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Croazia, ancora sei anni per bonificare dalle mine antiuomo

By 8 Settembre 2013 No Comments

croazia_api_lp-300x186Tempo previsto, per pulire dagli ordigni disseminati in durante la guerra degli anni Novanta, il 2019 secondo una stima del Cromac, ente di sminamento croato.

 Roma, 8 settembre – Ci vorrà fino al 2019 per ripulire la Croazia dalle mine antiuomo, piazzate nel Paese balcanico durante il conflitto degli anni Novanta. Così secondo le stime del Croatian Mine Action Centre (Cromac), l’ente di sminamento croato. A diciassette anni dalla fine della guerra si continua a fare i conti con un’eredità di bombe inesplose che ha causato negli anni una strage di civili . Dal 1991, come riferisce il centro di sminamento croato, 1.960 persone hanno avuto incidenti per esplosione di ordigni. Tra queste, 506 sono rimaste uccise, 1.112 gravemente mutilate e 311 hanno subito lesioni considerate più lievi. A questi si aggiungono 60 morti tra gli addetti allo sminamento, per un totale di 202 incidenti avvenuti durante la “pulizia” del territorio. Sono centinaia gli sminatori al lavoro per la bonifica. Le mine antiuomo sono disseminate su una superficie di quasi 700 chilometri quadrati della Croazia, da luglio 2013 a pieno titolo ventottesimo Stato membro dell’Unione europea. Ma i costi sono alti: sminare un metro quadrato di terreno costa da 1 a 1,5 euro a seconda del metodo necessario per lo sminamento. Si tratta, a seconda dei casi, di figure professionali che comprendono l’operatore, il detector, l’utilizzo di cani addestrati e la configurazione del terreno.

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