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CORONAVIRUS: “UN GIORNO CAPIREMO”

By 4 Marzo 2020 No Comments

La panacea creata per cambiare le regole Europee dell’asse Franco-Tedesco per non dire che l’austerità e le regole insensate hanno fallito totalmente

di Paolo Buralli Manfredi 

Scrivere da Melbourne – Australia può avere i suoi vantaggi. E quindi al termine di una telefonata con il direttore responsabile del nostro DailyCases, che ha un suo seguito anche in questo lato del mondo, la mia mente si è focalizzata sull’emergenza coronavirus, per il quale con la mia interlocutrice ci eravamo appena detti: “forse un giorno capiremo”.

Allora, quando ho augurato la buona notte al Direttore e amica Tiziana, nella mia testa quel “un giorno capiremo” continuava a battere colpi. Colpi, che mi hanno indotto a fare una ricerca su tutte le ultime dichiarazioni economiche, e non, dei politici e Ministri europei, e ho verificato che il ministro economico tedesco ha chiesto di allentare le regole europee in materia finanziaria.


Dal canto suo il Presidente della Commissione Europea ha chiesto la cessione di sovranità degli Stati europei nell’ambito della sanità che, tradotto, è l’imposizione alla totale privatizzazione del sistema sanitario pubblico. In termini di numeri va evidenziato che l’unica sanità davvero pubblica in Ue è quella italiana, non a caso in Italia sono stati eseguiti ad oggi più di 23mila tamponi per il coronavirus con quasi 2mila casi di contagio riscontrati; un numero che stride con i poco più di 1.100 tamponi eseguiti in Francia che svelano 178 contagi.

Qual è il reale motivo di questo grande divario di tamponi eseguiti nei due paesi, per non parlare della Germania? Ma è semplice, in Italia la sanità è totalmente a carico dello Stato, mentre in Francia occorre avere un’assicurazione e comunque anticipare le spese. E di fronte ad un’emergenza di questo tipo chi andrà volontariamente a fare il tampone sapendo che lo deve pagare profumatamente? Di sicuro solo chi ha raggiunto un malessere tale che se non ha ancora una polmonite poco ci manca.

E torniamo al pericolo di cessione di sovranità in campo sanitario da parte dei paesi membri alla Ue, cosa può riservarci uno scenario del genere, considerato che per prima la Francia non ha ad oggi contezza dei reali casi di contagio nel suo territorio, semplicemente perché non ha effettuato controlli a tappeto come in Italia? Guardando la puntata di ieri de “L’Aria che Tira”  ho continuato a sentire la conduttrice giornalista Mirta Merlino ripetere come un mantra che l’Europa deve allargare le maniche facendo il tifo per Paolo Gentiloni anticipando, nella sostanza, la linea del Ministro tedesco che chiede il cambio di regole e probabilmente dei trattati utilizzati ed imposti sino ad ora dalla Germania che, ormai in totale recessione, non può ammettere che tutte le regole di “Austerità”, così si chiamava, che aveva imposto a sé stessa ed ai paesi del Mediterraneo quando la sua economia andava bene, oggi gli si sono ritorte contro.

Austerità che ha distrutto Nazioni intere e ha provocato sofferenze ad intere popolazioni europee, non dimentichiamoci del dramma della Grecia e degli audio di Gianis Varoufakis che, quando saranno pubblicati, mostreranno a detta dello stesso ex Ministro, il totale menefreghismo dei Ministri Economici Europei verso i Popoli, registrazioni in parte riportate in un libro ed in un film, non pubblicizzato e forse non trasmesso in Italia per pressioni della stessa Commissione Europea.

Ecco allora che forse non c’è bisogno di aspettare per comprendere la frase “un giorno capiremo” perché le regole ed i trattati europei cambieranno proprio grazie al coronavirus che, vista la sua calibratura, con alta trasmissibilità e poca mortalità, è giusto quel che serve per cambiare tutto senza ammettere che forse i “ Sovranisti”, nome dato a coloro che pensano diversamente da questi diktat europei, avevano ragione da vendere quando additavano l’asse Franco-Tedesco come distruttore dei paesi del sud Europa. E gli europeisti avevano torto nel sostenere quell’asse che ci sta portando dritti verso il totale fallimento socio-economico. Un fallimento che dimostra che la globalizzazione fu voluta dal sistema finanziario non da quello umanitario come venne venduta ai popoli anni fa.


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