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Disabilità, Corte di Giustizia europea boccia l’Italia

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la-sentenza-ascensori-e-piattaforme-per-disabili-nelle-stazioni-atac-della-meIl lavoro non è un diritto tutelato nel nostro Paese

Roma, 9 luglio – “Una sentenza giusta” , così la deputata Pd Ileana Argentin commenta la sentenza della Corte di Giustizia europea che ha bocciato l’Italia perché non rispetta le norme comunitarie in tema di lavoro ai disabili. Secondo il provvedimento emesso qualche giorno fa l’Italia «è venuta meno agli obblighi» derivanti dal diritto comunitario a causa di un parziale recepimento  della direttiva varata alla fine del 2000 sulla parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro.  Con tale norma si stabiliva  un quadro generale  per la lotta alla discriminazioni delle persone diversamente abili, con provvedimenti  pratici (sistemando i locali, adattando le attrezzature, i ritmi di lavoro o la ripartizione dei compiti) in funzione delle esigenze, per consentire ai disabili di accedere a un lavoro ed alla relativa carriera e formazione.”Il diritto al lavoro dei disabili- specifica Argentin –  viene per lo più frainteso come un privilegio. Quando si parla di disoccupati non ci sono quelli di serie A e di serie B. E’ necessario il rispetto dell’art. 1 della Costituzione italiana anche per le persone con handicap”.disabilità-e-lavoro1

“Proprio su questo tema – ricorda la deputata Pd – ho presentato una proposta di legge, firmata da molti colleghi,  che obbliga tutti i ministeri e uffici pubblici a dare i lavori in appalto soltanto a società private che rispettino la legge 68, la normativa che obbliga all’assunzione di disabili. I dati della Federazione italiana superamento handicap (Fish) ricordano che in Italia solo il 16% delle persone con disabilità fra i 15 e i 74 anni lavora (circa 300mila individui), contro il 49,9% del totale della popolazione, e che solo l’11% delle persone con handicap che lavorano ha trovato occupazione attraverso un Centro pubblico per l’impiego.

 

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