabrese Association, to study the Italian language. There will also be other projects shortly and so we invite everyone to visit the website to get to know us better and to follow us on the social media to get to know our activities”


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