Politica

Covid19: le competenze fanno le differenze

By 21 Ottobre 2020 Novembre 10th, 2020 No Comments

Chi decide la vita degli Italiani? E’ polemica sul Comitato Tecnico Scientifico nominato dal Governo: non c’è il virologo

Di Paolo Buralli Manfredi

Negli ultimi giorni sono riapparsi i ben noti DPCM, comunicati come al solito a sera inoltrata. Ma come nasce un DPCM e soprattutto chi delinea le regole che vengono introdotte nei DPCM?

Nei quotidiani nazionali più di una volta abbiamo visto la fotografia del grande tavolo ovale dove il Presidente del Consiglio siede insieme al ‘famoso’ Comitato Tecnico Scientifico che, dopo avere elaborato le strategie per limitare il virus in base alle singole specifiche competenze, mostra al Presidente Conte come si dovrà procedere nello scrivere le regole del DPCM.


È chiaro dunque che la differenza tra un DPCM vincente ed uno perdente la fa la competenza di coloro che scrivono le regole dello stesso, e dunque è doveroso capire come un Governo dovrebbe scegliere gli esperti che dovranno durante la pandemia decidere quali linee bisognerà adottare per contenerla e quindi, abbiamo cercato di capire quale strumento bisognerebbe usare, oltre al Curriculum Vitae ovviamente, per capire a quali scienziati andrebbero affidate le vite di una nazione e del suo popolo.

Cercando nella pubblicazione di riviste scientifiche abbiamo trovato che per comodità e velocità di ricerca, lo strumento più utilizzato per capire quanto vale uno scienziato a livello internazionale è la classifica scientifica dove vengono riportati i punteggi dall’alto verso il basso, punteggi che vengono assegnati agli scienziati in base alle ricerche svolte dagli stessi ed alle pubblicazioni che riportano il loro primo o ultimo nome come selezione principale, o nome all’interno delle stesse accettate come secondo parametro; altro metro di misura che determina i punteggi è in quale rivista scientifica, più o meno accreditata, è stata accettata la pubblicazione del lavoro scientifico effettuato. Tale punteggio ha come sigla H- Index.

V’è da dire anche che un altro criterio di valutazione essenziale che determina la reputazione degli scienziati, i cui nomi sono pubblicati all’interno della classifica a punti, è quello che, per essere considerato uno scienziato che può effettivamente essere preso in considerazione per le sue ricerche scientifiche, deve almeno avere un punteggio (H- Index) superiore a 50.

Detto questo siamo andati a vedere quale punteggio è assegnato a coloro che vengono interpellati negli show televisivi e soprattutto quelli che sono nel CTS, che determinano in base alle loro scelte la vita degli Italiani e la loro sicurezza ed ahinoi, purtroppo, sia nel primo che nel secondo caso le classifiche degli scienziati interpellati dai media e scelti nel comitato tecnico scientifico non rientrano nei parametri precedentemente spiegati. Tra coloro che spesso appaiono nei nostri talk show sull’argomento covid19, solo uno scienziato tocca quota 51 punti, il Professor Galli, a scuola direbbero appena sufficiente, mentre gli altri non raggiungono quota 50 e molti non sono neanche menzionati nella classifica. Quindi la comunicazione sui media è estremamente carente di quella professionalità richiesta dal difficile momento.

Ci si domanda altresì se le privazioni delle libertà individuali e le regole che il CTS impone ai cittadini Italiani, siano davvero corrette o necessarie per salvare vite umane, visto che chi le emette non ha i requisiti minimi richiesti dalla scienza per essere considerato un esperto in materia di virus letali. Eh sì perché tra gli esperti del CTS, pur con specifiche componenti scientifiche certificate, non esiste un virologo.

Se siamo sotto assedio da parte di un virus, quali sono gli scienziati nel CTS, selezionati dal Governo, che sono virologi e che hanno un punteggio nella classifica degli scienziati almeno superiore a 50?

In realtà nessuno poiché gli esperti nominati operano in altri campi medici e sono:

Massimo Antonelli, Direttore del Dipartimento emergenze, anestesiologia e rianimazione del Policlinico Universitario “A. Gemelli”; H index 77.

Roberto Bernabei, Direttore del Dipartimento Scienze dell’invecchiamento, neurologiche, ortopediche e della testa – collo del Policlinico Universitario “A. Gemelli”; H-Index: 89

Fabio Ciciliano, dirigente medico della Polizia di Stato, esperto di medicina delle catastrofi – con compiti di segreteria del Comitato;

Ranieri Guerra, rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità;

Francesco Maraglino, Direttore dell’Ufficio prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale del Ministero della salute

Luca Richeldi, Presidente della Società italiana di pneumologia; h-index: 54;

Perché mai gli Italiani dovrebbero sottostare a regole dettate dal CTS o dagli scienziati interpellati dai media se, sia nel CTS che per gli scienziati che vanno in TV,  non ci sono virologi o ricercatori sui virus  che toccano almeno quota 50 nella classifica mondiale della scienza?

La selezione effettuata dal Governo per costituire il CTS e gestire l’emergenza Covid19, stando ai curriculum ed alle specifiche di ogni professionista nominato, non ha rispettato i criteri che tengono in considerazione il valore scientifico mondiale dato ad ogni scienziato dall’unica classifica che determina l’attendibilità degli stessi. Certo è che in elenco non ci sono virologi quotati a livello internazionale che superino quota 50 in termini di h-index e questo oltre ad essere una realtà di fatto, è abbastanza inquietante.


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