Connettiti con noi

Italiani nel Mondo

Cosa vuol dire 100% italiano? Parte 2 – What does 100% Italian mean? Part 2

Gianni Pezzano

Pubblicato

il

di emigrazione e di matrimoni

Cosa vuol dire 100% italiano? Parte 2

Cittadinanza Italiana

Di tanto in tanto si vede la frase “Chi ha sangue italiano è italiano” e vogliamo iniziare la nostra discussione su cosa vuol dire la definizione “100%” proprio da qui.

Questo articolo tratterà il soggetto vero di questa frase, la cittadinanza italiana, ma, come abbiamo indicato nella prima parte di questa serie (Cosa vuol dire 100% italiano? Parte 1 ) la frase potrebbe benissimo avere un altro significato e questo sarà il soggetto del prossimo articolo.

Sulla carta la questione della cittadinanza italiana sembrerebbe la partenza naturale per discutere su chi è veramente “italiano” ed in questo la legge italiana è più che chiara. Chi nasce da almeno un genitore cittadino italiano è cittadino italiano. Però, la verità è molto più complessa e dobbiamo considerare i molti casi che determinano chi è o non è “italiano”.

Partiamo dai casi di cittadini italiani che emigrano con la famiglia, cioè moglie e figli, oppure chi si sposa all’estero e poi ha figli.

Ovviamente, in questi casi i figli nati prima dell’eventuale naturalizzazione dei genitori sono tutti cittadini italiani, ma altrettanto ovviamente i figli nati dopo non sono cittadini italiani. Ma questo vuol dire che i figli nato dopo sono meno “italiani” dei loro fratelli e sorelle? Per la legge italiana si, anche se il loro sangue è uguale.

Conseguentemente, nel caso dei figli nati prima del cambio di cittadinanza, tutti i loro discendenti nascono cittadini italiani per la legge italiana, anche se non riconosciuti tali fino al momento della presentazione della relativa documentazione al consolato italiano che diventa sempre più complicato con il passare di ogni generazione. In base a questa siamo proprio sicuri che il vero numero di cittadini italiani all’estero non sia più grande di quel che pensiamo?

Inoltre, in alcuni casi i genitori emigrati con figli minorenni hanno incluso nella loro domanda di cambio di cittadinanza i nomi dei figli, togliendo loro la cittadinanza italiana. In molti di questi casi, secondo la legge italiana di cittadinanza  dell’epoca, questi figli non hanno ricorso con la decisione dei genitori.

Quindi i discendenti degli emigrati italiani cadono in due categorie, la prima di cittadini italiani con tutti i relativi doveri e diritti, compreso il voto, e la seconda quella di cittadini dei loro paesi di nascita/cittadinanza e quindi stranieri per la legge italiana.

Però, in fatto di sangue, come definito nella frase iniziale, sono TUTTI italiani, ed in questo sono tutti uguali, tutti discendenti di italiani.

Con il passare del tempo possiamo davvero dire che il potenziale cittadino italiano di terza, quarta, quinta e anche sesta e settima generazione che va al Consolato nella sua città per presentare la documentazione per mostrare le proprie origini, magari in base a un singolo avo di generazioni prima, che non parla la nostra lingua e che non sa niente della nostra Cultura e Storia sia davvero “italiano”?

E questa è una domanda seria perché nell’eterno dibattito su leggi di ius sanguinis e ius soli spesso dimentichiamo che i figli di immigrati ora in Italia sono nati, cresciuti ed educati/formati nel nostro paese, cioè parlano la nostra lingua, conoscono la nostra Cultura e seguono le nostre usanze quotidiane. Senza dimenticare che quando questi prenderanno la cittadinanza italiana la passeranno ai loro discendenti che faranno parte del futuro del paese, come hanno fatto e continuano a fare i nostri parenti e amici all’estero nei loro paesi.

Quindi, secondo i criteri di Cultura e lingua, quale di questi gruppi è più “italiano”?

Non rispondiamo alla domanda non solo perché è ovvia, ma anche perché dobbiamo finalmente affrontare queste realtà in modi concreti e secondo ragionamenti seri e non solo pensieri di utopie inesistenti.

In modo particolare, per i discendenti dei nostri emigrati nel corso di circa 250 anni, cioè oltre 100 anni prima dell’Unificazione dell’Italia, non importa se siano o no cittadini italiani, dobbiamo promuovere la nostra Cultura e Storia in modo che capiscano la grandezza del nostro, e quindi il loro, Patrimonio Culturale e mostrare a loro l’importanza di imparare la nostra lingua e di visitare il nostro paese per scoprire le loro radici, perché nel fare discorsi ideologici tendiamo a dimenticare che sono sempre discendenti del nostro paese e di conseguenza nostri parenti e amici all’estero.

Ma per finire questi pensieri iniziali sul “100% italiano” dobbiamo anche considerare un altro aspetto del “sangue italiano” che in molti sensi è una chimera e lo faremo nel prossimo articolo in cui tratteremo il tema del DNA che molti hanno cominciato ad utilizzare per “mostrare d’essere italiani”, ma nemmeno questo da le certezze che molti pensano.

Nel frattempo, ripetiamo ai nostri lettori all’estero di inviarci le loro storie ed esperienza su questi ed altri aspetti d’essere emigrati italiani, oppure figli/discendenti di emigrati italiani a: gianni.pezzano@thedailycases.com  

 

What does 100% Italian mean? Part 2

di emigrazione e di matrimoni

Italian Citizenship

From time to time we see the phrase “Those who have Italian blood are Italian” and we want to begin our discussion on what it means to be 1000% Italian from here.

This article will deal with the true subject of this phrase, Italian citizenship, but, as we stated in the first part of this series (What does 100% Italian mean? Part 1 ) the phrase could very well have another meaning and this will be the subject of the next article.

On paper the question of Italian citizenship would seem the natural starting point for discussing who is really “Italian” and in this Italian law is more than clear. Those who are born with at least one parent an Italian citizen is an Italian citizen. But, the truth is much more complex and we must consider the many cases that determine who and who is not “Italian”.

Let us begin with the cases of Italian citizens who migrate with their families, that is with wife and children, or who marry overseas and have children.

Obviously the children born before an eventual naturalization of the parents are all Italian citizens but just as obviously the children born after are not Italian citizens. But does this mean the children born after are less “Italian” than their brothers and sisters? According to Italian Law yes, even if their blood is the same.

Consequently, in the case of the children born before the change of citizenship, all their descendants are born Italian citizens by Italian law, even if they are not recognized as such until the moment of the presentation of the relative documentation at the Italian Consulate which becomes more and more complicated with the passing of each generation. Based on this, are we really sure that the real number of Italian citizens overseas is not bigger than we think?

In addition, in some cases the migrant parents with under age children included the names of the children in the application for the change of citizenship, taking Italian citizenship away from them. In many of these cases, depending on Italian Citizenship Law at the time, these children have no appeal against their parents’ decision.

Therefore the descendants of Italian migrants fall into two categories, the first of Italian citizens with all the relative obligations and duties, including voting, and the second those of citizens of their countries of birth/residence and therefore foreigners under Italian Law.

However, in terms of blood, as defined in the initial phrase, they are ALL Italians and in this case they are all equal, they are all descendants of Italians.

With the passing of time can we really say that the potential Italian citizen of third, fourth, fifth and even sixth and seventh generation who goes to the Consulate of his city to present the documentation that show their origins, maybe on the basis of a single forebear generations before, who does not speak our language and knows nothing about our Culture and history is really “Italian”?

And this is a serious question because in the eternal debate in Italy on blood based or place based citizenship laws we often forget that the children of migrants now in Italy were born, raised and educated/trained in our country, in other words they speak our language, know our Culture and follow our daily habits. Without forgetting that when they acquire Italian citizenship they will pass it onto their descendants who will be part of the country’s future, as our relatives and friends overseas did and continue to do in their countries.

Therefore, according to the criteria of Culture and language, which of these two groups is more “Italian”?

We will not answer the question not only because it is obvious but also because we must finally face this reality in realistic ways and according to serious reasoning and not only thoughts of non-existent utopias.

Particularly, for the descendants of our migrants over the last 250 odd years, that is, more than 100 years before the Unification of Italy, it does not matter whether or not they are Italian citizens, we must promote our Culture and history in a way that they understand the greatness of our and therefore their Cultural Heritage and show them the importance of learning our language and to visit our country to discover their roots because when making ideological speeches we tend to forget that they are always descendants of our country and subsequently our relatives and friends overseas.

And to finish these initial thoughts on “100% Italian” we must also consider another aspect of “Italian blood” that in many ways is an illusion and we will do this in the next article in which we will deal with the issue of DNA that many have begun to use “to show being Italian” but not even this gives the certainty that many think.

In the meantime we repeat our invitation to our readers overseas to send us their stories and experiences of these and other aspects of being Italian migrants or children/descendants of Italian migrants to: gianni.pezzano@thedailycases.com  

Lascia un commento
Print Friendly, PDF & Email

Categorie