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Cosa ha spinto il premier Conte a nominare il generale Cotticelli commissario ad acta per il piano di rientro della Sanità calabrese dal 2018?

Tiziana Primozich

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L’incresciosa vicenda che offende la Calabria in questo difficile momento pandemico per il mondo intero appare come l’ennesima beffa che evidenzia una volta per tutte la necessità di affidare la sanità istituzionale a chi la sa gestire: i medici

Non sapeva di dover stilare un piano operativo regionale per il Covid. E’ quanto candidamente ha ammesso il gen. Saverio Cotticelli, nominato nel 2018 dal Governo Conte Uno e poi confermato nel Conte Due, commissario alla Sanità della Calabria, rispondendo alle domande postegli nel programma televisivo di RaiTre ‘Titolo V’. Una inesperienza che ha contribuito a ridurre la Calabria ad essere l’unica zona rossa del sud Italia come da ultimo DPCM di due giorni fa. Cotticelli, sempre nel corso della trasmissione su RaiTre (il video del programma), non era neanche a conoscenza dei numeri di posti letto in terapia intensive della regione di cui era responsabile. Eppure era stato nominato proprio per rimettere i conti a posto e salvare la Sanità calabrese.

Al di là delle logiche politiche che hanno spinto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a nominare Cotticelli, esperto in lotta alla criminalità organizzata come da Curriculum Vitae, per ben due volte, si innesca un dibattito che ancora una volta boccia le nomine politiche in campo sanitario ed evidenzia la necessità di affidare un tema così delicato, la salute dei cittadini, a chi la sa gestire: i medici appunto. Un capodipartimento di qualsiasi reparto ospedaliero avrebbe ben saputo cosa fare in caso di pandemia, e di sicuro sarebbe stato a conoscenza degli effettivi numeri in posti letto di ogni reparto, compresi quelli che hanno subito i tagli alla sanità.

Ed in effetti la riforma Bindi 299/1999 ha lentamente ma inesorabilmente introdotto personaggi politici ai vertici delle Asl e degli ospedali che in molti casi non hanno capacità organizzative in campo medico, e considerano la loro attività in termini aziendalistici e non come salvaguardia della salute dei cittadini. Nel caso di Cotticelli, oltre ad essere un generale dei Carabinieri già in pensione, appare che non ci fossero neanche le capacità da manager di azienda, e quindi ci si domanda perché in ben due Governi Conte lo abbia scelto e soprattutto nel momento in cui afferma di doverlo rimuovere immediatamente, subito dopo la figuraccia su RaiTre, perché lo stesso Conte non si assume la responsabilità delle sue sconsiderate scelte? Non ci sono dubbi che Conte sia un buon avvocato, non del popolo italiano, ma di sé stesso sempre e comunque!

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