FeaturedItaliani nel MondoMondo

Cosa può fare il Potere Politico?- What can Political Power do?

By 13 Agosto 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Cosa può fare il Potere Politico?

Il potere vero è nelle nostre mani con la scheda elettorale e troppo spesso dimentichiamo che abbiamo anche il potere di cacciare via i politici alla fine della legislatura.

In una vignetta memorabile della serie americana “Hagar, il vichingo” un monaco chiede al protagonista: “Hagar, se potessi scegliere, quale sceglieresti, il potere, l’oro o la felicità?”. Il monaco si meraviglia quando Hagar dice immediatamente “il potere” e gliene chiede il motivo. Il vichingo gli risponde “Perché con il potere prenderei l’oro e sarei felice!”. Quella scena ancora mi fa ridere e ci penso ogni volta che si parla di politica.

In italiano è facile capire il senso della parola potere perché la utilizziamo più volte ogni giorno, cioé è la capacità di compiere un’azione. Però, in un mondo che chiede sempre di più dai suoi governanti abbiamo anche l’obbligo di chiederci, cosà può fare il potere politico?


Naturalmente tratteremo le democrazie in giro per il mondo perché, come sappiamo, nelle dittature non esistono limiti al potere che troviamo nei sistemi politici moderni, come anche ai suoi abusi.

In primis dobbiamo iniziare dal distinguere la differenza essenziale tra Capo di Stato e Capo di Governo. Di solito il capo di Stato ha un ruolo di garanzia e non di governare ed esempi sono il Regno Unito con la sua monarchia costituzionale e l’Italia dove il Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento e che non governa, e questi esempi non sono certamente gli unici. In altri paesi, come gli Stati Uniti, una persona detiene entrambe le posizioni e i cittadini di questi paesi eleggono direttamente il Capo del Governo/Stato.

In quei paesi dove i due ruoli sono separati le varie costituzioni cercano di evitare un eventuale conflitto costituzionale tra Capo di Stato e Capo di Governo e di conseguenza il Capo di Stato spesso non è eletto direttamente dal voto popolare. Nel caso del sistema Windsor utilizzato da molti paesi del Commonwealth Britannico, come il Regno Unito, l’Australia e il Canada, il capo di governo è automaticamente il capo del partito di maggioranza della Camera dei Deputati e dunque sempre un parlamentare. Nel caso italiano il Capo di Governo è nominato dal Presidente della Repubblica e deve ottenere la fiducia delle due Camere del parlamento e in questo caso il Capo di Governo non deve essere necessariamente un parlamentare. Naturalmente esistono altre forme politiche, ma queste bastano per fare la nostra considerazione.

Malgrado le differenze tra i sistemi parlamentari, tutte le democrazie hanno in comune l’elezione dei loro parlamentari e tutte hanno un rito preciso, durante le campagne elettorali i candidati promettono agli elettori quel che farebbero nel caso di vittoria. Una volta eletto il nuovo capo di governo dovrebbe avere l’obbligo di mantenere le sue promesse e mi sembra quasi banale dire che fin troppo spesso non è proprio cosi. Il motivo è semplice.

Nelle democrazie esistono controlli che assicurano che i parlamentari non abusino dei loro poteri decisionali, sia nei limiti delle spese che entro i limiti costituzionali e in particolare la separazione dei poteri che è la base fondamentale di qualsiasi sistema democratico.

Il primo problema ovviamente è quello di far approvare le nuove proposte di legge e la finanziaria. Dopo una vittoria schiacciante il nuovo capo di governo potrebbe trovarsi con una camera disposta ad approvare ogni sua proposta, ma nella maggioranza dei casi non è cosi e la legge viene approvata con modifiche. Questo diventa peggio ancora quando il governo ha una maggioranza enorme in una Camera ma nessuna maggioranza nella seconda, di solito il Senato.

In questi ultimi anni abbiamo avuto la prova del costo di queste modifiche nei molti tentativi di modificare i sistemi parlamentari ed elettorali del nostro paese in un Parlamento diviso tra molti partiti dove è impossibile trovare una maggioranza fissa e funzionale e dove spesso i partiti sono spaccati al loro interno per motivi personali, oppure di corrente. Troppo spesso la legge approvata è molto diversa dalla proposta originale.

Infine la legge non entra automaticamente in vigore al momento della sua approvazione, ma solo dopo la firma del Capo dello Stato che deve controfirmare ogni nuova legge.

Questo è il primo controllo perché il capo dello Stato deve assicurare che la legge sia applicabile entro i limiti stabiliti dalla Costituzione nazionale e dalle esigenze finanziarie, cioè che ci siano i fondi a disposizione per poter pagare le spese della legge. Questo è il motivo per il quale i nostri presidenti sono sempre persone di grande esperienza giuridica e parlamentare, perché solo così sono in grado di poter identificare quel che gli inglesi chiamano “il diavolo”  nei dettagli…

Ma non sempre questo controllo rivela eventuali conflitti di poteri e dunque dopo tempo entra in azione l’ultimo controllo, quello della Corte Costituzionale, la più alta del paese composta da esperti costituzionali. Ogni paese ne ha la sua versione, negli Stati Uniti si chiama la Supreme Court, in Gran Bretagna e i paesi britannici la High Court. Questa corte ha la voce finale in qualsiasi contestazione costituzionale e le sue decisioni hanno il potenziale di cancellare leggi per intero, oppure cancellare o imporre modifiche a intere sezioni di una legge.

Queste decisioni sono vincolanti e di solito sono quelle più importanti per un paese. Sappiamo tutti delle modifiche alla Costituzione degli Stati Uniti, ma quanti sappiamo che spesso sono il frutto diretto di decisioni della loro Supreme Court? In Italia fu la Corte Costituzionale che impose la parità di diritto di maschi e femmine in quelle leggi, come la legge di cittadinanza, che davano certi diritti ai maschi e non alle donne. La prossima volta che sentiamo di decisioni della Corte Costituzionale non dobbiamo essere scandalizzati e  ricordare che sono normali in qualsiasi democrazia e che fanno parte fondamentale di un sistema democratico funzionante.

Ovviamente non tutti i politici sono felici di questi controlli perché credono che il mandato popolare sia abbastanza per far approvare qualsiasi legge venga proposta. E proprio per questo motivo il ruolo delle controfirme del Presidente della Repubblica (o il suo pari in altri paesi) e le alte corti sono essenziali per garantire che i nostri governanti agiscano entro i limiti costituzionali.

Ma qual è il ruolo di noi cittadini oltre il voto? La risposta è semplice, il nostro ruolo è di tenere in mente quel che dicono i candidati durante una campagna elettorale e di capire quali progetti sono attuabili e quali no. Perché votare un candidato che propone progetti e programmi ovviamente non attuabili? Ma il nostro ruolo non deve finire con la scheda elettorale il giorno dell’elezione.

In un mondo perfetto il ruolo dei cittadini sarebbe anche quello di tenere d’occhio quel che fanno i nostri rappresentanti e di pretendere spiegazioni per eventuali promesse disattese, oppure per leggi bocciate dal Capo dello Stato o dalle alte Corti. Dobbiamo controllare le loro azioni sia al governo che all’opposizione per sapere se sono degni di essere rieletti, oppure meritano un’altra legislatura per governare.

Il potere vero è nelle nostre mani con la scheda elettorale e troppo spesso dimentichiamo che abbiamo anche il potere di cacciare via i politici alla fine della legislatura. Allora perché dobbiamo sprecare queste opportunità di farci sentire dai politici, rifiutando di votare? 

di emigrazione e di matrimoni

What can Political Power do?

The true power is in our hands with the ballot paper and all too often we forget that we also have the power to remove politicians at the end of the legislature

In a memorable cartoon from the American series “Hagar the Horrible” a monk asks the protagonist: “Hagar, if you could choose, which would you choose, power, gold or happiness?” The monk is amazed when Hagar says immediately “Power” and when he asks the reason the Viking answers, “Because with power I could take the gold and I would be happy!” This scene still makes me laugh and I think about it every time we talk about politics.

It is easy to understand the meaning of the word “power” because we use it often during the day, that is, the capacity to carry out an action. However, in a world that asks more and more of those who govern we also have an obligation to ask ourselves, what can political power do?

Of course we will be dealing with democracies around the world because we know dictatorships do not have the limits to power that we see in modern political systems, just as we also see in its abuses.

Firstly we must start by distinguishing the fundamental difference between the Head of State and the Head of Government.  The Head of State usually has the role of guarantor and not of governing and examples include the United Kingdom with its Constitutional Monarchy and Italy which has a President of the Republic, who is elected by the Parliament and does not govern and these examples are certainly not the only ones. In other countries, such as the United States, one person holds both positions and the citizens of these countries directly elect their head of Government/State.

In those countries where the two roles are separate the various constitutions try to avoid any constitutional conflicts between the Head of State and the Head of Government and subsequently the Head of State is often not elected by a popular vote. In the British Windsor system of government used by many countries such as the United Kingdom, Australia and Canada, the Head of Government is automatically the Leader of the majority party in the Lower House of Parliament and is therefore always a parliamentarian. In the case of Italy, the Head of the Government is appointed by the President of the Republic and must obtain the vote of confidence of both Chambers of the parliament and in this case the Head of Government may not necessarily be a parliamentarian. Of course there are other forms of political systems but these are enough for our consideration.

Despite the differences between parliamentary systems, all the democratic countries have in common the election of their parliamentarians and they all perform a specific rite during the election campaigns, the candidates promise the electors what they would do in the case of victory. Once elected the new Head of Government should have the obligation to keep his or her promises and it seems almost trivial to say that all too often this is not precisely the case. The reason is simple.

In democracies there are checks and balances that ensure that the parliamentarians do not abuse their decision making powers in both the limits of expenses and within the limits of the constitution, especially the separation of powers that is the fundamental foundation of any democratic system of government.

Obviously, the first problem is that of approving new Bills and the budget. After an overwhelming electoral victory the new Head of Government could find himself with a Chamber that approves every one of the proposals but in the majority of cases this is not so and the law is approved with amendments. This becomes even worse when the government has a huge majority in one Chamber but no majority in the second, usually the Senate.

In recent years in Italy we have had proof of the cost of these amendments in the many attempts to modify the parliamentary and electoral system in a parliament divided amongst many parties where it is impossible to find a fixed and functional majority and where the parties are often divided internally due to personal or factional reasons. All too often the law approved is very different from the original proposal

Finally, the law does not automatically come into effect at the moment of its approval but only after the signature of the Head of State who must sign every law.

This is the first check because the Head of State must ensure that the law is applicable within the limits set by the country’s constitution and financial requirements, in other words that there are sufficient funds available to be able to pay the costs of the law. This the reason why Italy’s Presidents are always people of great legal and parliamentary experience because only in this way the President is able to identify what the English call the “Devil” in the details…

But this check does not always reveal conflicts of powers and therefore after a period of time the last check comes into action, that of the Constitutional Court, the country’s highest court made up of constitutional experts. Every country has its own version, in the United States it is the Supreme Court, in Great Britain and the other British countries the High Court. This court has the final say in any constitutional dispute and its decisions have the potential to cancel whole laws or to cancel or impose amendments to whole sections of a law.  

These decisions are binding and are usually the most important for a country. We all know about the amendments of the United States constitution but how many know they are often the result of decisions of their Supreme Court? In Italy it was the Constitutional Court that imposed equality of rights for both men and women in those laws, such as the citizenship law, that gave certain rights to men but not to women. The next time we hear about a decision by the Constitutional Court we must not be shocked and remember that these are normal in any democracy and are an essential part of a functional democratic system.

Obviously not all politicians are happy with these checks and balances because they believe that the people’s mandate is enough to approve any law that is proposed. And it is for this very reason that the role of the signature of the President of the Republic (or equivalent in other countries) and the High Courts are essential for ensuring that our governments act within the limits of the constitution. 

But what is the role of us citizens, besides voting? The answer is simple, our role is to bear in mind what the candidates say during an electoral campaign and to understand which projects can be carried out and which not. Why vote for a candidate who proposes projects and programmes that are obviously not feasible? But our role must not end with the ballot paper on Election Day.

In a perfect world the role of the citizens is also that of keeping an eye on what our representatives do and to demand explanations for any promises that are not kept or why laws are knocked back by the Head of State or the high courts. We must check their actions both in government and in opposition in order to know if they are worthy of being re-elected, or if they deserve another legislature to govern. 

The true power is in our hands with the ballot paper and all too often we forget that we also have the power to remove politicians at the end of the legislature. So, why must we waste this opportunity to let our voices be heard by our politicians and refuse to vote?


Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
[email protected]